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Estremo Adamadus

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Tempo di Lettura: 3 minuti

Il vino che dorme sotto l’acqua

Si può diventare produttori di vino senza avere una cantina? La maggior parte delle persone che sta leggendo risponderebbe con certezza: no. Questo però non è stato il pensiero di Alex Belingheri, originario della Valle Camonica, che nel 2004 ha fondato l’Azienda Agricola Vallecamonica, producendo vini di montagna in questa terra, da terreni che si trovano tra i 250 e gli 800 metri sul livello del mare. Il suo lavoro negli anni ha contribuito alla riscoperta di un patrimonio vitivinicolo unico, fatto di recupero di vitigni autoctoni (valcamonechibebo, gratù, ciass négher), sconosciuti ai più al di fuori di questo territorio, e di cui si conosce solo il nome nella lingua locale.

Senza cantina, ma con un lago: la sfida vinta di Alex Belingheri

I 4 ettari vitati dell’azienda si trovano su entrambi i versanti della bassa Valle Camonica, dove è forte l’influenza microclimatica proveniente dal lago d’Iseo. È qui che Alex ha deciso di dare inizio alla sua avventura, fatta di recupero di tradizioni e territorio, ma sempre proiettata nel futuro.

Ed è qui che ha dato la sua risposta alla domanda iniziale. Non avendo una cantina adatta allo stoccaggio delle bottiglie di metodo classico, invece di desistere, o di cercare un sito adatto allo scopo, ha deciso di chiedere aiuto alla natura e al suo territorio. Così, dal 2010, ha dato vita a un progetto che è diventato l’elemento distintivo dell’azienda.

Comincia infatti in quell’anno l’affinamento del vino a 40 metri di profondità nelle acque del Lago d’Iseo, la cui temperatura costante di circa 6°C e l’assenza di luce consentono al vino di sviluppare al meglio le proprie caratteristiche organolettiche.

Estremo Adamadus, il Metodo Classico che nasce senza cantina

Iniziato con alcune bottiglie di Nautilus – Metodo Classico, Blanc de Noirs, Pas Dosè, prodotto da oltre 10 vitigni a bacca rossa – il progetto è stato replicato nel 2016 con le bottiglie dell’Estremo Adamadus, dal primo nome dato dagli austriaci all’Adamello. Ad ospitarle, questa volta, sono le gelide acque del Lago Aviolo, a 1930 metri di altitudine, all’interno del Parco Regionale dell’Adamello, diventando l’unico esempio in Italia di affinamento di un metodo classico in un lago alpino.

Posto a 10 metri di profondità in casse sigillate, dove rimane a una temperatura costante di 2-3 gradi sotto uno spesso strato di ghiaccio (da qui il nome Estremo) ai piedi del Ghiacciaio Adamello, inizialmente prodotto con il riesling renano, oggi utilizza un vitigno Piwi in purezza, il saouvignier gris (incrocio nato in Germania nel 1983 presso l’Istituto di Ricerca di Friburgo, da un incrocio tra seyval x zähringer). In questa cantina, naturale e sostenibile, il vino rimane a pressione costante, grazie alla combinazione tra altitudine e immersione. 

Alex è molto fiero della sua scelta e di questo progetto: 

Conservare i vini sott’acqua è coerente con i principi di buona conservazione e offre anche un buon contributo all’ambiente, poiché risparmia energia per mantenere a temperatura costante le bottiglie. In più sembra anche che la luce, che filtra attraverso un vetro, possa influire in maniera irreversibile sulle sue qualità organolettiche. E anche in questo la natura ci porge il suo aiuto.

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Estremo Adamadus, emersione, Alex e Mattia

L’estrazione al Lago Aviolo

Ogni due anni, per festeggiare il recupero delle bottiglie, viene organizzata un’iniziativa che dà la possibilità al pubblico di assistere a questa operazione e a degustare in anteprima le prime bottiglie di Estremo Adamadus.

Quest’anno la giornata si è svolta sabato 28 giugno, con partenza dal Rifugio la Cascata in Val Paghera, sopra Vezza d’Oglio. Dopo una camminata di circa un’ora e mezza, inframmezzata dai racconti sul territorio di Mattia Tellone, sommelier Ais e collaboratore dell’azienda, si è arrivati al Lago Aviolo. Qui, grazie a una complessa operazione e al lavoro di sommozzatori ed elicotteri, sono state eseguite le fasi di emersione delle bottiglie, terminate con un assaggio in anteprima della sboccatura alla volée del vino appena riemerso. Il pranzo a seguire ha dato la possibilità di degustare le annate precedenti del metodo classico, e soddisfare un po’ di curiosità con Alex, ad esempio come la sabbia e le incrostazioni di molluschi sulla superficie del vetro, dovute ai due anni in acqua, rimarranno sempre visibili, e confezionate, diventeranno parte stessa del prodotto. Così nasce la bollicina di casa Vallecamonica, in quel territorio che cerca di emergere nel triangolo tra la Franciacorta, il Trento Doc e la zona del Prosecco.

Un tesoro nato da una difficoltà trasformata in una grande opportunità, diventato simbolo della storia e della tradizione di un territorio e dell’azienda stessa. 

Estremo Adamadus_testo
Estremo Adamadus, immersione sommozzatori

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