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La Birra Metzger
La storia della Birra Metzger nasce nel cuore di Torino nel 1848, quando Karl Metzger, mastro birraio alsaziano, si stabilisce nella capitale del Regno di Sardegna per fondare la Società Perla Crova & Co..
Il primo stabilimento sorge nel quartiere Valdocco, nella zona del “Fortino”, dove l’acqua pura proveniente dalla Dora Riparia diventa la chiave della qualità del prodotto, grazie al suo contenuto minerale ideale per la produzione birraria.
La Storia
Nel 1862 l’azienda si trasferisce in via San Donato 68, dove cresce fino a diventare uno dei principali poli brassicoli torinesi. Alla qualità delle materie prime si unisce un capitale umano altamente qualificato, formato da operai torinesi già esperti nei mestieri della manifattura e delle officine meccaniche. Questa combinazione tra innovazione, competenza e passione artigianale contribuisce al successo del birrificio, che si inserisce in un contesto cittadino vivace, in cui la birra diventa simbolo di socialità e modernità.
Nel 1878 Carlo Metzger diventa unico proprietario e, dieci anni dopo, il figlio Francesco Giuseppe assume la guida dopo un periodo di formazione in Germania, portando l’azienda a un nuovo livello di prestigio. Nel 1898 la Metzger ottiene la Medaglia d’Oro all’Esposizione dell’Industria Italiana di Torino, affermandosi come una delle eccellenze nazionali. Lo stabilimento viene ampliato su progetto dell’architetto Pietro Fenoglio, che lo trasforma in un gioiello di architettura Liberty industriale.
Nel 1914 l’azienda passa nelle mani del cavaliere Dorna e diventa Accomandita Semplice Birra Metzger – Torino di Carlo Dorna & C.. Durante il ventennio fascista, grazie alla politica autarchica che favorisce la produzione nazionale, la birra Metzger vive una stagione di espansione, esportando perfino nelle colonie italiane in Africa.
Birra e avanguardia, l’arte di comunicare
Parallelamente al successo industriale, sviluppa un linguaggio di comunicazione all’avanguardia, affidando la propria immagine pubblicitaria al futurista Nicolay Diulgheroff, che nel 1936 ridisegna la celebre “M” razionalista, ancora oggi simbolo distintivo del marchio. La birra torinese diventa anche protagonista della vita culturale cittadina, comparendo alle serate della Taverna Futurista del Santopalato, il primo ristorante di cucina futurista d’Italia.

Accanto alla “M” si impone l’immagine dell’elefantino Metzger, emblema di forza, fiducia e continuità, accompagnato dallo storico slogan: “Chi beve birra campa cent’anni.” Un messaggio audace e moderno, che riflette la capacità del marchio di coniugare tradizione, creatività e spirito popolare.
Dalla guerra al declino
Durante la Seconda guerra mondiale, nonostante i bombardamenti, la produzione prosegue raggiungendo 65.000 ettolitri annui e oltre cento dipendenti. Nel dopoguerra, però, il birrificio entra in una fase di progressiva trasformazione societaria: nel 1944 viene rilevato dal Gruppo Luciani, poi confluito nella Holding Cisalpina di Milano, che acquisisce anche altri marchi storici come Bosio & Caratsch e Cervisia.
Nel 1970 il marchio viene assorbito dalla Dreher di Trieste, e nel 1975 chiude lo storico stabilimento di via San Donato, trasformandosi in un luogo simbolo del passato industriale torinese. Per decenni Metzger resta un nome leggendario, evocato più dalla memoria collettiva che dalle bottiglie.
Il coraggio di ricominciare

Dopo vari tentativi di rilancio falliti, nel 2025 la storia di Metzger torna a vivere grazie all’imprenditore Marco Bianco, già socio e amministratore di Equilibra, azienda leader nei prodotti per il benessere. Dopo aver lasciato la società di famiglia nel 2024, Bianco si avvicina per caso al mondo brassicolo e rimane colpito dal valore storico e territoriale del marchio Metzger.
Mi hanno affascinato due cose: che fosse un marchio storico e che fosse profondamente radicato a Torino. Molti mi avevano sconsigliato di provarci, ma ho incontrato persone appassionate e competenti che mi hanno convinto a iniziare.
Accanto a Bianco, un team di professionisti con esperienze consolidate nel settore: Guido Palazzo (marketing e comunicazione), Davide Masoero (vendite), i mastri birrai Pietro Lanzilotta e Francesco Giacomelli, con la supervisione del tecnologo Giampaolo Tonello.
L’obiettivo è ambizioso: ricostruire il birrificio come luogo produttivo, culturale e sociale, restituendogli il ruolo che aveva nel tessuto urbano torinese. Il nuovo sito di via Catania 39/a, completamente rinnovato, diventa non solo uno spazio di produzione, ma anche un centro di incontro, formazione e degustazione aperto alla città.
Una birra autentica, sostenibile e torinese
Le nuove birre nascono da una filosofia che unisce artigianalità, qualità e sostenibilità, con un’attenzione particolare alla riduzione degli sprechi idrici e al riutilizzo del vetro a rendere. “Vogliamo proporre birre semplici ma di qualità altissima, che possano piacere alla maggior parte delle persone. Torino sarà il nostro baricentro, anche in termini di sostenibilità.”, ha detto Bianco durante la presentazione.
La gamma comprende sei referenze che reinterpretano la tradizione in chiave moderna
- Lager Helles, bionda e leggera, ideale per ogni momento;
- Weiss Classica, torbida e dorata, dal gusto morbido e versatile;
- Modern IPA, più aromatica e contemporanea;
- Bock La Rossa, ambrata e bilanciata;
- Doppel Bock, scura, robusta e facile da bere;
- Ambrata Vienna Lager, ispirata alla ricetta storica di Metzger.
Ogni birra riflette l’obiettivo di offrire un prodotto autentico, accessibile e radicato nel territorio, grazie anche a collaborazioni con birrifici locali come La Piazza dei Mestieri di Torino e Canediguerra di Alessandria.
Una birra che torna a parlare alla città

La rinascita non è solo industriale, ma culturale. L’apertura al pubblico avviene con il Metzger Fest, in una tre giorni di visite, degustazioni e incontri. A seguire ci saranno iniziative come i walking tour “Dall’Art Nouveau alla birra di Torino”, percorsi tra architettura Liberty e storia industriale che si concludono con la visita al birrificio. Questi eventi trasformano la birra in esperienza culturale e sociale, restituendole il ruolo di collante urbano, proprio come nell’Ottocento.
Dopo quasi due secoli, Metzger torna così a essere simbolo di Torino, un marchio che unisce tradizione e innovazione, memoria e futuro. Come già la definiva Karl: “Un liquido amaro dissetantissimo e nutrichevole dal sapore speciale.” Oggi, quel sapore torna a vivere, autentico, contemporaneo e profondamente torinese.







