Nasce il Barolo Vignolo Riserva 2020 di Livia Fontana

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Nel cuore pulsante dei grandi terroir del Barolo, la cantina Livia Fontana incarna il concetto di una vera e propria “terrazza sulle Langhe”. Una storia di vignaioli le cui radici secolari si intrecciano con la forza, armonia e passione di una conduzione familiare, quella di Livia e dei suoi due figli, Michele e Lorenzo. È proprio da questa sinergia che prende vita l’ultimo tassello del mosaico aziendale: la nascita del Barolo Vignolo Riserva 2020, una micro-MGA prodotta in pochissime bottiglie che va a completare l’espressività dei grandi Cru di casa.

Una storia antica a Castiglione Falletto, dal 1820 all’eredità di Ettore

La presenza della famiglia Fontana a Castiglione Falletto ha radici lontane nel tempo, fonti notarili testimoniano la loro presenza nel borgo già nel 1450. Tuttavia, la svolta agricola risale al 1820 con l’acquisto della storica Cascina Fontanin. Da azienda promiscua, la conversione a vitivinicola pura è arrivata grazie prima al nonno Saverio – tra i primi 160 storici imbottigliatori del paese – e poi a papà Ettore. Negli anni ’90, Ettore ha la vista da visionario: espianta le colture tradizionali per convertire i terreni a solo impianto di vite nei Cru simbolo del paese: Bussia, Villero e Mariondino.

Ma l’intuizione più grande di Ettore è stata dare fiducia alla figlia Livia, aprendole le porte dell’azienda nel 1995 e lasciandole piena libertà d’iniziativa in vigna e in cantina. Oggi Livia raccoglie quell’eredità con orgoglio, guidando un’azienda acclamata nei mercati internazionali, dalla Svizzera tedesca agli Stati Uniti, fino al Nord Europa.

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Alessandro Masnaghetti e Livia Fontana

Livia, Michele e Lorenzo

Il vero punto di forza di Livia Fontana risiede oggi, anche, nella profonda intesa tra Livia e i suoi due figli, Michele e Lorenzo. Un’unione familiare autentica in cui ogni ruolo è perfettamente calibrato: Livia, custode dell’identità storica e della visione strategica della cantina, rappresenta la memoria storica e il legame profondo con i valori del territorio. Michele, enologo di formazione e mosso da una passione viscerale, cura la gestione della vigna e della cantina. È il promotore della svolta agronomica sostenibile avviata nel 2012: eliminazione di diserbanti e concimi chimici, lavorazione parcellare dei suoli e nutrizione esclusivamente organica per permettere alle radici di nutrirsi dell’anima del terreno. Lorenzo, si occupa degli aspetti economici e commerciali, assicurando la crescita aziendale, nonché la comunicazione. Coordina quindi, in modo sinergico, lo sviluppo aziendale e la comunicazione, valorizzando vini che rispecchiano l’identità di chi li produce.

(Da sx) Lorenzo, Livia e Michele
Lorenzo, Livia e Michele

Barolo Vignolo Barolo Riserva Docg 2020 

Mancava ancora un tassello per completare la narrazione espressiva dell’azienda, quel cerchio si è chiuso con la presentazione del Barolo Vignolo Riserva 2020, una micro-MGA da sole 1.300 bottiglie nate da un piccolo vigneto di circa 2.000 metri quadrati con viti di 25 anni.

Il terroir di Vignolo tra marne e sabbie

Per comprendere il Vignolo occorre leggere la geografia delle Langhe con approccio zonale. Se il celebre Cru Villero affonda le radici nelle Arenarie di Diano d’Alba regalando finezza e note balsamiche, il vigneto Vignolo si adagia su una matrice di Marne di Sant’Agata Fossili calcareo-argillose a un’altitudine tra i 220 e i 265 metri con esposizione a sud-ovest.

Geologicamente affine al vicino Monprivato, la quota leggermente più contenuta dona al Nebbiolo un’espressività immediata, dove la spinta minerale si sposa con una beva aggrazziata.

Vinificato tradizionalmente in acciaio con macerazione di 20 giorni e affinato per 40 mesi in botti grandi di rovere, il Vignolo 2020 si rivela di un rosso rubino tenue con riflessi granati delicati; profondo e complesso, con note di sottobosco, legno di sandalo, ribes croccante, arancia di Sicilia, pepe rosa, cannella e violetta. Vino sapido, a tratti salmastro, sostenuto da un tannino presente ma avvolgente.

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“Giocare sulle sottigliezze dei vari Cru” 

Michele esordisce con queste parole, dalle quali emerge la volontà di raccontare sempre più non solo l’espressività del territorio ma anche una precisa e riconoscibile personalità enologica. L’ingresso del Vignolo Riserva 2020 arricchisce la gamma della cantina, offrendo una panoramica completa e sfaccettata sulle diverse anime del Nebbiolo tra Castiglione Falletto e Monforte d’Alba:

  • Villerofinezza, sabbie e tratti balsamici: è il regno dell’eleganza verticale. I terreni ricchi di sabbie regalano note balsamiche, spiccata raffinatezza e un’innata vocazione alla tavola e all’abbinamento gastronomico.
  • Bussia Sottana, struttura, potenza e impronta terrosa: rappresenta il lato più muscoloso, materico e caldo della produzione. Un Barolo profondo, mentolato e di grande corpo, pensato per sfidare il tempo e rivelarsi con il lungo affinamento.
  • Vignolo Riserva, sapidità e nervo: Il punto di equilibrio perfetto. Unisce la tensione minerale a una straordinaria immediatezza espressiva, distinguendosi per il tannino avvolgente, la nota salmastra e una beva setosa.
  • Fontanin, equilibrio, storia e armonia: storico punto di riferimento nato tradizionalmente dall’unione dei cru aziendali. Nell’annata 2022 ha visto una versione speciale come vera e propria cuvée comunale, capace di racchiudere in un unico sorso l’armonia di Villero, Bussia, Mariondino e Vignolo.

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La nuova svolta in cantina

Il 2024, è l’anno del cambio di passo tecnico. L’azienda ha introdotto fermentazioni spontanee, una gestione ancora più calibrata delle botti grandi (fatte “scaricare” preventivamente con passaggi di Barbera) e una riduzione drastica dei solfiti (sotto i 70 mg/l).

Dalla vigna alla bottiglia, l’intesa tra Livia, Michele e Lorenzo dimostra come la grande tradizione del Barolo continui a vivere e a rinnovarsi anche attraverso l’unione familiare e attraverso la volontà di evolversi nel tempo.

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