Monvino di Monforte d’Alba: il wine shop che va oltre l’enoteca

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Monvino racconta i vini di Monforte d’Alba

Conosco tante ottime enoteche, in tante città della penisola, ciascuna valida e con un’interessante storia alla spalle; ogni tanto incontro enoteche che non sono solo luoghi dove si vendono ottimi vini e si possono ottenere consigli e indicazioni sui terroir e sugli abbinamenti, ma che hanno delle caratteristiche particolari, una storia diversa dal solito, come l’enoteca Monvino di Monforte d’Alba, che, per volere delle sue vulcaniche titolari, Marina Gaveglio ed Erica Torrengo, è intrinsecamente legata a Monforte d’Alba, comune del comprensorio del Barolo.

Entrai in contatto con il progetto che stava conducendo all’apertura dell’enoteca Monvino ad inizio del 2022, in occasione di Grandi Langhe, perché una mia amica toscana mi raccontò di aver preso l’incarico come PR di un’enoteca di prossima apertura in terra di Langa e che non si trattava della solita iniziativa commerciale ma di un’esperienza di reale immersione e scoperta del territorio di Monforte d’Alba, famosa per produrre tra i Barolo più strutturati, corposi e longevi.

La storia di Marina Gaveglio e l’intreccio con Monvino

Nel corso di questi anni ho incontrato più volte Marina Gaveglio che a poco a poco, in puro stile sabaudo, mi ha fatto accedere alla storia che portò Marina ad aprire l’enoteca Monvino. Si parte nel 2015 quando Marina venne in Langa in vacanza: in quei pochi giorni scatta il coup de foudre, perché Marina si trova molto bene, complici il buon vino, il buon cibo e l’incontro con tante persone non solo di Monforte ma dell’intero territorio langarolo.

Tra gli incontri anche quello con l’allora Sindaco di Monforte e con l’amministrazione comunale che al termine delle vacanze estive chiedono a Marina se fosse interessata ad aprire e gestire l’ufficio turistico di Monforte d’Alba, alla luce del lavoro che allora svolgeva in un’agenzia di viaggi. La prima risposta fu negativa perché Marina sentiva di non conoscere la zona quindi non avrebbe saputo come gestire i flussi turistici; però fu sufficiente un breve periodo di tempo post vacanziero di ulteriore frequentazione di Monforte d’Alba e delle Langhe, con il dovuto corredo di eventi, degustazioni vinicole e feste da amici, per convincere Marina ad abbandonare Torino e accettare l’offerta. 

Dopo aver trascorso l’inverno del 2015 a consolidare la conoscenza di Monforte d’Alba e zone limitrofe, a giugno 2015 Marina apre l’ufficio turistico con il mandato di otto anni, nei quali Marina diventa anch’essa una monfortese doc. 

Nel 2022, all’approssimarsi del termine del mandato dell’ufficio turistico, Marina sente che è giunto il momento di dar vita ad un progetto diverso, che prende spunto dall’assenza in Monforte d’Alba dell’enoteca comunale focalizzata sul territorio locale: decide di aprire, insieme alla sua socia Erica Torrengo, un’enoteca specializzata sui vini di Monforte, ora che aveva conosciuto tutti i produttori di Monforte e quelli che a Monforte producono, ai quali illustrò il progetto, così come alle altre attività produttive della cittadina, non per ottenere il permesso ma per inglobare al meglio Monvino, questo il nome che Marina scelse per la sua enoteca, all’interno di una comunità di 2000 abitanti. 

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L’obiettivo raggiunto

A tre anni dalla sua apertura, Marina ed Erica hanno raggiunto il loro obiettivo di fare di Monvino uno spazio di degustazione dei vini prodotti a Monforte d’Alba, di presentazione del terroir, nonché un luogo che offre molteplici servizi agli appassionati e ai turisti, italiani e stranieri: il territorio vede la presenza di cantine vinicole per la maggior parte piccole, condotte dal titolare aiutato dalla famiglia, cantine che nel periodo della vendemmia non sempre riescono ad assicurare la dovuta attenzione ai visitatori, che possono rivolgersi a Monvino dove trovano i vini di quasi tutti i produttori di Monforte e i vini di produttori di altri paesi del comprensorio che vinificano i Cru di Monforte d’Alba, tutto al medesimo prezzo della cantina. 

