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Eleganti, dinamici, di terroir
Giucolvino ha già illustrato la storia familiare e aziendale di Sara Vezza, nonché il pieno sostegno alla sostenibilità ambientale e la visione strategica che ha condotto alla partnership con Brave Wine di Renzo Rosso, fondatore del marchio Diesel e uno dei massimi interpreti del made in Italy: ora è il momento di parlare dei vini di Cantina Saffirio.
I terroir di Cantina Saffirio
Cantina Saffirio produce vini da alcuni dei più blasonati terroir delle Langhe, ai quali Sara Vezza si dedica con la sua filosofia produttiva: dedizione alla terra, rispetto delle tradizioni, sostenibilità ambientale, esalta le peculiarità di ogni parcella, minimizza gli interventi per favorire l’espressività del legame tra vitigno, suolo e microclima, con un occhio alla tradizione e l’altro alla modernità.
36 ettari di proprietà, 16 a bosco e prato permanente per preservare e incrementare la biodiversità. I sei ettari vitati di Monforte d’Alba si trovano nelle MGA Perno, esposizione sud-est, 350-400 slm, terreno a medio impasto con strati di marna sabbiosa e marna argillosa, Castelletto, sede della Cantina, e Bussia, esposizione sud-est, altitudine 300-400 slm, terreno con limo, argilla e sabbia in percentuali bilanciate, ricco di sali minerali e calcare attivo, dedicati al nebbiolo per Barolo. 0,4 ettari per il Barolo si trovano nella MGA Ravera di Novello, suolo al 50% limo, il resto sabbia e argilla con un valore molto alto di calcare attivo. Otto ettari a Murazzano nell’Alta Langa, esposizione sud, 700 slm, terreno con meno del 20% di argilla e percentuali di sabbie più elevate, destinati al prodotto spumatistico omonimo. Cinque ettari e mezzo a Roddino, su strati alternati di argilla e marne, a 400-600 slm con varie esposizioni, dedicati al Rossese Bianco, alla Barbera d’Alba, al Langhe Nebbiolo e al Nebbiolo d’Alba Spumante.
I vini di Cantina Saffirio
Alta Langa 2020
50% pinot nero 50% chardonnay. Fermentazione in acciaio per 4 settimane a 18 °C. Imbottigliamento con presa di spuma entro 6 mesi dalla vendemmia. Rifermentazione in bottiglia per 40 mesi sui lieviti. Vino assaggiato sia in cantina sia in abbinamento con un ricco aperitivo con focaccia, cannoncini d’insalata russa, gelatine allo spritz e arancia candita, bao con guance di vitello alla salsa BBQ, kimchi di cavolo cappuccio e gyoza alla piemontese del Ristorante Arcadia di Torino.
Giallo paglierino brillante, perlage fine e persistente. Naso di crosta di pane, fiori di acacia, agrumi e accenni minerali. In bocca è armonico, secco, di acidità vivace. I ritorni minerali si mescolano ai sentori di frutta bianca matura e alimentano un finale persistente e piacevole.
Quando Sara presenta il suo Alta Langa palesa il suo lato imprenditoriale: Sara ama le bollicine e ha voluto spingere la linea spumantistica in un momento che, sono le sue parole, “non era il momento di crescere ulteriormente”. Ma gli imprenditori, per fortuna, seguono le passioni e decidono di pancia ignorando i freddi numeri.

Nebbiolo d’Alba Spumante Brut Rosè 2019
100% nebbiolo. I grappoli interi vengono pressati sofficemente con una breve macerazione di circa 5-6 ore. Il mosto fermenta in acciaio a temperatura controllata. Sui lieviti per 42 mesi. Il nebbiolo lascia un segno importante. Naso da vino rosso, ricco di viola e frutta rossa. Il sorso è di struttura, con una punta di tannino e discreti muscoli. Spumante per aperitivi rinforzati e in abbinamento a tutto pasto. Top con la pizza. Degustato in cantina.

Langhe Rossese Bianco 2023
100% rossese bianco. Fermentazione alcolica e malolattica in acciaio a temperatura controllata. Affinamento in botti di legno di 3000 lt con frequenti bàtonnage. Processo produttivo di un vino rosso. Vitigno che arriva dalle Cinque Terre, che deve il suo nome ai tralci che nel periodo vegetativo prendono un colore rossiccio. Talvolta scorbutico, di produttività altalenante, da assecondare nella sua tempistica. Sara racconta che deve trascorrere un anno in legno e poi 6 mesi in bottiglia, però merita l’attesa. Un vino rosso mascherato da bianco. Colore giallo paglia. Profumo ampio di agrumi, note erbacee, fiori di camomilla, frutta tropicale e iodio. Il sorso mostra la spalla acida, la mineralità, la struttura glicerica e qualche nota di idrocarburo. Finale lungo, gustoso e piacevolmente amaricante.
Degustato sia in cantina sia in abbinamento con il carpaccio di polpo, topinambur e yuzu sempre del ristorante Arcadia di Torino, come gli altri piatti di cui in seguito. Con crostacei e secondi piatti di pesce; lo consiglio con i formaggi di media stagionatura.

