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100 anni di Villa di Capezzana in verticale
Il marchio storico Capezzana, della famiglia toscana Conte Contini Bonacossi, ci ha presentato sette annate del suo vino simbolo Villa di Capezzana Carmignano, in una sorta di festeggiamento per l’importante traguardo dei 100 anni. Riteniamo doveroso precisare che il vino Carmignano è divenuto Doc nel 1975, successivamente nel 1990 Docg. Dopo una breve introduzione storica, della cantina, con un commento di Vittorio, personaggio simbolo della famiglia, passiamo a presentare i diversi vini della magica verticale, dove siamo stati accompagnati da Beatrice Contini Bonacossi e dal figlio della sorella Benedetta enologa, Ettore Fantoni. L’incontro si è svolto presso l’Enoluogo a Milano.
Storici produttori di vino
Il titolo di questo articolo appare a prima vista un po’ esagerato e potrebbe portare a pensare che volevamo stupirvi e, speriamo, un po’ incuriosirvi! Dato che Capezzana produce vino dal lontano 804 D.C. la porta a essere una delle aziende vinicole italiane più antiche. L’area sita a nord-est di Firenze, fu definita “vocata al vino” già nel 1716 dal Gran Duca Cosimo III de’ Medici. Si estende per trentanove chilometri quadrati e ha un microclima particolare, totalmente diverso dalle altre zone viticole toscane. Un altro fattore importante è che la zona di Carmignano gode di una forte escursione termica che rende i vini estremamente longevi. Infatti durante i calori estivi, il fresco vento pomeridiano, proveniente dagli appennini, entra senza difficoltà dando refrigerio alle viti. Queste condizioni conferiscono ai vini di Capezzana un corredo aromatico policromo e una notevole longevità, che si apprezza degustando le annate storiche, custodite nell’antica cantina dell’azienda.
L’azienda
Capezzana si estende per 650 ettari di cui 78 a vigneti, 140 dedicati alla coltivazione delle olive, con il resto boschivo e seminativo. Le vigne hanno esposizione e età diverse, in cui la. più vecchia ha 55 anni e le più giovani sono state piantate di recente. La famiglia ha adottato un sistema agricolo biologico, a partire dal 2008, non solo per conservare l’integrità dei terreni in favore delle nuove generazioni, ma anche per aggiungere complessità al sistema vigneto.
Il terreno – sosteneva Vittorio Contini Bonacossi – ha una conformazione piuttosto eterogenea. È stupefacente osservare il caos da cui tutto trae origine. Molte vigne hanno terra argillosa che passa a sabbiosa per tornare argillosa e magari galestrosa, metro dopo metro c’è una grande differenza perché il tutto viene da una situazione caotica con biodiversità estrema e fantastica. Se qualcuno volesse trovare la formula alchemica del vino di Capezzana, la troverebbe proprio nell’estrema disomogeneità della terra e dell’esposizione dei vigneti. È esattamente da questa ‘caoticità’ che scaturisce la grande complessità dei nostri vini, inimitabili esattamente perché è impossibile ripetere la stessa ricetta in altre regioni o in terreni anche non lontani dal Carmingnano.
Al di là di questo Beatrice, quarta generazione, ed Ettore, quinta, ci hanno fatto fare uno speciale viaggio nel tempo, presentando prima la 2021, in anteprima dato che esce a settembre. È stata seguita prima dalla 2015, poi a ritroso nei decenni dalle 2005, 1995, 1983, 1979. Fin qui siamo a sei, poi è avvenuto un vero e proprio colpo di scena (dato che ci è stato svelato solo quando siamo giunti in loco, dove Ettore con l’ausilio di un cavatappi a lame e una grande abilità, ha stappato un 1925, in cui la bottiglia era ancora una di quelle fatte a mano. Prima di passare alla verticale precisiamo che le annate degli anni 2000 presentano un 80% di sangiovese, con un 20% di cabernet sauvignon. In cantina la malolattica avviene in tonneaux di legno francese, poi la maturazione è per il 70% in tonneaux per almeno 12 mesi, il 30% in botte grande per altri 16. Poi affina in bottiglia per almeno altri 12.
Villa di Capezzana Carmignano Docg, la magica verticale
2021
Dopo un colore granato, il naso è già inebriante con le sue spezie, tra cui la cannella e frutta rossa ben integrate, poi arriva la nota floreale di viola, di rosa, un leggera sensazione tostata e mentolata. Al palato si alternano struttura ed eleganza con i tannini ancora leggermente verdi, con freschezza a equilibrare, essendo poi già con una buona lunghezza e nel finale avere un retrogusto cannella e mentolato.
2015
Dopo un colore granato, il naso è sfaccettato con prima spezie scure, poi viola mammola, frutta rossa matura e succosa al tempo stesso, per poi proporre spezie dolci, arancia rossa accennata, con una chiusura balsamica. Al palato ci sono struttura ed eleganza con i tannini setosi, una freschezza più presente, persistente con un retrogusto di arancia rossa e balsamicità.
2005
Dopo un colore granato con un accenno aranciato, il naso è complesso tra arancia rossa, spezie a cui segue la frutta rossa, poi fiori secchi e un accenno di nota ematica. Al palato è decisamente elegante, con struttura, con i tannini che sono setosi con un accenno di nota polverosa, freschezza, poi nel lungo retrogusto è balsamico e speziato. L’abbiamo trovato ottimo.
1995
Qui vi è un 5% di canaiolo. Dopo un colore granato con un accenno aranciato, più evidente se si inclina il calice, il naso ha prima note ferrose, ematiche, poi sfuma sul caffè, spezie integrate con fiori secchi. Al palato ha tannini decisamente setosi, eleganti, c’è ancora freschezza, con un finale lungo e una beva emozionante. I vini di questa annata sono stati ricolmati a maggio del 2010.
1983
In quest’annata sono stati inseriti per la prima volta colorino e mammolo. Dopo un colore aranciato, con sfumature ambra, il naso propone da una nota di smalto a una nota ematica, ferroso, poi è mentolato, seguito da arancia candita e da note erbacee. Al palato è elegantissimo, con i tannini ancora presenti e polverosi, c’è freschezza, con un finale lungo e un retrogusto speziato e mentolato. I vini di questa annata sono stati ricolmati a ottobre del 2008.
1979
Dopo un colore ambra con un ricordo rubino leggero, il naso propone soprattutto spezie, seguito da note erbacee, arancia candita, fiori secchi, con un finale mentolato. Al palato ha tannini decisamente setosi, c’è freschezza, con un finale ancora lungo e un retrogusto tra l’arancia e sensazioni di vermouth. I vini di questa annata sono stati ricolmati anch’essi a ottobre del 2008.
1925
Qui il colore è aranciato, polveroso, al naso parte dalla macchia mediterranea, arancia rossa ancora presente, poi si trovano note terziarie da ematico a ferroso, a quasi una nota animale, seguiti da un tocco mentolato. Al palato ha tannini ancora presenti, c’è ancora freschezza. Davvero è il miglior modo di concludere questa degustazione con un assaggio, si può dire più unico che raro, di un vino che ha compiuto 100 anni.
in evidenza Beatrice e Benedetta – credits photo: @Capezzana














