Rottensteiner, custode del Lagrein

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Tempo di Lettura: 6 minuti

Eleganza alpina nel cuore di Bolzano

A Vinitaly 2026 ho avuto l’occasione di conoscere e approfondire la realtà di Rottensteiner e di confrontarmi con Judith Rottensteiner, responsabile vendite e marketing dell’azienda, attorno ad un pilastro della viticoltura altoatesina: il Lagrein. Da quell’incontro è nata una vera scoperta enologica, capace di restituirmi una nuova prospettiva su uno dei vitigni più identitari dell’Alto Adige.

Rottensteiner: tradizione familiare e identità territoriale nel cuore di Bolzano

Nel panorama vitivinicolo dell’Alto Adige, Rottensteiner rappresenta una delle realtà storiche maggiormente legate alla valorizzazione dei vitigni autoctoni altoatesini e, in particolare, del Lagrein.

Fondata a Bolzano nel 1956 da Hans Rottensteiner, la cantina nasce inizialmente come attività di commercio vinicolo e imbottigliamento, evolvendosi progressivamente in una realtà produttiva focalizzata sulla valorizzazione dei migliori vigneti dell’area bolzanina. Oggi l’azienda è guidata dalla seconda generazione familiare, Hannes l’enologo, Judith alle vendite e marketing, Toni viticoltore, Evi segue la produzione; con una conduzione che mantiene una forte continuità rispetto alle origini ma con uno sguardo orientato all’evoluzione qualitativa e al posizionamento internazionale dei vini altoatesini.

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Bolzano e Gries: il cuore produttivo

L’identità della cantina è profondamente legata al territorio di Bolzano e soprattutto alla storica zona di Gries, considerata da secoli l’area di elezione per il Lagrein. Qui, i terreni alluvionali ricchi di sabbia, ghiaia e porfido rosso, uniti a un microclima caratterizzato da forti escursioni termiche, creano condizioni ideali per la maturazione del vitigno simbolo dell’Alto Adige.

La filosofia aziendale si fonda proprio sulla valorizzazione delle singole vocazioni territoriali. Le uve provengono da vigneti selezionati situati nelle aree più storiche del comprensorio bolzanino, con particolare attenzione a basse rese, maturazione fenolica e precisione agronomica.

Un progetto coerente di valorizzazione territoriale

L’intera gamma Lagrein di Hans Rottensteiner racconta un progetto coerente di valorizzazione del territorio bolzanino e in particolare della zona di Gries, considerata storicamente la culla qualitativa del vitigno. Dal Lagrein classico al Select fino a Trigon, emerge una visione precisa: interpretare il vitigno non attraverso la ricerca della sola concentrazione, ma tramite equilibrio, identità, pulizia, essenzialità e precisione espressiva.

In un contesto internazionale sempre più orientato verso vini identitari e territoriali, il lavoro della famiglia Rottensteiner contribuisce a consolidare il ruolo del Lagrein tra i grandi rossi autoctoni italiani, dimostrando come tradizione e contemporaneità possano convivere in una narrazione enologica credibile e distintiva. Negli anni, Rottensteiner ha costruito un modello produttivo capace di unire il patrimonio storico della viticoltura locale con una lettura più moderna ed elegante dei vini altoatesini.

Per Hans Rottensteiner il Lagrein non rappresenta semplicemente una varietà autoctona, ma il centro stesso della propria identità produttiva. Da decenni la famiglia Rottensteiner lavora sul vitigno simbolo di Bolzano con un approccio che unisce memoria storica, precisione agronomica e continua ricerca stilistica, dando vita a una gamma articolata che interpreta il Lagrein in diverse espressioni qualitative e territoriali.

Dalla linea classica fino al nuovo progetto Trigon, la cantina racconta l’evoluzione contemporanea del Lagrein altoatesino: più elegante, più definito e sempre più orientato alla valorizzazione del terroir di Gries.

Il Lagrein classico: territorialità e riconoscibilità

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Alla base della piramide qualitativa di Hans Rottensteiner si trova il Lagrein Alto Adige Doc della linea classica, vino che esprime il carattere più immediato e identitario del vitigno. Proveniente dai terreni alluvionali lungo il Talvera, nella conca di Bolzano, rappresenta una lettura tradizionale del Lagrein, vinificato in rosso e affinato in grandi botti di rovere.

Il profilo aromatico resta fedele alla tipicità varietale: viola, cioccolato, liquirizia e tannini dolci, elementi che hanno contribuito a rendere il Lagrein uno dei rossi più distintivi dell’Alto Adige. La scelta di mantenere uno stile centrato sulla bevibilità e sull’autenticità territoriale riflette la filosofia storica della cantina, da sempre focalizzata sull’eleganza più che sulla potenza estrattiva.

Select Lagrein: la profondità di Gries

Un salto qualitativo significativo arriva con il Select Lagrein Riserva proveniente da tre vigneti storici nel centro di Gries, con viti oltre i trent’anni di età. Qui il Lagrein acquisisce maggiore concentrazione, profondità e capacità evolutiva, mantenendo però una notevole precisione stilistica.

