Trilogy, tre calici complementari dedicati agli spumanti

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Tempo di Lettura: 4 minuti

I tre calici Trilogy

Concepiti per altrettante tipologie di spumanti sia Metodo Classico che Metodo Martinotti, sono stati creati da Italesse attraverso lo studio di tre forme e dimensioni di bevante che consentissero di enfatizzare le caratteristiche sensoriali e degustative di differenti tipologie di spumanti. Dopo averci presentato i tre nuovi calici, li abbiamo testati con la degustazione e confronto del più idoneo di tre champagne Bollinger, oltre a un Rosé di Lecler Briant. Dopo la presentazione di ogni champagne trovate indicato in quale dei tre è risultato migliore.

Italesse, la rivoluzione dell’esperienza degustativa

Italesse dopo aver rivoluzionato l’esperienza di degustazione dei grandi vini con il progetto Senses e la collezione T-made, volti ad ampliare le sensazioni olfattive e degustative di vini ottenuti da vitigni come il Nebbiolo per il Barolo, da assemblaggi di altri come nel caso dell’Amarone, compie un ulteriore passo mirato alla valorizzazione del lavoro compiuto in vigna e in cantina con Trilogy, il primo concept glass pensato per esaltare la varietà e lo stile di spumanti sia Metodo Classico che Metodo Martinotti. 

La riflessione che sta dietro a Trilogy è molto chiara ovvero esistono ampie gamme di vini spumanti, frutto non solo di uno specifico terroir ma del lavoro degli enologi impegnati a “disegnare” ciascun vino a partire da un determinato vitigno in purezza o attraverso sapienti assemblaggi, a utilizzare sul modello francese l’impiego di vini di riserva – e la loro quantità – per ricercare uno stile unico, senza trascurare la scelta del tempo di affinamento sui lieviti, i dosaggi. Tutti questi sono solo alcuni degli elementi che rendono unica una cuvée capace di raccontare un territorio, uno stile.

La collezione è così composta

Trilogy 49

Calice dalle linee contemporanee e slanciate, pensato per esaltare la vivacità e la freschezza delle bollicine che si distinguono principalmente per freschezza, piacevolezza ed eleganza.

Trilogy 55

Calice dal volume generoso e dalle linee avvolgenti, studiato per vini dal carattere deciso e complesso. La forma della coppa e la proporzione del bevante ne esaltano la struttura e l’intensità aromatica, mantenendo equilibrio e finezza.

Trilogy 75

Iconico e raffinato, questo calice è pensato per le cuvée più prestigiose, frutto di lunghi affinamenti sui lieviti. Le pareti ampie e armoniose accompagnano il vino in un’evoluzione lenta e continua, rivelandone profondità e rara eleganza.

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La degustazione

Bollinger, Special Cuvée AOC Champagne 

Ottenuta da 60% Pinot noir, 25% Chardonnay, 15% Meunier, in vinificazione vede l’assemblaggio di una parte di vino d’annata e una maggioranza di vini di riserva, alcuni dei quali conservati in Magnum tra i 7 e i 15 anni. L’affinamento sui lieviti va da 36 a 42 mesi, con un dosaggio alla sboccatura di 6/7 gr/L da Brut. Dopo un colore dorato, con bollicine finissime, ha al naso complesso di frutta matura con mele, pesche, pera, di aromi speziati, di brioche, di noce fresca. Al palato ha struttura, freschezza, cremosità, lunghezza, vivacità, un retrogusto dove tornano pera, brioche e aromi speziati. 

Come si comporta nei calici 

Nel Trilogy 49 lo abbiamo trovato meno espressivo. Nel 75 si esalta solo al naso, mentre nel 55 al naso si percepisce la struttura, al palato viene nobilitato ed enfatizzato, quindi riteniamo questo l’ideale.

Bollinger, PN TX 20 

Ottenuto da solo Pinot noir, dell’annata base 2020, oltre a vini più vecchi 2008 e 2012 (25% dell’uvaggio) con un uso esclusivo della cuvée, con il 48% vino d’annata, 52% vino di riserva. Affina in cantina sui lieviti per 48 mesi, con alla sboccatura un dosaggio 8 gr/L da Brut. Dopo un colore giallo con riflessi dorati, al naso emergono aromi di agrumi freschi, agrumi tra cui il limone, accompagnati da frutta a polpa bianca, come pesca e cotogna., chiude con una nota minerale di selce. Al palato ha vinosità e ricchezza, freschezza e cremosità, persistenza, con nel retrogusto delicate sfumature di frutta in composta. 

Come si comporta nei calici

Nel calice 49 lo percepiamo come più didattico, ma al tempo stesso imbrigliato, nel 75 lo sentiamo più complesso, con una persistenza amplificata, quindi propendiamo per questo. Invece nel 55 resta un ottimo champagne senza esaltazioni.

Bollinger, La Grande Année AOC Champagne 2015 

Ottenuto da 60% Pinot Noir, 40% Chardonnay, con l’utilizzo esclusivo della cuvée. La fermentazione è svolta completamente in tonneaux, il remuage e dégorgement sono svolti manualmente. Riposa per 84 mesi con tappo di sughero, avendo alla sboccatura un dosaggio di 8 gr/L da Brut. Dopo un colore giallo dorato, brillante, ha al naso inizialmente emergono i piccoli frutti a nocciolo, accompagnati da mela, prugna classica, oltre a un tocco di miele, seguiti da mora, ribes nero, ciliegia, lampone, un tocco di mandorla, con nel finale mango unito a vaniglia. Al palato l’attacco ha una bella texture, grande ricchezza, freschezza e cremosità, decisamente persistente, con nel retrogusto note di cioccolato e agrumi.

Come si comporta nei calici

Nel calice 49, il più universale, non lo abbiamo ritenuto adatto e non viene esaltato, nel 55 si esprime meglio ma vengono sottolineate le note boisé. Nel 75 invece il naso è più complesso e più espressivo all’assaggio, quindi è questo l’ideale.

Leclerc Briant, Rosé de Saigné AOC Champagne Extra Brut 

Ottenuto da 100% Pinot Noir che in vinificazione subisce una macerazione di 2 giorni, affina in cantina sui lieviti per 75 mesi, poi alla sboccatura ha un dosaggio di 3,3 gr/L da Extra Brut. Dopo un colore rosa ciliegia intenso con vivaci riflessi color lampone, al naso inizia con un bouquet di piccoli frutti rossi come ciliegie, fragoline di bosco, ribes rosso e nero e mirtilli, poi amarene e liquirizia, mandorla, melograno e fiori come rosa e peonia. Al palato ha struttura, tannini setosi, freschezza, eleganza, una bella lunghezza, con nel finale un tocco di nocciola.

Come si comporta nei calici

Nel calice 49 ha un naso più croccante, nel 55 si enfatizza la macerazione delle uve di Pinot noir e la sensazione di frutti piccoli più maturi, restando quindi l’ideale. Mentre nel 75 il naso è più aperto e la bocca più ridimensionata.

 

 

credit photo @Fabrice Gallina, Italesse

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