Inoltre, i turisti e gli appassionati di vino possono recarsi presso Monvino per farsi un’idea del terroir locale e in seguito recarsi in visita presso le cantine che li hanno colpiti di più nel corso della degustazione e della presentazione del terroir che Marina ha fatto.

A ulteriore conferma del fortissimo legame dell’enoteca Monvino con il terroir e i vini di Monforte d’Alba, il 27 novembre 2024 si è svolta presso lo Spazio Musa in pieno centro storico a Torino, la prima edizione di “Monvino Day” giornata di degustazione e approfondimenti dedicati ai  vini di Monforte d’Alba, dove tra arte, musica, fotografia, le degustazioni e il walk around testing hanno permesso di indagare caratteristiche e peculiarità dei vini della cittadina delle Langhe.

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Marina Gaveglio

Lasciarsi guidare nella degustazione

Quando mi reco presso l’enoteca Monvino, mi lascio guidare da Marina alla scoperta di piccoli produttori, spesso troppo impegnati a produrre ottimi vini per aver tempo da impegnare nel marketing aziendale o, in altri casi, che hanno iniziato da poco a vinificare le uve che prima vendevano a dei colleghi.

Nel corso del nostro ultimo incontro, ho avuto la chance di degustare i vini della Cantina Attilio Ghisolfi, situata in pieno Cru Bussia, che produce ottimi Barolo, con uno spettacolare rapporto qualità/prezzo; ho personalmente assaggiato il Barolo Bussia 2018, di un bellissimo rosso rubino, naso di viola e rosa, ibisco, aromi floreali che accerchiano la prugna e il nitido lampone. Il sorso è di corpo, armonico, mediamente tannico e con un persistente finale, da bere subito ma con ottime potenzialità evolutive. 

Ottimo il Barolo Bussia Bricco Visette, di colore che già tende al granato, con le spezie che si aggiungono al floreale e al fruttato di lamponi, ribes e melograno, il tutto condito con degli sbuffi balsamici. Sorso gustoso, appagante, ricco, e armonico. Finale persistente. Marina tesse le lodi anche del Barolo “classico” e del Metodo Classico Extra Brut, 60% Nebbiolo e 40% Pinot Nero, 20% del vino è affinato in tonneaux da 500 Lt e il restante in inox. Resta sui lieviti per 9 anni, al termine dei quali si ottiene uno spumante con i muscoli ma molto elegante, adatto all’aperitivo e a tutto pasto. 

Marina mi ha anche proposto in degustazione il Nebbiolo d’Alba Superiore Tita 2019 di Cascina Carrà, altro piccolo produttore di Località San Sebastiano, sempre a Monforte, azienda che non si definisce biodinamica ma che rispetta con convinzione l’equilibrio della terra sulla quale ha avuto la fortuna di trovarsi, ricevendo in regalo l’altissima qualità dei suoi vini. Il Tita 2019 si mostra nel calice di un bel granato luminoso, note aromatiche di lampone in caramella Leone, fiori secchi di viola e rosa, sensazioni balsamiche di menta e rabarbaro, cannella e pepe. Qualche piacevole nota vanigliata e di sottobosco. Al palato si presenta avvolgente, austero, in equilibrio tra la freschezza e il vellutato tannino. Finale molto persistente.

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Degustazione

Marina Gaveglio mi ha parlato molto bene, in rappresentanza di tutti gli altri produttori di Monforte, degli ottimi vini di Oreste Stefano a Perno, di Bussia Soprana, di Cascina Tiole e di Paolo Monti: attendo con impazienza la prossima occasione in cui sarò a Monforte per poterli degustare, e consiglio a coloro tra voi che si recheranno a Monforte d’Alba di trovare del tempo per una chiacchierata e un bicchiere con Marina. 

Monvino, Via Giuseppe Garibaldi 16/A – 12065 Monforte d’Alba CN – Chiusa martedì e mercoledì – Lunedì e giovedì 10 -12.30 15 -19 – Venerdì, sabato e domenica 10 – 13 15 – 19

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