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Una Doc di grande potenziale su un terroir di grande vocazione, è sufficiente?
Il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani ha riunito ad Alba 32 giornalisti, 10 esteri, per la prima edizione dell’evento dedicato alla denominazione Langhe Doc: due giornate di approfondimenti e degustazioni. «Con questa prima edizione abbiamo voluto segnare un vero e proprio punto di partenza per la Langhe Doc – afferma il Presidente del Consorzio Sergio Germano –. Parliamo di una denominazione ampia e trasversale, che rappresenta oggi una piattaforma fondamentale per raccontare il territorio in tutte le sue sfaccettature. La risposta della stampa, in particolare internazionale, conferma che siamo sulla strada giusta per rafforzarne il posizionamento e la riconoscibilità nel mondo».
Il programma si è aperto con un seminario introduttivo, tenuto da Edmondo Bonelli, geologo consulente di tante aziende vinicole del territorio, che ha chiarito che le colline delle Langhe e i comuni del Roero, per un totale di 96 comuni interni alla denominazione, sono un territorio che possiede una varietà di suoli non riscontrabile in nessun altro areale viticolo Italiano e forse del mondo. Il numero elevato di vitigni coltivati trova giustificazione nel complesso panorama pedo-climatico delle Langhe, che annovera suoli marnosi, calcarei, sabbiosi ed argillosi, a volte miscelati tra loro in maniera unica, suoli che il tempo e la mano del produttore hanno plasmato per il vino di qualità. A seguire, due sessioni di degustazione.

Una denominazione di qualità
La Doc Langhe nasce nel 1994 con l’intento di rappresentare il territorio e l’elevata qualità del terroir su cui insiste. Nel 2024 la produzione complessiva ha raggiunto i 20,8 milioni di bottiglie con il Langhe Nebbiolo a rappresentarne quasi la metà, seguito da Langhe Arneis, circa 3 milioni, dallo Chardonnay, circa 1,7 milioni, dal Dolcetto, circa 1,4 milioni e dal Langhe Favorita, circa 1,2 milioni.

Nel 2025 il Nebbiolo rappresentava il vitigno più importante con il 43% della superficie vitata totale della Doc, seguito da, Chardonnay e Arneis. Tra le tante tipologie che rientrano nella denominazione segnaliamo: Barbera, Cabernet Sauvignon, Freisa, Merlot, Pinot Nero, Nascetta, Riesling, Sauvignon. Langhe Doc offre ai produttori uno spazio di sperimentazione enologica per la valorizzazione di vitigni autoctoni e internazionali, sfruttato delle nuove generazioni di winemaker, che adottano stili contemporanei e innovativi in un saldo legame con la tradizione. Importanti anche la riscoperta dei vitigni autoctoni e la presa in carico della sostenibilità come tema centrale con sempre più produttori che adottano pratiche agricole responsabili e biologiche, integrando rispetto per l’ambiente e qualità del prodotto.
Obiettivi futuri
Langhe Doc vuole crescere ancora: l’espansione dovrebbe essere trainata dal crescente interesse per i vitigni autoctoni, che dovrebbero rafforzare l’identità territoriale della denominazione, trasformandosi in un simbolo riconoscibile delle Langhe. A ciò si aggiunge lo sviluppo di nuovi progetti di comunicazione e storytelling, per raccontare le storie dei produttori, dei vitigni e dei paesaggi e per mantenere saldo il rapporto tra la continua innovazione e il rispetto della tradizione.
Grande potenziale e terroir vocato: sono sufficienti?
Alcune domande sorgono spontanee: come deve essere usata la versatilità produttiva del territorio? La denominazione può produrre oltre venti tipologie di vino o deve focalizzarsi? Contribuiscono a fare chiarezza le due sessioni di degustazione, ove sono state presentate 210 etichette di Langhe Doc, rappresentative di oltre 130 aziende del territorio. In considerazione dell’ampio numero di campioni, si forniscono le dinamiche generali e le degustazioni di qualche vino rappresentativo senza pretesa di esaustività.
I campioni di Nebbiolo in assaggio erano concentrati nella annate 2024 e 2023, con qualche incursione nel 2025, 2022 e 2021. I Langhe Nebbiolo sono risultati equilibrati e armoniosi, freschi, versatili, di piacevole bevibilità.
Gli autoctoni sono un punto di forza di Langhe Doc, perché rappresentano le peculiarità del territorio. Sono vini spontanei, spesso ricchi, sempre di beva piacevole.
Vitigni Bianchi

