Alberto Marchetti

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Tempo di Lettura: 4 minuti

Il ritratto di un visionario tra artigianato e impresa a Cocconato

C’è una linea sottile, ma robustissima, che unisce il gesto antico di mantecare il gelato alla capacità di guardare un borgo e vederci il futuro. Quella linea, nel panorama della gastronomia piemontese, ha il volto e il nome di Alberto Marchetti.

Definirlo semplicemente “gelataio” sarebbe riduttivo; bollarlo solo come “imprenditore” ne svuoterebbe l’anima. Marchetti è l’esatta sintesi delle due cose: un artigiano che non ha mai smesso di sporcarsi le mani di latte e zucchero, e un manager illuminato che sa applicare la logica della valorizzazione territoriale ai suoi progetti di business. L’ultimo capitolo di questa storia si scrive a Cocconato d’Asti, deliziosa località denominata la “riviera” del Monferrato.

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Scorci di Cocconato

L’Artigiano del “Semplice, ma non Facile”

​Al cuore della filosofia di Marchetti c’è una promessa che risuona come un manifesto: il gelato buono, pulito e giusto. Un motto che non è solo un omaggio stilistico, ma un’adesione totale ai valori di Slow Food, una vicinanza che si fa ancora più densa e sentita in questi giorni di commozione per la perdita del fondatore dell’Associazione, Carlo Petrini.

​Per Marchetti, fare il gelataio oggi significa farsi custode di quel pensiero. Il suo gelato si riconosce dalla sottrazione: via i semilavorati, via i grassi idrogenati, via gli aromi di sintesi. Resta solo la materia prima, spesso scovata tra i Presìdi Slow Food o tra i piccoli produttori che resistono allo spopolamento delle campagne. È un ritorno alla purezza del gusto, fresco e autentico, che richiede il rigore dell’imprenditore per diventare sostenibile su larga scala, senza mai perdere l’identità della bottega.

La Scommessa di Cocconato: L’Imprenditore del Territorio

Se Torino è la culla del suo brand, Cocconato rappresenta la maturità della sua visione imprenditoriale. Scegliere uno dei borghi più belli d’Italia per un nuovo e ambizioso progetto non è un caso, ma una precisa strategia di experience marketing legata alle radici.

​A Cocconato, Marchetti non ha semplicemente aperto una vetrina; ha integrato la sua filiera in un ecosistema locale fatto di micro-climi ideali, eccellenze casearie (come la celebre robiola) e turismo di qualità. Qui l’imprenditore dialoga con l’amministrazione, stimola l’indotto, legge i flussi e trasforma il gelato in un veicolo di promozione culturale per il territorio.

​”Il gelato non è solo un dessert, è il racconto del luogo in cui nasce.” Questo approccio dimostra come il business contemporaneo possa (e debba) essere etico: creare profitto rigenerando la bellezza e l’economia dei piccoli centri.

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​Un’Eredità da Portare Avanti

Oggi, mentre il mondo del cibo piange la scomparsa di chi ha insegnato a dare il giusto valore alla terra e al tempo, il lavoro di Alberto Marchetti a Cocconato assume un significato ancora più profondo.Un disegno in cui il gelato è solo il primo tassello di un mosaico che vede nell’Osteria Bell’è Buona il suo laboratorio del gusto più completo.

​L’Osteria non è un semplice punto di ristoro, ma il pilastro di un modello di impresa etico nato insieme alla “Combriccola Marchetti” (società benefit creata con gli amici Fabio Digilio e Leo Longo) per dialogare autenticamente con il paesaggio del Monferrato. A guidare i fuochi dell’osteria, Marchetti ha voluto due giovani talenti dell’alta ristorazione italiana: gli chef Fabrizio Cavassa (già braccio destro di Alessandro Mecca allo Spazio7 di Torino) e Serena Briozzo (formazione solida all’ALMA).

​La loro cucina è un dialogo diretto, concreto e rispettoso con le radici piemontesi: i classici locali vengono reinterpretati con tecnica contemporanea, attingendo a materie prime a chilometro zero e a eccellenze del borgo astigiano. Dalla pasta fresca fatta a mano fino ai percorsi enologici profondi legati alle vigne Unesco, l’Osteria Bell’è Buona nobilita la semplicità del territorio senza mai forzarlo. È la dimostrazione pratica che quel modello economico e gastronomico non era un’utopia da intellettuali, ma una strada percorribile per l’impresa di domani.​Tra la spatola lucida di laboratorio e i piani di sviluppo aziendale, Marchetti continua a dimostrare che il vero successo imprenditoriale, oggi, si misura in base alla qualità del futuro che si riesce a preservare. E il suo, ha il sapore pulito e fresco del gelato fatto come una volta.

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Osteria Bell’è Buona

​Tra la spatola lucida di laboratorio e i piani di sviluppo aziendale, Marchetti continua a dimostrare che il vero successo imprenditoriale, oggi, si misura in base alla qualità del futuro che si riesce a preservare. E il suo, ha il sapore pulito e fresco del gelato fatto come una volta.

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