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La versione di Gunter e i vini dell’Isola di Pico, nelle Azzorre
La Versione di Gunter è il primo e-commerce di vino che raccoglie etichette particolari, rare, pregiate, non solo anche con una tiratura limitata, provenienti da cantine sconosciute o da regioni vinicole emergenti in diversi luoghi del mondo. È stata fondata da Edoardo Ligabue, originario di Sassuolo che a 36 anni, più precisamente ad agosto del 2020, ha scelto di cambiare vita, di dedicarsi a raccontare il vino in ogni sfaccettatura, ricercando l’eccellenza che si cela nelle piccole realtà sconosciute e facendola conoscere a chi, come lui, vuole stupirsi ed emozionarsi a ogni sorso. Quindi da allora seleziona personalmente le etichette, intervista i produttori, raccoglie osservazioni, sensazioni e aneddoti per poi condivide sul sito, in poche parole dirigendo la Versione di Gunter.
Cantina virtuale
La Versione di Gunter tende a scoprire, attraverso un vino, un pezzo di mondo ancora inesplorato, volendo essere una cantina virtuale da esplorare, una bottiglia alla volta, per abbandonarsi al piacere della degustazione, ma soprattutto alla sorpresa, all’emozione e alla curiosità della scoperta. Sul portale ogni etichetta viene infatti raccontata attraverso parole e immagini suggestive che offrono uno sguardo inedito e originale sulle cantine, i paesaggi, le persone che trasformano ogni sorso in un’esperienza coinvolgente e autentica.
Su La Versione di Gunter le bottiglie si possono acquistare singolarmente, scegliendo tra tutti i prodotti disponibili in archivio, o tramite abbonamento. Con questa modalità si riceve a casa, con cadenza mensile, un vino a sorpresa, il preferito di Gunter tra quelli prodotti dalla cantina del mese. In questo modo gli abbonati possono accedere e acquistare in anteprima (con un’esclusiva di 15 giorni) le altre etichette della cantina del mese, oltre ad avere la possibilità di parlare con Gunter – via email o fissando una call – per ricevere informazioni e consigli sui vini o anche solo per una chiacchierata tra appassionati e intenditori. Originale è anche la confezione scelta per ogni singolo vino, composta da una velina in cui avvolgerli e la protezione di tubi di metallo, entrambi personalizzati.
Durante il nostro incontro con lui, il fondatore, ci ha confidato:“È tutta la vita che ascolto il vino. Lo ascolto, sì, perché è l’unico modo per comprenderlo e amarlo davvero: capire da dove viene, scoprire i volti, le voci, le storie di chi l’ha creato. E poi condividerle”. È sua la voce narrante di ideatore del progetto che seleziona le etichette andando a esplorare in prima persona produzioni vinicole al di fuori dei sentieri più battuti, intervistando i produttori, raccogliendo osservazioni, sensazioni e aneddoti per poi condividerli.
Azores Wine Company
Edoardo ha scelto di farci degustare diverse etichette prodotte dall’enologo António Maçanita che collabora con Azores Wine Company nella denominazione di Pico delle Azores (Açores) di cui proponiamo qualche assaggio.
La Versione di Gunter importa anche i vini di Companhia De Vinhos dos Profetas prodotti con uve provenienti dalle isole di Porto Santo e Madeira, sotto la supervisione di Nuno Faria, socio di Antonio Maçanita e ristoratore con una stella Michelin a Madeira. Gli altri marchi che vedono António Maçanita come enologo sono: Fitapreta nell’Alentejo e Maçanita Vinhos nel Douro. Tutte sono regioni del Portogallo con le Azzorre e Madeira autonome.
Tutti i sopra citati sono comunque sempre vini di pregio – ma non necessariamente costosi – in gran parte biodinamici e biologici, a tiratura limitata, provenienti da realtà di nicchia o da regioni vinicole poco note, molti dei quali distribuiti da La Versione di Gunter in esclusiva per l’Italia, come i vini dell’Isola di Pico, nelle Azzorre, di cui vi raccontiamo quattro etichette.
