Tempo di Lettura: 2 minuti
Giandujotto di Torino: sarà Igp?
L’11 Marzo a Torino, è stata data lettura pubblica, alla presenza delle istituzioni comunali, regionali e governative nazionali, del disciplinare del giandujotto di Torino, per la definizione nell’ottenimento di una sua IGP.
Riconoscimento , identità, reputazione
Aspetti che fanno del cioccolatino più famoso e apprezzato, di Torino e del Piemonte, un marchio di fabbrica. O, per lo meno, ci si sta lavorando perché da semplice idea, si trasformi in un fatto concreto. Guido Castagna, promotore del Comitato di Tutela e Promozione dell’Igp del Giandujotto – fondato nel lontano 2017 – e maestro cioccolatiere tra i più noti e quotati d’Italia, afferma:
“Il processo per l’ottenimento dell’Igp è oggi in fase avanzata. Dopo l’approvazione da parte della Regione Piemonte, spetterà al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare dare la sua approvazione al nostro disciplinare tramite un’audizione pubblica che si é tenuta oggi, 11 Marzo. Se nei 30 giorni a seguire non verranno proposte opposizioni, l’istanza volerà a Bruxelles e, entro la fine del 2025, massimo 2026, potremmo finalmente apporre il marchio Igp sul nostro prodotto”
L’assegnazione di un’indicazione geografica protetta, per un prodotto come il giandujotto, riconosciuto e apprezzato per la sua autenticità, è essenziale per l’attribuzione di un valore come “custode dell’eccellenza gastronomica del territorio piemontese”, il tutto contenuto in un delizioso scrigno di cioccolato.
A tal proposito, ricordiamo che, come da disciplinare che verrà sottoposto all’approvazione ministeriale, la ricetta è molto semplice: cacao (e/o massa di cacao, burro di cacao), zucchero semolato o di canna, nocciole tostate Igp. Semplice, ma la lavorazione che prevede è davvero immensa, per questo, ogni tesoro va tutelato, perché ogni ingrediente di cui è composto, venga attribuito come protagonista della ricetta storica per il cioccolato più amato e apprezzato al mondo.
Continua Castagna: “L’Associazione é aperta a tutti i produttori che vogliano dare un’impronta identitaria forte al giandujotto, attraverso il marchio Igp (come accade, ad esempio, coi vini, altra identità forte del Piemonte). Inclusivi e non esclusivi, vogliamo dar voce a tutti i produttori di giandujotti, desiderosi insieme di dar vita a un brand gastronomico per Torino, il giandujotto, appunto”.








