Tempo di Lettura: 5 minuti
A Piacenza una Mostra-mercato al servizio dell’enoturismo
Seconda edizione piacentina per la Fiera dei Vini, la tre giorni dedicata al vino, dove si può degustare, acquistare, e partecipare a masterclass e focus dedicati. A Piacenza Expo, nel terzo weekend di novembre, oltre 200 aziende da tutte le regioni d’Italia, a cui si sono aggiunte altre arrivate da oltre confine, si sono riunite per presentare le proprie etichette. Una Mostra-mercato, creata a misura d’uomo, e che mette il visitatore al centro dell’attenzione, per far scoprire i vari terroir, e soprattutto i loro protagonisti principali, i produttori.
Fiera dei Vini
Prima manifestazione fieristica a carattere nazionale dedicata all’enoturismo, l’evento ha ottenuto il patrocinio del Movimento Turismo del Vino, ente no profit che riunisce le più prestigiose aziende vitivinicole d’Italia selezionate sulla base di specifici criteri, principalmente per la qualità dell’ospitalità in cantina, nella persona del suo presidente Nicola D’Auria.
Quest’ultimo ha sottolineato come la Fiera dei Vini sia “ un’occasione qualificata e qualificante per sviluppare la formazione e il business legati alla cultura dell’accoglienza enoturistica, promuovendo un approccio al mondo del vino sempre più caratterizzato dalla ricerca di suggestioni ed esperienze sensoriali.”
Nei suoi giorni di apertura la Fiera ha proposto un nuovo modo di intendere la manifestazione, dove l’incontro con i produttori è diventato momento per scoprirne prodotti e storie ma anche opportunità di esplorare le varie zone vinicole.
Il concept
L’edizione 2024 ha avuto un concept ben preciso, scelto tra le preferenze dei circa 1.000 winelovers che nel 2023 hanno partecipato al sondaggio Messaggi in bottiglia: tre parole per il tuo vino, descrivendo attraverso apposite schede la propria etichetta del cuore.
Emozionale, conviviale e originale, questi i tre aggettivi più utilizzati, e che descrivono al meglio l’interpretazione che si dà a un calice di vino: non solo l’assaggio unico e peculiare di un vitigno, il suo rapporto con il territorio, il lavoro del vigneron, ma una vera e propria esperienza, che trasforma una degustazione in un momento di condivisione e convivialità con chi ti è accanto.
Le tre giornate della fiera, di cui l’ultima è stata riservata a professionisti e operatori del settore, hanno rappresentato l’opportunità per scoprire, degustare, e in caso acquistare, vini conosciuti, e nuove realtà enoiche, selezionate da uno specifico comitato tecnico.
Un vero e proprio garante della qualità delle cantine espositrici, composto dai rappresentanti delle principali associazioni di sommelier, Antonello Maietta, dal 2010 al 2022 presidente di AIS (Associazione Italiana Sommelier), giornalista e divulgatore enogastronomico, Roberto Donadini, presidente FISAR (Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori) e Vito Intini, presidente dell’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), per proporre un’offerta enoica di valore.
Come in precedenza aveva anche spiegato Sergio Copelli, Coordinatore Generale di Piacenza Expo:
“Abbiamo concepito questo comitato come il direttore artistico di una mostra, incaricato di soddisfare il pubblico con un prodotto attentamente ideato, interpretato e realizzato. È quanto abbiamo voluto attuare fin dalla prima edizione della nostra Fiera dei Vini con una precisa interpretazione e un’attenta selezione di aziende a opera di un tavolo tecnico competente. Ora desideriamo proseguire su questa strada per creare un’identità intelligente che possa interpretare di anno in anno la contemporaneità del vino e dei territori. Oltre alla crescita del numero di appassionati, l’obiettivo è consolidare il consistente patrimonio di contatti professionali già raccolti nel lunedì riservato agli operatori e interessati all’offerta enologica dell’edizione 2024.”
