Terre D’Aenor, la Franciacorta biologica

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Tempo di Lettura: 7 minuti

Terre D’Aenor realtà franciacortina

Incontriamo Eleonora Bianchi, fondatrice di Terre D’Aenor, marchio nato dalla sua visione e passione per il vino. Una passione peraltro nata in famiglia dato che il padre, pur lavorando in altro settore, aveva investito in vigneti dal 2003. Così nel 2018 è nata Terre D’Aenor, una cantina da subito 100% biologica, con una grande attenzione a ricerca, sostenibilità e comunicazione. Un’azienda giovane quindi, con solide basi tecniche e creative, che punta a distinguersi nel panorama della Franciacorta grazie a qualità, identità e visione moderna. 

La nascita dell’azienda 

Eleonora classe 1995, dopo essersi laureata in Giurisprudenza con il massimo dei voti – dato che ha sempre avuto la passione per il mondo del diritto e la carriera forense – decide di non proseguire con l’avvocatura, ma di abbracciare una nuova e stimolante avventura imprenditoriale nel mondo del vino realizzando il grande sogno della sua famiglia di realizzare una cantina in Franciacorta. 

Terre d’Aenòr, il cui nome deriva dalla radice germanica del nome Eleonora, Aenòr appunto, estende i suoi vigneti su un mosaico di terreni che abbraccia 7 dei 19 comuni franciacortini, disegnando un paesaggio viticolo di rara bellezza su 46 ettari di vigneti interamente di proprietà che diventeranno 55 nei prossimi anni. Questi sono articolati in 33 appezzamenti distinti, una scelta ponderata che permette di dedicare a ciascuna vite un’attenzione su misura, valorizzando al meglio le specificità pedoclimatiche di ogni singola zona per garantire la crescita ottimale delle viti. 

Eleonora sottolinea: 

Questa diversificazione richiede un maggiore impegno durante la stagione, poiché è necessario spostarsi continuamente da un appezzamento all’altro, comportando anche costi aggiuntivi. Tuttavia, dal punto di vista qualitativo, rappresenta per noi un grande vantaggio. In cantina, ogni appezzamento viene vinificato separatamente prima di procedere con gli assemblaggi. Questo processo ci permette di preservare le caratteristiche uniche di ciascun terreno, creando un vino dotato di una buona complessità e personalità che lo rendono riconoscibile nel tempo.

Nel corso del nostro incontro abbiamo degustato quattro dei suoi 6 Franciacorta: dal Brut, non millesimato, da Chardonnay 90% e Pinot nero 10%, al Rosé Extra Brut Millesimato 2020, da solo Pinot nero, di cui segue la recensione, seguiti dall’Extra Brut 2021, da 85% Chardonnay e 15% Pinot nero, che peraltro ha sfilato insieme alla nuova collezione di Perserico durante l’ultima edizione della Milano Fashion Week, per concludere con il Demi-sec da Chardonnay 90% e Pinot nero 10%, di cui segue la recensione, una tipologia spesso sottovalutata e poco presente nel panorama della denominazione.

Proseguendo con: 

Siamo biologici a 360°, dalla vigna alla bottiglia, fin dalla prima vendemmia ma non è stato un percorso né scontato né facile. Aderire a questo tipo di sensibilità e di cultura enologica non è infatti una scelta semplice ma va meditata e preparata con cura”. Per poi continuare “Abbiamo iniziato il percorso di conversione dal 2014, con i primi che sono diventati biologici dal 2017, per poi con la prima vendemmia nel 2018 sottoporre i nostri prodotti a numerosi e rigidi controlli, a seguito dei quali è stata rilasciata la certificazione biologica, la quale viene rinnovata annualmente attraverso verifiche rigorose. 

Filosofia produttiva 

La linea del biologico non è stata dettata da una mera strategia di marketing ma da una convinzione profonda di Eleonora che l’ha portata a condurre collaborazioni con aziende che sposassero la stessa ideologia. Tutte le operazioni in vigna e in cantina sono improntate alla sostenibilità: dall’uso ridotto di trattamenti, alla pulizia delle vasche senza detergenti inquinanti. Inoltre la nuova sede aziendale sarà progettata per ridurre al massimo l’impatto ambientale.

La scelta di essere “in biologico” ha guidato quindi la scelta di coinvolgere Ermes Vianelli come responsabile tecnico di Terre d’Aenòr. 

Per Ermes, che ha dedicato la sua vita alla viticoltura e all’enologia, il biologico non è solo un metodo, ma una filosofia di vita: gestire saggiamente ciò che la natura offre, senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi. Partiamo da uve allo stato ottimale, le trasferiamo dalla terra alla bottiglia con meno interventi possibili e restituiamo un vino con una personalità genuina, figlia unicamente delle peculiari caratteristiche dei nostri terreni. Affrontando per questo un aumento del 30% rispetto alla gestione convenzionale, costi che non sempre possono essere trasferiti sul prezzo finale.

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Ermes Vianelli

Ricerca e innovazione: una selezione accurata 

Parallelamente, la cantina investe nella ricerca enologica, lavorando sulla selezione e caratterizzazione di lieviti indigeni per dare ancora più personalità e unicità ai vini.