Langhe Nebbiolo d’Alba 2019
100% nebbiolo. Il mosto viene crio-macerato per circa 24 ore. Fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata. Macerazione circa 8-10 giorni. Affinamento in botti di rovere per circa 12 mesi. Degustato in cantina.
Granato vivace, profilo olfattivo nitido di viola, rosa, lampone ciliegia. Qualche cenno di frutta. Il sorso è strutturato, con un notevole equilibrio gustativo sostenuto da tannini avvolgenti. Ottimo con i secondi di carne, sia banche sia rosse, e con i formaggi mediamente stagionati.

Barolo Comune di Monforte 2021
100% nebbiolo dai vigneti che circondano l’azienda. Fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata con macerazione di circa 8-10 giorni. Dopo la malolattica il vino passa in botti grandi di rovere per l’affinamento. Successivamente un passaggio in vasche di cemento per una stabilizzazione naturale. Affinamento finale di circa sei mesi in bottiglia.
Degustato in abbinamento al risotto carnaroli, melograno, blu del Moncenisio e cacao. Barolo di grande fascino, snello, elegante e molto piacevole, che dà lustro ai Barolo comunali. Granato luminoso. Bouquet olfattivo di rosa, viola, lampone, ciliegia, prugna, sottobosco, gradevolmente mentolato. Poi giungono il pepe, il cacao e la liquirizia. Al palato si presenta sia snello sia strutturato, grazie al tessuto dei tannini, fitto e setoso. La beva e il lungo finale sono molto piacevoli. Lo consiglio a tutto pasto grazie alla versatilità.

Barolo Ravera 2019
100% nebbiolo dall’omonima MGA a Novello. Fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata. Affinamento in legno e uova di porcellana.
Degustato in abbinamento al petto d’anatra, miso, castagne e pak choi. Profilo olfattivo di fiori rossi che si legano alle note di mora, ribes, susina e arancia tarocco. Cenni balsamici e speziati. Il sorso è complesso ma soprattutto composto elegantemente in tutte le componenti. Il tannino si integra con la freschezza e la sapidità e dona la morbida e agile struttura. Finale lungo. Barolo goloso e aggraziato.

Barolo Perno 2019
100% nebbiolo dall’omonima MGA di Monforte d’Alba. Fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata, macerazione di circa 12-14 giorni. Dopo la malolattica, 24 mesi di affinamento in botti di rovere, poi travaso in vasche di cemento vetrificate per la stabilizzazione naturale. Affinamento finale in bottiglia di 6 mesi. Degustato sia in abbinamento alla bavette di manzo affumicato, spinaci, sedano rapa e gin tonic sia in cantina.
Affascinante la storia di questa vigna, storica per l’azienda Saffirio. Fino al 1992 era un noccioleto, che Luciano Sandrone e papà Vezza, grandi amici e colleghi alla Marchesi di Barolo, riportarono a vigna, gestita da Sandrone fino al 2008 quando ritorna ai Saffirio. Il naso più da vermouth di alta qualità che da vino: violetta, cenere, erbe officinali, genziana, ginepro, liquirizia, caramella Leone ai lamponi sullo sfondo, poi un corredo floreale ampio e maestoso, scorza d’arancia. Il sorso è ammaliante: i tannini di Monforte sono difficili da gestire, in questo caso sono cesellati, assicurano dinamicità ed eleganza al sorso che incede poco alla volta sul palato. Lunghissimo ed elegante il finale sui richiami di genziana e liquirizia.

Barolo Castelletto Riserva “1948” 2017
100% nebbiolo. Fermentazione alcolica in di acciaio a temperatura controllata. Macerazione post-fermentativa di circa 90 giorni a cappello sommerso. Dopo la malolattica, il vino è travasato in legno e successivamente in cemento per la stabilizzazione naturale. Affinamento finale in bottiglia. Si tratta di una vera icona aziendale, è prodotto nella menzione Castelletto dalla vigna che fu piantata dal nonno di Sara nel 1948, con l’80% di piante originali. Prodotto solo nella annate giuste e solo se “siamo sicuri che possa tenere nel tempo meritandosi la dizione riserva”, dice Sara.
Degustato sia in cantina sia in abbinamento al filetto di cervo in crosta di erbe e riduzione al vermouth. Il calice esprime tanti terziari e molti sentori ancora freschi. Subito arancia tarocco, macchia mediterranea, mirto, miele di castagno, tabacco da pipa, gommosa di prugna e sottobosco. Sfondo mentolato. Al palato è rigoroso ma meno austero di quanto ci si attenderebbe, di eleganza e grazia gustativa di stampo assoluto. Sorso agile, trainato dalla sapidità a e dal tessuto tannico dinamico, elegante e setoso. Il finale è persistente e slanciato sulle note della cannella e della balsamicità. Grandissimo vino.

Vermouth di Torino Rosso
Il vino base è un rosato di nebbiolo, cui si aggiungono zucchero, aromi naturali e infusi di erbe e spezie. Non si tratta di un vermouth commerciale o per la mixology ma di un prodotto per un pubblico attento alla qualità, come suggerisce la scelta del nebbiolo. Colore ambrato con sfumature dorate. Naso di erbe, agrumi, scorza di arancia amara, china e spezie. Il sorso è caldo, croccante, sostenuto dalla vivace acidità e dai tannini del nebbiolo che si congiungono con la morbidezza glicerica e assicurano il lungo finale. A mio parere è un vermouth da abbinare al cibo.
Sara Vezza porta nel calice complessità, eleganza, ricchezza di profumi e sentori, potenziale longevità, cui aggiunge i tratti distintivi della grazia, della dinamicità gustativa che sostiene la struttura.