Gli stessi membri del comitato, con l’aggiunta di Luigi Caricato, scrittore, giornalista e direttore del magazine Olio Officina, sono stati protagonisti di alcune masterclass, improntate a un richiamo al territorio ed enoturismo, e che sono state molto partecipate.

Gli appuntamenti
Il primo appuntamento, sabato 16 novembre, con Dolci segreti: un viaggio tra i vini passiti, a cura di Vito Intini, è stata un’occasione per scoprire la ricca varietà dei passiti italiani, ciascuno caratterizzato da tecniche produttive e peculiarità legate al territorio d’origine.
Nel pomeriggio della stessa giornata Donadini ha condotto Rossi che raccontano il territorio: i vitigni autoctoni dell’Italia meno conosciuta, incentrata su uve considerate minori ma capaci di dare vita a vini di grande personalità e carattere. Domenica è stata la volta di Maietta, con due appuntamenti.
White and Gold: bianchi tra PIWI, autoctoni e internazionali, un approfondimento con un assaggio di cinque selezionate etichette dall’Alto Adige alla Sicilia e una slovena, mentre nel pomeriggio Sfumature effervescenti: un viaggio nell’Italia degli spumanti, una degustazione per esplorare l’Italia delle bollicine nelle sue diverse sfaccettature.
Il ciclo di incontri si è concluso lunedì 18 novembre con l’appuntamento dedicato all’olio extravergine d’oliva e condotto da Luigi Caricato, che ha guidato i partecipanti alla scoperta di sette diverse interpretazioni di quello che viene definito l’oro verde, in un viaggio tra le proposte provenienti da differenti zone della penisola.

Oltre alle masterclass
Il GAL del Ducato (Gruppo di Azione Locale), costituito nel 2015 per realizzare iniziative di sviluppo delle aree rurali e appenniniche tra le province di Parma e Piacenza, ha partecipato alla fiera con un programma dedicato principalmente al tartufo locale, con l’obiettivo di valorizzare il territorio.
Inoltre, con la collaborazione della Consulta del tartufo e delle Strade enogastronomiche di Parma e Piacenza, ha presentato la programmazione per il prossimo triennio, con degustazioni in abbinamento ai vini locali e incontri sulla coltivazione e trasformazione del tartufo.
Negli stessi spazi si è trattato anche de Il Mito della Malvasia, un progetto di cooperazione internazionale creato per narrare la storia del vitigno, e per raccontare la malvasia di Candia aromatica, che ha nelle province di Parma e Piacenza i principali produttori mondiali, descrivendone la versatilità e sottolineando il lavoro dei produttori.
Particolarmente apprezzata è stata l’area mixology che ha attirato un target giovane e dinamico, e di cui hanno approfittato anche i vignaioli, che sono riusciti ad avvicinare questa fascia d’età a una conoscenza più approfondita del mondo del vino, stimolandone la curiosità e l’interesse in un contesto affascinante.
Altra interessante attività, già presente l’anno scorso, Filari di Libri, spazio riservato alle presentazioni di volumi nel padiglione principale della fiera, che si propone di promuovere l’aspetto culturale del settore vitivinicolo, e che si è messa a disposizione di autori indipendenti per presentare pubblicazioni sui temi del vino e dell’enoturismo, e di case editrici e librerie specializzate in enologia, gastronomia, viaggi, storia del vino e agricoltura, per confrontarsi con un pubblico di appassionati.
Si guarda già all’edizione 2025
“Abbiamo ideato questa mostra mercato credendo fermamente nella ripartenza del settore enologico, nonostante le incertezze che lo attraversano – ha dichiarato Sergio Copelli alla conclusione della Fiera – I numeri dell’edizione appena conclusa (+10 % di visitatori, e buoni volumi di vendita sia per i produttori di vino che di olio, Ndr) ci stanno dando ragione: partecipare alle fiere è un valido strumento in grado di fornire nuove opportunità di relazione e promozione ai produttori che scelgono di aderirvi.”
A questo punto non resta che darci appuntamento con altre novità all’edizione 2025 della Fiera dei Vini, che si terrà dal 15 al 17 novembre sempre a Piacenza Expo.








