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Cantina Ruvo
Per i vini estivi, quelli che si immaginano freschi e leggeri in termini di gradazione, vi proponiamo il nuovo Bombino Nero di Cantina Ruvo di Puglia, Vini Crifo, nell’Alta Murgia. Un’etichetta gioiosa, giovanile, diretta, per conquistare l’occhio e la curiosità dell’appassionato, e anche per raccontare una nuova idea di vino.
Rosso di Seta, Puglia Igp
Presentato all’ultimo Vinitaly, il nuovo nato della storica Cantina di Ruvo ha inaugurato un nuovo approccio al vino rosso, fatto di convivialità e anche di esperienza. Inserito in un contesto informale e diretto, Rosso di Seta sa parlare un linguaggio trasversale, grazie alla sua bassa gradazione, 11 gradi e mezzo, alla possibilità di essere servito fresco e alle sue caratteristiche piacevoli e poco tanniche. Il vitigno appartiene ad una lunga storia enoica pugliese, siamo infatti nel territorio che circonda Castel Del Monte, tra le province di Trani e Barletta-Andria-Trani. Un luogo ricco di tradizione che mantiene stretto il legame con i prodotti locali, tra cui il vino che qui si declina in diverse varietà autoctone, come il ben noto Nero di Troia.
Vini Crifo e l’idea di un rosso fresco
Crifo nasce dall’acronimo del nome antico Cantina della Riforma Fondiaria e il Grifone che è scolpito sulla facciata della cattedrale di Santa Maria Assunta, ed è brand della Cantina Ruvo di Puglia forte di un’esperienza che prende il via nel 1960 come cantina cooperativa, andando ad abbracciare oltre 400 soci e 500 ettari vitati, per 4 milioni e mezzo di bottiglie annue.

Con Rosso di Seta ci si vuole affacciare a un nuovo pubblico del vino, più agile ma anche preparato e con le idee chiare, per il quale il vino deve avere anche un valore esperienziale. Per farlo, il Bombino Nero diviene davvero immediato, poco celebrale ma pur sempre definito e di carattere.
Un tempo poco coltivato perché ritenuto povero di tannino e mite nel colore, vince oggi che i tempi cambiano e le mode mutano. Laddove erano apprezzati vini rossi strutturati e corposi, il Bombino si riscatta da un passato poco celebrativo. Oggi si presenta con Rosso di Seta a una gradazione bassa, grazie anche a una lavorazione attenta.
Prevede un salasso di circa il 20% del mosto prima della fermentazione, modalità che permette la concentrazione di aromi e colore senza aumentare la struttura tannica. A seguire una macerazione in acciaio di circa nove giorni a temperatura controllata, fermentazione malolattica in acciaio e affinamento in acciaio.
Nel calice
Non aspettatevi tannini e astringenza, ma piuttosto un colore rubino tenue, frutto fragrante, ciliegia e lampone, insieme a fragolina e sensazione di foglie di tè. Il finale è fresco, vivace, accattivante. Abbandona la struttura del rosso per avvicinarsi meglio a un rosato di grande personalità.
Gli abbinamenti
Pesce, formaggio fresco, pomodori, verdure grigliate, piatti estivi a base di crostacei. Servito fresco esalta ancor di più la sua leggerezza, adatto a coloro che vogliono affacciarsi a un nuovo paradigma di vino pugliese, lungi dalla corposità e dalla profondità dei rossi autoctoni più noti e presenti sui mercati.