Tra i diversi vini assaggiati abbiamo scelto i vini dell’Isola di Pico, nelle Azzorre, ribattezzati come “i giardini segreti dell’Atlantico”: qui, tra rocce vulcaniche e onde oceaniche, sorgono vigneti con oltre cinquecento anni di storia, lavorati a mano per ottenere vini dal sapore insolito e travolgente.
La degustazione dei D.O. Pico di Azores Wine Company
Arinto dos Açores 2023
Le uve Arinto dos Açores hanno una raccolta manuale selettiva in ceste. Dopo la cernita, la pressatura avviene a grappolo intero e la fermentazione è spontanea, per l’80% in vasche orizzontali di acciaio inox da 600 a 1000 litri e per il 20% in botti di rovere francese da 228 a 500 litri.
Dopo un colore giallo paglierino intenso, ha al naso spazia da agrumi tra cui note di pompelmo, poi una nota affumicata data dal contesto dove si trovano le vigne, poi erbe, seguite da note di idrocarburo e zafferano che rivelano la sua origine oceanica. Al palato sono marcate la freschezza, la sapidità, è armonico, decisamente lungo per essere un 2023, con un retrogusto giocato su agrumi e un lieve tocco di idrocarburi.
Terrandez do Pico 2023
Le uve Terrantez do Pico presente solo nelle Azzorre, stavano per estinguersi. Recuperato da António Maçanita quando ormai ne erano rimasti solamente 89 esemplari, oggi viene gradualmente reimpiantato nel suo terroir vulcanico per assicurarne la sopravvivenza. Dopo una raccolta manuale selettiva, principalmente dall’isola di Pico ma in una piccola percentuale anche dall’isola di São Miguel. Per la vinificazione dopo una pigiatura a grappolo intero, svinatura naturale dopo 12 ore. La prima pressatura (60%) fermentata in serbatoi di acciaio inox con controllo della temperatura, la seconda pressatura (40%) fermentata in botti al loro 3° anno.
Dopo un colore paglierino con riflessi verdolini, ha un naso dai profumi agrumati, di bergamotto, poi floreali, seguiti da note di tè e iodio. All’assaggio è sapido, poi fresco, di grande persistenza, con sentori agrumati nel retrogusto.
Vinha Centenària 2022
Nasce in un vigneto vecchio di 100-120 anni, a 560 metri dall’oceano. Le uve 85% Arinto dos Açores + 15% combinazione di Verdelho, Boal (Malvasia Fina) e Alicante Branco (Boal de Alicante), sono raccolte manualmente. Per la vinificazione dopo una pressatura a grappolo intero, una svinatura naturale dopo 12 ore, fermenta spontaneamente suddivisa tra vasche orizzontali di acciaio inox da 250 litri e botti di rovere francese usate da 228 litri, per poi trascorrere 5 mesi sulle fecce fini, prima dell’imbottigliamento.
Dopo un colore paglierino con riflessi verdolini, ha un naso di personalità maggiore da note iodate ad agrume, tra cui il bergamotto, poi un tocco floreale di tiglio, seguito da note di tè. Al palato, visto l’anno in più, ha le note di sapidità e freschezza ancora più in primo piano, è glicerico, molto persistente con un retrogusto tra note iodate e agrumate.
Canada do Monte 2020
Le uve di Arinto dos Açores al 95% + 5% combinazione di Verdelho, Boal (Malvasia Fina) e Alicante Branco (Boal de Alicante), sono raccolte manualmente. Per la vinificazione dopo due fasi di pigiatura, la loro decantazione per 12 ore a freddo, viene avviata la fermentazione con l’aggiunta di un mix di lieviti indigeni e lieviti neutri, di cui la prima pressatura viene vinificata in acciaio in serbatoi orizzontali (70%), la seconda pressatura fermenta in botti di rovere francese di 3 anni (30 %), dove entrambe restano, senza batonnage, per 12 mesi.
Dopo un colore dorato, ha un naso tra sentori quasi sulfurei, salati, poi di agrumi, un tocco floreale di tiglio, con a chiudere note di miele di castagno. All’assaggio è sapido, fresco, glicerico, molto persistente con nel retrogusto sentori di agrumi, miele, sulfurei.
credits photo @LaversionediGunter












