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Una sfida da manuale a colpi di annate (sempre alla cieca) quella del Brunello di Montalcino
Giunta all’undicesima edizione, la degustazione si è svolta a Roma il 19 dicembre, su iniziativa di Vinodabere. Affiancata da un team di esperti, con approccio rigoroso e spirito critico, è stato esplorato il panorama enologico, analizzate le realtà consolidate e quelle emergenti; senza aver rinunciato, quando è servito, a uno sguardo di autentico stupore.
In quest’ottica, la sfida tra le due annate nacque proprio quando la magnifica 2010 del suddetto vino venne osannata coralmente dalla critica enoica, ma in una degustazione alla cieca ebbe la meglio la 2011, contro ogni pronostico. Lo stupore fu tale che si volle replicare e all’oggi questo appuntamento richiama sempre molta attenzione. Degustazione categoricamente alla cieca e senza nemmeno sapere l’annata, tra la 2020 e la 2021 in uscita a gennaio.
Con un panel formato da 26 persone, su 45 campioni, per pochissimo la 2020 ha superato la 2021. Il confronto è stato serrato, a colpi di pochi centesimi, i vini si sono comportati bene e l’espressività del Brunello non si è smentita. La degustazione è stata arricchita da 11 Rosso di Montalcino (6 dell’annata 2024 e 5 dell’annata 2023), 4 Riserva 2020 (tra cui il miglior assaggio in assoluto di giornata secondo la sala, vale a dire il Phenomena di Sesti, Castello di Argiano) e una Selezione 2020 molto apprezzata (Lot.1 di Conti Marone Cinzano).
I dati del Consorzio Brunello di Montalcino
L’annata 2021 si è distinta per l’assenza di calore estremo e di condizioni di stress. Rispetto alla media storica una primavera più fredda nei mesi primaverili e settembre sensibilmente più secco e caldo. La stagione vegetativa è stata la seconda più arida degli ultimi trent’anni (dopo il 2003). I tre mesi estivi si sono distinti per una piovosità lievemente superiore alla media, ma con un luglio molto secco ed un agosto più generoso. Del tutto particolare la completa assenza di piogge tra fine agosto e inizio settembre, un fenomeno del tutto raro per l’area di Montalcino.
Sappiamo invece che l’annata 2020 è stata “accattivante, brillante, succulenta”, versatile e vocata all’invecchiamento. Nel complesso, l’annata ha mostrato una stabilità termica e un’accumulazione di ore di calore normale, con un livello di stress termico inferiore alla media storica, indicando una maturazione ideale del Sangiovese. Le precipitazioni sono state ben distribuite durante la stagione. L’analisi climatica ha anche evidenziato come le aree ad altitudine maggiore abbiano goduto di una mitigazione termica che ha contribuito a evitare stress eccessivi alle piante.
Ne diamo riscontro con qualche assaggio, ovviamente abbiamo scoperto l’etichetta solo dopo la degustazione
Collemattoni, Brunello di Montalcino 2020, un sorso profondo e ricco di frutto scuro, note di bosco e molto equilibrato grazie a una vibrante acidità. Ottimo.
Piombaia, Brunello di Montalcino 2021, accarezza naso e palato con una certa timidezza, stenta ad aprirsi ma a poco a poco si lascia avvicinare. Non è un sorso immediato, ma con le sue note scure e il sentore di sottobosco e frutto maturo risulta accattivante. Non esemplare, un vino da scoprire lentamente, armonico nel complesso.
Tornesi, Brunello di Montalcino 2020, si eleva all’olfattiva con avvincenti note minerali, fresco, immediato, deciso. Ampio al sorso, coeso, di gran carattere e di buona struttura.
Greppone Mazzi Ruffino, Brunello di Montalcino 2021, un vino molto lineare, con una vena minerale intensa, elegante con note di frutto e spezie ben bilanciate, la lunghezza al sorso lo rende molto piacevole.
Patrizia Cencioni, Brunello di Montalcino 2020, nonostante un tannino inizialmente astringente, al secondo sorso si distende e mostra la sua complessità. Verticale e di carattere, un vino che non passa inosservato. Ha un nerbo di grande acidità, risulta abbastanza equilibrato con una certa coerenza tra bocca e naso.
Fuligni, Brunello di Montalcino 2021, un vino che può attendere ma buono anche subito. Mostra un’ottima sintesi di frutto e spezie con eleganza ed equilibrio impeccabili.
Sesti Castello di Argiano, Phenomena Brunello di Montalcino Riserva 2020, il vino più apprezzato in degustazione, un capolavoro di equilibrio. Bouquet ampio di ciliegia, spezie e note scure, i tannini eleganti e il finale molto persistente.
La Magia, Brunello di Montalcino Riserva 2020, vino complesso, ricco di note speziate e fruttate ben equilibrate, lo caratterizza una certa vena balsamica, il sorso è intenso, molto piacevole.

Dopo gli assaggi la 2021 ci è sembrata un pò stentata, ricca di frutto e piena in bocca, ma in alcuni momenti poco equilibrata e non del tutto pronta, forse da imputare a raccolte non calibrate o anche a irrequietezze meteorologiche. In confronto l’annata 2020 si è presentata vigorosa ed espressiva, armonica e sempre all’altezza, con sintesi spesso perfetta tra frutto maturo e speziatura. I vini risultano complessi e freschi, con buona struttura e grande lunghezza al sorso.
Gli assaggi del Rosso di Montalcino ci hanno confermato, ancora una volta, che ci sono vini che devono essere bevuti subito, non è necessario aspettarli e per questi non serve neanche un pasto elaborato, sono vini immediati, come uno tra quelli che abbiamo assaggiato ed è risultato tra i migliori, il Rosso di Montalcino 2023 di Fattoi, fragrante al naso, ricco di frutto poco maturo, il tannino presente, levigato, scorrevole ed equilibrato al sorso, un vino da tutti i giorni.







