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A Milano, il racconto di Lamberto Frescobaldi accompagna una verticale esclusiva sul Brunello di Montalcino declinato su quattro decenni di storia
L’accoglienza a Milano è stata affidata a un calice di Leonia Eternelle Pomino Doc Brut 2014, un Metodo Classico rimasto a maturare per ben dieci anni sui lieviti, perfetto preludio a un viaggio nel tempo.
Il Benvenuto del Montalcino
La degustazione entra nel vivo con la fotografia nitida e storica scattata da Lamberto Frescobaldi:
Nel 1973 a Montalcino c’erano circa 180 ettari di vigna e lo ricordo come un borgo quasi abbandonato. Oggi gli ettari sono 3000, di cui 2200 in produzione. Una crescita organica, stimolata anche dall’arrivo di produttori da fuori zona.

Ascoltandolo, si comprende chiaramente come questo flusso di energie e capitali esterni abbia scardinato nel corso dei decenni la vecchia logica della sussistenza, introducendo una filosofia interamente orientata alla qualità assoluta. “Oggi si contano 300 aziende, 220 delle quali imbottigliano. Siamo tutti amici, nonostante la sana competizione sui mercati”, prosegue Frescobaldi.
Per la famiglia, questa Tenuta ha segnato un confine temporale ed espressivo:
CastelGiocondo, di cui siamo proprietari dal 1989, ha rappresentato per noi un cambio di marcia fondamentale, anche perché fino ad allora eravamo legati soprattutto all’area fiorentina. Oggi, purtroppo, le cantine che custodiscono le vecchie annate si contano sulle dita di una mano.
Ecco perché poter degustare una gemma come l’annata 1995 all’interno della masterclass è stato un privilegio raro. Una bottiglia che racconta anche un’altra epoca agronomica: all’epoca i sesti d’impianto prevedevano appena 1.500 viti per ettaro, contro le 5.500 attuali.
Clima e Strategie in Vigneto

La geografia qui detta le regole. I vigneti sono esposti a sud-est, a circa 60 chilometri dal mare: una distanza che permette alle brezze marine di raggiungere i filari nel pomeriggio, rinfrescando l’atmosfera anche ad agosto. Un fattore cruciale, soprattutto oggi che il cambiamento climatico ha anticipato le primavere, considerando che il Sangiovese tende già per natura a schiudere le sue gemme precocemente.
Per difendere la vite e assecondare i mutamenti del clima, Frescobaldi ha messo in campo diverse strategie agronomiche. Una lavorazione mirata del terreno spinge le radici a scendere più in profondità, dove trovano naturalmente temperature più fresche. Anche il posticipo delle potature invernali si è rivelato un ottimo alleato. Infine, per proteggere i germogli dalle insidiose gelate primaverili, sono state installate in vigna delle grandi ventole capaci di muovere l’aria e alzare la temperatura al suolo, una tecnica mutuata dall’esperienza umbra nella zona di Montefalco.
L’Unicità di un Luogo
Tutto questo si traduce nel calice. CastelGiocondo si conferma un luogo unico all’interno del panorama di Montalcino: la straordinaria varietà di esposizioni e una matrice geologica complessa — che alterna galestro, argille e sabbie plioceniche — regalano al Brunello infinite sfumature. Una poliedricità di note che si evolve magnificamente nel tempo, alimentando costantemente il desiderio di scoprire, assaporare e ricordare.
La degustazione di annate appartenenti a quattro decenni

CastelGiocondo Brunello di Montalcino Docg 2021
Dopo un colore rosso rubino brillante, poi al naso è intenso con sentori che spaziano da frutti di bosco, tra cui il mirtillo, la prugna, alle note floreali di viola mammola e rosa canina, poi si passa alle spezie di pepe bianco e nero, liquirizia, per chiudere con foglia di tabacco, chicco di caffè e una leggera balsamicità. Al palato ha struttura ed eleganza, tannini ben integrati e carezzevoli, freschezza, rotondità, un lunghissimo finale, estremamente persistente con un retrogusto mirtillo e spezie.
CastelGiocondo Brunello di Montalcino Docg 2016
Dopo un colore rosso rubino intenso, ha al naso un ampio bouquet inizialmente pervaso da sensazioni fruttate di piccoli frutti di bosco, frutti rossi maturi tra cui il melograno, accompagnati da una nota floreale, seguiti da sentori speziati, di liquirizia, di noce moscata, poi vira tra il balsamico e il mentolato. Al palato ha una trama tannica fitta, setosa, equilibrata da freschezza, con un sorso decisamente armonico, con un finale lungo, persistente, con il ritorno delle componenti speziate dolci e balsamiche nel retrogusto.
CastelGiocondo Brunello di Montalcino Docg 2006
Alla vista è rosso rubino intenso con riflessi granato sull’unghia, brillante e di bella consistenza. Al naso è molto complesso e si apre dapprima con intensi sentori fruttati di mora di rovo, ribes e ciliegia amarena, seguiti da note floreali di viola mammola, speziate di pepe nero, chiodi di garofano, tabacco, cacao, caffè e vaniglia, poi arancia sanguinella. Nel finale ha accenni terziari leggeri di madeira, anche balsamici. Al palato è caldo, con tannini polverosi e morbidi, poi ha freschezza, sapidità, un complessivo equilibrio, un finale lungo e persistente con note fruttate nel retrogusto.
CastelGiocondo Brunello di Montalcino Docg 1995
Alla vista è rosso granato profondo, con unghia aranciata, il naso è terziario spaziando da una sensazione di tartufo a note di sottobosco, dalla prugna sotto spirito a tocchi di cioccolato, spezie, sino alla noce moscata per poi virare sul balsamico. Al palato è sorretto dalla freschezza, con tannini polverosi, è ancora persistente, con nel retrogusto note di sottobosco e di frutta sottospirito.