Eleonora racconta dello studio che sta facendo con Ermes su alcune partire di lieviti: 

Con la vendemmia 2025 abbiamo continuato il percorso di sperimentazione avviato nelle precedenti annate volto all’utilizzo, su alcune partite, di lieviti indigeni. Quest’anno abbiamo anche perfezionato la loro selezione partendo dalla raccolta di uve intere, successivamente pigiate e messe in contenitori sterili assieme alle proprie bucce. Utilizzando metodi fisici (freddo in modo particolare) abbiamo cercato di selezionare all’interno del patrimonio naturale di lieviti presenti sulle bucce quei ceppi che secondo noi hanno potenziali enologici più interessanti, soprattutto per le fermentazioni a bassa temperatura. I risultati si sono dimostrati ottimi, sia per il profilo aromatico che per la cinetica fermentativa che si è svolta in modo regolare e senza intoppi. Questa ricerca proseguirà anche nei prossimi anni, probabilmente aumentando il numero delle partite interessate, con l’obiettivo di schedare questi ceppi e capire la loro provenienza, grazie anche a collaborazioni con microbiologi”.

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Ci spiega anche che tutti gli appezzamenti di Pinot Nero sono stati oggetto di accurata selezione per quanto riguarda gli aspetti pedo-climatici, in modo di fornire uve dal profilo sensoriale molto particolare e diverso per ciascun appezzamento. 

Tra questi spicca in modo particolare il vigneto Mampòl a Provaglio d’Iseo (molto vocato sia per quanto riguarda l’esposizione che le caratteristiche del suolo). Abbiamo cercato con le competenze agronomiche di mettere a dimora le giuste barbatelle, con appropriato porta-innesto (che possa attingere dal terreno tutti gli elementi nutritivi compresi i microelementi) e clone. Tra gli appezzamenti ce n’è uno di poco più di mezzo ettaro, situato sulla sommità di una collina nel comune di Provaglio d’Iseo. Lì è stato usato un clone che ha la caratteristica di avere un grappolo molto piccolo, con una colorazione importante a livello di buccia. Nelle migliori annate queste uve sono in grado di arrivare a una maturazione tecnica e fenolica cosi importante da consentirci la produzione di un vino rosso fermo Pinot Nero in purezza. In alternativa sono comunque delle ottime basi Franciacorta che vanno ad arricchire i nostri Rosè”. 

La degustazione

Franciacorta Rosé Extra Brut 2020 

Da solo Pinot nero, una permanenza sui lieviti di più di 30 mesi, una sboccatura ad agosto del 2024, esordisce nel calice con un colore rosa molto tenue, con sfumature di cipria. Il naso invitante ci propone prima fragoline di bosco, seguite da pesca gialla e albicocca, con un tocco speziato, leggermente balsamico che poi vira sulla rosa, finendo con note di panificazione delicate. Al palato ha freschezza, cremosità, poi sapidità, intensità, un finale di ottima lunghezza, dal retrogusto di caramella alla frutta.

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Franciacorta Rosé Extra Brut 2020

Franciacorta Demi Sec 2018 

Con un dolce sorriso negli occhi Eleonora ci parla con orgoglio del suo demi sec, un vino strutturato, con personalità. Per lei è un prodotto che andrebbe valorizzato maggiormente – additato di essere meno valevole di altri, non ci rendiamo conto i principali ricordi di tutti noi sono attorno a questa tipologia di vini.

90% Chardonnay, 10% Pinot Nero. Presentato come un vino spesso sottovalutato, Terre d’Aenor lo propone con orgoglio. Nel calice si presenta luminoso e brioso, di un bel colore giallo paglierino. Al naso note fruttate dolci ma delicate accompagnano le principali di nocciola e frutta secca tostata. In bocca, la dolcezza iniziale è compensata da freschezza e sapidità; una chiusura dinamica, all’inizio più verticale per arrotondarsi nel retro bocca – dosaggio percepito ma ben bilanciato. Un Demi Sec con personalità, struttura e bevibilità diverso da molti altri della tipologia. 

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Franciacorta Demi Sec 2018

Visione del futuro e sfide concrete

Eleonora in prima linea si occupa anche della gestione commerciale, marketing e comunicazione, senza lasciare nulla al caso. Con la sua tenacia ed eleganza, diretta nel comunicare il valore del biologico e della gestione delle rese – attualmente (85-90quintali/ha) – perseverando la tesi del “meno quantità, più qualità” e sperando inoltre che il consumatore italiano impari a riconoscere e valorizzare questo impegno (anche pagando un po’ di più). 

Tra le tante sfide del mercato moderno, che vede un’inflessione dei consumi e nuove tendenze che frammentano ulteriormente il mercato, l’obiettivo di Eleonora è conquistare spazio nel mercato Horeca e creare un’ identità sempre più distinguibile all’interno del panorama franciacortino. 

Il futuro richiede maggiore adattamento e flessibilità, senza rinunciare alla qualità e alla propria identità.

Arte e Social 

Notiamo un’immagine moderna dalla precisa identità delle etichette di tutti e sei i suoi Franciacorta, con un unico pattern dove cambiano i brillanti colori metallici su un’unica impostazione di base, dall’oro al bronzo, all’argento, poi dal rosa al blu non ti scordar di me, al verde smeraldo. Etichette che si ispirano al Dadaismo, denotano una forte attenzione alla costrizione della brand identity solida e riconoscibile.  

Sui social, inoltre, Eleonora ha creato il format divulgativo del “mercoledì del vino”, con cui racconta in modo semplice e accessibile la vita in vigna e in cantina, avvicinando anche i consumatori meno esperti.

Eleonora con Terre D’Aenor rappresenta una nuova generazione di produttori, radicati nella tradizione, ma pronti a progredire, a rischiare, costruendo un futuro in cui il vino sia non solo eccellenza, ma anche sostenibilità e cultura condivisa. 

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Eleonora Bianchi

 

 

 

Giulia Carelle, Giovanna Moldenhauer 

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