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Molta preoccupazione per la siccità e il climate change ma il terroir e le capacità dei produttori rispondono molto bene
Quando un Direttore mi chiede un articolo sull’annata di un vino rispondo che spesso un pezzo del genere fornisce poche informazioni agli esperti e qualcuna in più ai semplici appassionati perché i terroir italiani hanno la fortuna di essere tanto diversi a poche decine di metri di distanza: brezza, suolo, clima influiscono tantissimo.
Se l’articolo riguarda un vino del calibro del Barolo, con la presenza di tante MGA importanti e che marcano il vino, in genere il diniego è netto perché l’opinione documentata su un’ annata si può avere solo dopo tanti assaggi, di più comuni della denominazione e di un discreto numero di MGA, senza dimenticare che il Barolo è per fortuna rappresentato anche dalle versioni classiche e dalle versioni comunali.
Poi mi capita di poter degustare dodici Barolo 2022, provenienti da quasi tutti i comuni della denominazione, in rappresentanza sia delle MGA sia dei Barolo Classici, in occasione di un seminario formativo organizzato da AIS Piemonte per i suoi Degustatori, con l’obiettivo di uno scambio di opinioni tra “esperti” appassionati, e mi smentisco: di seguito le note di degustazione dei 12 Barolo e qualche spunto di riflessione dell’annata 2022. Sia le note di degustazione sia le opinioni sono mie personali e non impegnano AIS Piemonte e gli altri partecipanti al seminario.
L’andamento climatico
L’annata 2022 è stata segnata da siccità e tanto caldo, un’annata breve, precoce e complessa: per gestirla ha fatto la differenza l’esperienza maturata in tante annate calde, 2003 e 2017 in particolare. Il lavoro in vigna è diventato ancora più importante: frequenti lavorazioni del terreno per favorire l’assorbimento dell’acqua e tanto lavoro per proteggere le uve. La vendemmia è stata breve e concentrata nelle prime due decadi di settembre, con l’obiettivo di preservare i polifenoli ed evitare eccessi zuccherini. In cantina si è optato per vinificazioni e rimontaggi brevi e minori affinamenti in legno.
Gli “esperti” affermavano che un annata del genere avrebbe dato origine a Barolo meno potenti, meno concentrati, meno opulenti. Barolo più tesi, misurati, lineari, costruiti sulla precisione più che sulla forza. Frutto pulito, tannini presenti ma meno potenti, il profilo complessivo avrebbe privilegiato la bevibilità e l’equilibrio. Andiamo a verificare.
Degustazione di dodici Barolo 2022

Barolo Vigna San Rocco 2022 – Az. Agr. Azelia
Zona di produzione Serralunga d’Alba. Granato luminoso. Quadro olfattivo che parte con la viola, prosegue con l’arancia, la frutta rossa, cenni balsamici ed ematici. Il sorso è caldo, elegante per la fresca tensione sapida coadiuvata dal tessuto tannico, che si integrano per assicurare la qualità che soddisfa il palato.
Barolo 2022 Cerequio – Michele Chiarlo
Zona di produzione tra Barolo e La Morra. Granato luminoso. I sentori balsamici di menta e cedro battezzano il naso, che in seguito percepisce la frutta rossa, il lampone, la viola, l’iris. L’ingresso sul palato è ampio, sostanzioso e fine grazie al traino della sinergia tra freschezza e i tannini gentili. Il finale si allunga sui ricordi di lamponi.
Barolo Bussia 2022 – Poderi Einaudi
Zona di produzione Monforte d’Alba. Granato profondo e luminoso. Il profilo olfattivo presenta subito delle invitanti bacche nere, poi erbe aromatiche, violetta essiccata, pesca gialla, menta, aghi di pino e sottobosco. In bocca il sorso si presenta teso sull’aggraziata trama tannica, nonché fresco, sapido ed elegante nella persistenza.
Barolo 2022 – Vietti
Uve provenienti da piccoli ed importanti vigneti sparsi nella denominazione, da viti di età tra i 10 e i 40 anni. Granato luminoso. Il naso percepisce subito un bouquet floreale di viola, iris e geranio, che lascia entrare anche sentori croccanti di frutta rossa, arancia e pesca. Anche il caldo sorso si alimenta dei ritorni di frutta e fiori che si appoggiano sull’elegante tessuto formato dai tannini integrati e dalla freschezza. Lungo finale.