La vinificazione in cemento seguita da affinamento in barrique francesi e botti grandi contribuisce a costruire un profilo complesso ma equilibrato, in cui le note di frutti di bosco, viola, ciliegia e spezie si integrano con sfumature evolutive di tabacco da pipa, cacao, cuoio per chiudere con note terrose e minerali. Il legno rimane volutamente non dominante, a favore della leggibilità del frutto e del terroir.

Il Select rappresenta probabilmente la sintesi più riconoscibile della filosofia Rottensteiner sul Lagrein: struttura e profondità unite a tannini levigati, tensione acida e grande versatilità gastronomica.

Trigon: il vertice della piramide qualitativa

Con il progetto Trigon Lagrein Gries Riserva, presentato con l’annata 2022, Rottensteiner porta il Lagrein verso una dimensione ancora più selettiva e contemporanea. Nato da una singola parcella nel cuore del cosiddetto “cuneo verde” di Gries, Trigon rappresenta oggi il vertice qualitativo della produzione aziendale. Prende il nome da Trigon (triangolo) e richiama la forma triangolare della zona di Gries e Bolzano riferito proprio al “cuneo verde” di Gries di conformazione triangolare che ispira anche il suo design elegante e minimale dell’etichetta.

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Prodotto in sole 2.500 bottiglie da vigne oltre i trent’anni, il vino nasce da una filosofia improntata alla sottrazione: rese drasticamente ridotte, selezione manuale delle uve e ricerca della massima essenzialità espressiva. “Less is more” diventa così il principio guida di un progetto che punta a esaltare il lato più verticale, raffinato e territoriale del Lagrein.

Dal punto di vista stilistico, Trigon si distingue per una trama tannica più fine, una maggiore tensione gustativa e una profondità aromatica che unisce mora, viola e liquirizia a tabacco, spezie e grafite. La fermentazione in cemento e il lungo affinamento, circa 12 mesi in barrique e ulteriori 18 mesi in bottiglia, contribuiscono a definire un vino di forte ambizione internazionale e assolutamente contemporaneo.

Il Lagrein come asse identitario

Se molte aziende altoatesine hanno sviluppato notorietà internazionale soprattutto attraverso i bianchi aromatici, Rottensteiner ha invece scelto di costruire gran parte della propria identità attorno al Lagrein, contribuendo in modo significativo alla sua evoluzione qualitativa contemporanea.

Il lavoro aziendale sul vitigno si sviluppa attraverso diverse interpretazioni:

  • il Lagrein classico, espressione più immediata e territoriale;
  • il Select Lagrein Riserva, focalizzato su struttura e profondità;
  • il recente progetto Trigon, vertice qualitativo della produzione e manifesto della nuova generazione del Lagrein altoatesino.

Attraverso queste etichette emerge una linea stilistica coerente: vini centrati su equilibrio, precisione aromatica, leggibilità del frutto e valorizzazione della freschezza alpina.

Una visione contemporanea dell’Alto Adige

Uno degli aspetti più interessanti della cantina è la capacità di interpretare il cambiamento del gusto internazionale senza perdere identità territoriale. Negli ultimi anni il mercato premium del vino ha premiato sempre più vini autentici, riconoscibili e meno segnati da eccessi tecnici o estrattivi.

Rottensteiner si inserisce perfettamente in questa tendenza attraverso uno stile che evita sovrastrutture e punta sulla trasparenza espressiva del terroir. Le fermentazioni controllate, l’uso calibrato del legno e la crescente attenzione alla finezza tannica riflettono un approccio produttivo orientato all’eleganza più che alla potenza. Questa filosofia ha contribuito a ridefinire la percezione del Lagrein sui mercati internazionali, trasformandolo da rosso locale di forte rusticità a vino territoriale di alto profilo.

Continuità familiare e posizionamento internazionale

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Judith Rottensteiner e Monica Tessarolo

Pur mantenendo una dimensione fortemente familiare, Rottensteiner ha progressivamente consolidato la propria presenza nei mercati esteri e nella ristorazione specializzata, diventando un punto di riferimento per l’interpretazione contemporanea dei vitigni autoctoni altoatesini. La forza dell’azienda risiede proprio nella coerenza progettuale: unire radicamento territoriale, memoria storica e precisione enologica in una narrazione credibile e distintiva.

In questo contesto, il lavoro svolto sul Lagrein assume un valore strategico non solo per la cantina, ma per l’intero Alto Adige vitivinicolo, contribuendo a rafforzare il ruolo dei grandi vitigni autoctoni italiani nel segmento premium internazionale.

L’incontro avvenuto, lo scorso Vinitaly 2026 mi ha lasciato la sensazione di trovarmi di fronte ad una cantina che non rincorre le mode, ma interpreta con lucidità il presente del vino altoatesino. Ed è proprio questa coerenza, silenziosa ma profonda, la vera forza della visione Rottensteiner.

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