Mandrarossa, la Sicilia vinicola: 4 nuove etichette

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La Sicilia di Mandrarossa: quella della ricerca e della sperimentazione che arriva senza tentennamenti nel calice

La cantina, brand ontrade di nicchia di Cantine Settesoli, presenta nuove interpretazioni dei vitigni autoctoni siciliani

Il racconto di Mandrarossa

Sin dalla fondazione nel 1999 a Menfi, in provincia di Agrigento, Mandrarossa si è dedicata alla produzione di vini frutto della ricerca che da oltre vent’anni mira a individuare la perfetta combinazione tra le cultivar e il terroir, per consentire a ogni tipologia di uva di esprimere al meglio le proprie potenzialità.

Mandrarossa racconta una Sicilia autentica, figlia sia della millenaria identità culturale e vinicola sia dell’innovazione. Il proporsi nel ruolo di custode culturale e di agente dell’innovazione della viticoltura siciliana deriva dalla consapevolezza di poter contare su territori tra i migliori per vocazione vinicola dell’intera isola: i tre territori d’elezione di Mandrarossa sono Menfi, l’Etna e Pantelleria; Mandrarossa spazia dalla Sicilia sud-occidentale alle sabbie nere della “montagna”, fino alle coste rocciose di un’isola battuta dal vento, territori di forte e antica vocazione vitivinicola.

Per raccontarli al meglio, Mandrarossa conduce da sempre studi sui microterroir, sulle interazioni tra le varietà e l’ambiente circostante, microvinifica per selezionare i suoli più adatti a ciascuna tipologia. Espressione piena della biodiversità siciliana, fin dalla sua nascita Mandrarossa promuove la ricerca e la conoscenza sui vitigni autoctoni, come dimostra la partecipazione al progetto V.I.S.T.A. (Valorizzazione Innovativa e Sostenibile dei Terroir delle varietà Autoctone), che ha lo scopo di incrementare la produzione sostenibile di alta qualità attraverso la valorizzazione delle uve locali, con particolare riguardo a quelle più diffuse in Sicilia.

Nuove etichette e interpretazioni 

Questa costante ricerca ha portato all’introduzione nel 2026 di quattro nuove etichette, alcune delle quali rappresentano un unicum nel panorama enologico siciliano, che testimoniano il profondo lavoro della Cantina sui vitigni autoctoni a partire dal Catarratto, protagonista di una sperimentazione che ne vuole esplorare la versatilità, il potenziale e le diverse interpretazioni che possono suggerire le diverse altitudini, come nella Doc Salaparuta, fino al recupero di varietà come il Perricone e una nuova interpretazione del Nerello Mascalese in versione rosato.

Oltre a condurre la degustazione in cui sono state presentate le nuove etichette, Roberta Urso, Responsabile delle Public Relations, ha tenuto a focalizzare l’attenzione sul ruolo sociale che Mandrarossa spesso svolge, testimoniato anche dalla produzione di uno dei nuovi vini, Lalbira, che nasce dalla collaborazione con Cantina Madonna del Piraino, cooperativa agricola e vinicola di Salaparuta. La collaborazione con Cantina Madonna del Piraino, aggiunge Roberta Urso, si allarga anche ad un Metodo Classico a base Catarratto, in questo momento in fase di affinamento: l’uscita sul mercato delle prime bottiglie è attesa tra circa 3 anni.

La degustazione della Sicilia di Mandrarossa

Catarratto Brut Terre Siciliane Igt, Metodo Charmat

100% Catarratto, 12,5%. Uve che crescono su suoli calcarei. La prima fermentazione avviene in serbatoi di acciaio a 12-14°C per 15-20 giorni circa. La seconda fermentazione in autoclavi di acciaio a 10-12°C per circa 15 giorni. L’affinamento sulle fecce abbraccia un periodo dai 3 ai 5 mesi. Nel calice si presenta di un delicato giallo con riflessi verdolini. Il perlage è persistente, composto di bollicine di buona finezza. Il profilo olfattivo parla di Mediterraneo siciliano: profumi intensi e freschi che richiamano la zagara, il gelsomino, la crosta di pane e la brioche per il gelato. Al palato è secco, vibrante e vivace con un sorso di spiccata acidità e sapidità.

Lalbìra Salaparuta Doc 2025

100% Catarratto, 12,5%. Uve che crescono su suoli calcarei. La fermentazione avviene in acciaio a una temperatura di 14-16°C per 15 giorni circa, l’affinamento in acciaio per 6-8 mesi. Il nome richiama la vera storia della giovane nobildonna Madonna Albìra che, dopo aver ricevuto in dote l’antico Casale risalente all’epoca romana, si affacciava ogni giorno dall’alta torre per ammirare la vastità dei suoi vigneti e la bellezza del territorio di Salaparuta.

L’etichetta, opera dell’artista Nancy Rossit, raffigura la giovane donna che si trova all’esterno della torre e i cui lunghi capelli, dopo essere arrivati a toccare il suolo, si trasformano nel fiume Belìce. Giallo paglierino con riflessi verdolini. Quadro olfattivo intenso e “siciliano” che richiama la zagara, il gelsomino, il limone, il mandarino, la pesca noce. Il sorso è fresco, croccante, di media struttura, di ottima armonia tra i richiami fruttati, la mineralità gessosa e la vena sapida che chiude l’assaggio.

Rosato Terre Siciliane Igt 2025

100% Nerello Mascalese, 12,5%. Uve che crescono su suoli sabbiosi e sabbiosi-calcarei. Fermentazione di 15-20 giorni a 16-18°C, maturazione per 4 mesi in acciaio. Colore del petalo di rosa con riflessi ramati. Il profilo olfattivo viaggia sui sentori minerali e fruttati  di fragoline di bosco, melograno, ciliegia fresca, piccole rose, pompelmo rosa e roccia assolata. L’ingresso sul palato è verticale e dinamico, snello, nel quale predomina la freschezza che assicura la grande bevibilità.

Cantacorvo Rosso Terre Siciliane Igt 2025

100% Perricone, 13,5%. Il Perricone è allevato su suoli calcarei e sabbioso-calcarei. La macerazione avviene in acciaio a una temperatura di 22-25°C per 5-7 giorni circa. La maturazione in serbatoi di acciaio per 6-8 mesi. Il nome omaggia una contrada di Menfi. Il vino recupera un vitigno autoctono e storico poco conosciuto. Rosso rubino intenso e vibrante con dei riflessi violacei. Il profilo olfattivo ci porta nel mondi fruttati e speziati: marasca, mora di gelso, prugna rossa, pepe nero, poi giungono le bacche di ginepro. Al palato si presenta con eleganza, in equilibrio tra la struttura, definita dai tannini decisi e levigati, e la freschezza che assicura ottima bevibilità. Persistente.

Questi quattro vini hanno i profumi, la dinamicità e la solarità dell’isola siciliana, e si presentano diretti e coerenti con il racconto fuori dagli schemi che Mandrarossa porta avanti da tempo della Sicilia.

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