Barolo Monfalletto 2022 – Cordero di Montezemolo
Da uve di tutti gli appezzamenti coltivati a La Morra. Granato fitto. Al naso si riconoscono mora, lampone, rabarbaro, tabacco biondo, menta, poi il floreale della viola e della rosa. Al palato è dinamico, il sorso è teso ed equilibrato, che si allarga con incedere elegante grazie al traino dei tannini diffusi e ben equilibrati. Persistente.
Barolo Le vigne 2022 – Luciano Sandrone
Da uve dei vigneti Baudana a Serralunga d’Alba, Villero a Castiglione Falletto, Vignane a Barolo, Merli a Novello. Granato luminoso. L’anima del quadro olfattivo è speziata e balsamica, poi si aggiungono i piccoli frutti scuri, il caffè, il cuoio, la radice di liquirizia, i cenni ematici. Sul palato si presenta fresco e sapido, di sorso elegante e di media struttura, con ottima persistenza finale.
Barolo Lazzarito Vigna Preve 2022 – Gianni Gagliardo
Zona di produzione Serralunga d’Alba. Granato luminoso. Profilo olfattivo complesso, con cenni di eucalipto, arance rosse, ribes, lampone, nocciole, cioccolato e mineralità gessosa. Al palato è di medio corpo, fresco, con tannini morbidi ed eleganti e finale lungo e sapido.
Barolo Brunate 2022 – Virna Borgogno
Zona di produzione La Morra. Granato fitto e luminoso. L’olfatto diffonde un bouquet di prugna, mirtillo, ciliegia, viola, talco, liquirizia e cacao. Il sorso è dinamico, con tannini fini e un bel tessuto acido-sapido che donano un finale persistente sulla frutta e le spezie.
Barolo Bussia 2022 – Prunotto
Zona di produzione Monforte d’Alba. Rubino tendente al granato. Olfatto con sentori di frutti di bosco, timo, menta, eucalipto, viola essiccata, radici di liquirizia, cacao. Al palato si presenta di corpo, di ottima bevibilità ed elegante per il fine gioco tra i tannini fitti e la freschezza fluida e vibrante. Lungo finale.
Barolo Monrobiolo di Bussia 2022 – Fratelli Barale
Zona di produzione Barolo.Granato luminoso. Profilo olfattivo sottile e di grande eleganza, con espressioni di lampone e fragola macerati, menta, caffè, sottobosco. L’ingresso sul palato è sussurrato, poi diventa pieno di sapore, fresco, molto piacevole e di appagante bevibilità. Finale lungo.

Barolo Cannubi 2022 – Virna Borgogno
Zona di produzione Barolo. Granato di media fittezza. Al naso presenta tanto fruttato: lampone, prugna e mirtillo, e tanto floreale: viola e iris; poi liquirizia e un piacevole sfondo balsamico. L’ingresso al palato è preciso, sottile, per allargarsi in proporzione all’ampliamento delle eleganti sensazioni tanniche e fresche.
Barolo Pio 2022 – Pio Cesare
Uve da vigneti Ornato, Briccolina, Serra e Mirano (Serralunga d’Alba); Mosconi (Monforte); Ravera (Novello); Roncaglie (La Morra); Gustava e Garretti (Grinzane Cavour). Granato luminoso. Intrigante quadro olfattivo di frutti di bosco, pesca, china, pepe, noce moscata, menta. Il sorso è pieno, appagante, ben definito, dinamico per il tannino fitto e svolto e rinforzato dalla dinamica freschezza. Finale di elegante persistenza.