Langhe Arneis Ten 2024 , Massimo Rattalino
Naso gentile di fiori d’acacia, salvia, pesca ed erbe aromatiche. Al palato mostra discreto corpo, buona tensione fresco – sapida e buona persistenza.
Langhe Favorita Fiori e Frutti 2025, Michele Taliano
Sentori di glicine, gelsomino e cedro candito su sfondo iodato. Sorso rotondo, privo di spigoli, bevibile e persistente.
Langhe Nascetta Albori 2023, Alessandro Rivetto
Naso piacevole di spezie dolci e frutta tropicale su sfondo agrumato. Sorso con bella tensione acido – sapida. Persistente.
Langhe Nascetta del comune di Novello Pasinot 2023, Le Strette
Affascinante naso di frutta esotica, pepe, spezie dolci, idrocarburi. Sorso spettacolare, equilibrato, armonico, dinamico.
Langhe Rossese Bianco 2025, Fratelli Abrigo
Un rosso travestito da bianco. Naso di limone, mela gialla, ortica e frutta rossa. Sorso quasi tannico, di sottile freschezza e sapidità.
Langhe Bianco Tamardì 2024, Monchiero Carbone
70% Sauvignon 30% Arneis. Olfatto di spezie, frutta esotica, erbe aromatiche. Sorso stiloso, prima verticale e preciso, poi aggraziato e morbido.
Langhe Riesling Ranera 2023, Poderi Colla
Mineralità soffusa che fa da sfondo alle note floreali e fruttate. Sorso dinamico, vitale che ti invoglia a terminare la bottiglia.
Langhe Sauvignon La Volta 2024, Marchesi di Barolo
Ti porta in montagna tra gli alpeggi, le erbe alpine, il fieno, gli abeti. Sorso energico e dinamico.
Vitigni rossi

Langhe Nebbiolo Montegrilli 2024, Elvio Cogno
Olfatto di fragola, lampone e melograno, poi rosa, viola e pepe. Sorso in equilibrio tra freschezza, fini tannini e sapidità, che assicurano bevibilità e persistenza.
Langhe Barbera 2024, Poderi Einaudi
Profumi intensi di frutta rossa, rosa, cioccolato, menta. Assaggio morbido, di buon corpo e ottima acidità. Lungo finale.
Langhe Dolcetto 2024, Az. Agr. Cortino
Violaceo. Bel naso vegetale, floreale, fruttato su sfondo speziato. Sorso succoso, dinamico, tannico, fresco, con chiusura speziata.
Langhe Freisa La Ferma 2024, Pasquale Pellisero
Vino di corpo. Rosa, lampone, pepe, eucalipto. Al palato è elegante, corposo, vellutato, con tannini fitti. Persistente.
Langhe Cabernet Sauvignon 2021 San Biagio, Giovanni Roggero
Naso di composta di fragole, mirtillo, lampone fresco pestato. Il sorso è rotondo con il tannino sinergico alla trama sapida.
Langhe Merlot Cornelia 2021, Roccasanta
Olfatto croccante di visciola, poi rosa rossa, spezie dolci, menta. La bevibilità del sorso è trainata dallo iodio.
Langhe Pinot Nero 2022, Musso
Toni di ciliegia e fragola di bosco che si intrecciano al glicine, alle erbe officinali e ai soffi minerali. Il sorso è di struttura, tannico, fresco, movimentato.
Langhe Rosso Long Now 2021, Pelissero
Nebbiolo e Barbera. Naso di frutta croccante, floreale, su sfondo di spezie e sottobosco. Sorso vibrante e caldo.
Considerazioni finali

Sulle tipologie Langhe Rosso e Langhe Bianco si gioca, a mio parere, il futuro della denominazione: il potenziale di innovazione è ampio perché collegato alle molteplici possibilità di assemblaggio dei vitigni. Gli assaggi sembrano indicare che non ci sia ancora una direzione di sviluppo che accomuni gli ottimi vini assaggiati.
Il leggendario terroir langarolo restituisce vini da vitigni internazionali di ottimo livello, grande bevibilità, struttura, eleganti, di gradevole sapidità e freschezza e, se rossi, un’invitante trama tannica.
credit photo: @langhevini







