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Marchesi Alfieri e i loro vini

Marchesi Alfieri_evidenza

Tempo di Lettura: 9 minuti

Nobili per tradizione

È davvero interessante incontrare l’azienda vinicola Marchesi Alfieri: non è comune visitare una realtà che rappresenta un punto di riferimento per il proprio territorio. Ancora più raro è trovarsi di fronte a un’azienda che lo è da decenni; diventa un caso eccezionale quando questa tradizione si tramanda da secoli. Se a tutto ciò aggiungiamo che Marchesi Alfieri porta avanti la sua storia secolare sotto una guida tutta al femminile, con le tre sorelle San Martino di San Germano al timone, e che vinifica da sempre uve tradizionali come barbera, nebbiolo e grignolino, è facile comprendere di trovarsi davanti a un esempio imprenditoriale di straordinario.

La storia degli Alfieri di Sostegno

La storia dei Marchesi Alfieri inizia nel 1616 quando Carlo Emanuele I di Savoia concede a Urbano Alfieri il feudo di San Martino, in Monferrato. Nel 1696 Carlo Antonio Massimiliano Alfieri affida all’ingegnere Antonio Bertola il compito di trasformare la proprietà secondo il gusto dell’epoca: il Barocco. Antonio Bertola realizza il Castello, il parco e anche una moderna cantina, ulteriore spinta all’avventura enologica dei Marchesi Alfieri. È il 1851 quando Giuseppina Benso di Cavour, nipote di Camillo Benso Conte di Cavour, sposa Carlo Alfieri di Sostegno. 

Sarà proprio il Conte di Cavour a dare un nuovo impulso alla produzione vitivinicola della famiglia Alfieri, spingendoli a migliorare la qualità dei vini e introducendo in Piemonte il Pinot Nero, e a convincere i Marchesi Alfieri a impiantare le barbatelle del nobile vitigno francese, dietro consiglio dell’enologo Louis Oudard. Nel 1924 la linea di successione degli Alfieri di Sostegno si interrompe e nel 1982 Margherita Pallavicino Mossi, moglie dell’ultimo Alfieri si Sostegno, lascia il Castello e la cantina a Casimiro San Martino di San Germano, già membro dell’Accademia di Agricoltura, che si occupa di rilanciare la produzione viticola della proprietà. Alla morte di Casimiro San Martino di San Germano, avvenuta nel 1988, alla guida della cantina subentrano le figlie Emanuela, Antonella e Giovanna, che con coraggio e determinazione hanno scritto gli ultimi trent’anni anni di storia dell’azienda e della famiglia. 

Emanuela, Antonella e Giovanna tengono i piedi ben saldi nel solco delle tradizioni del territorio senza tralasciare l’attenzione all’innovazione: nel 1996 Marchesi Alfieri è tra le prime cantine a praticare il diradamento dei grappoli in vigna. Il duro lavoro paga sempre, come la scelta dei migliori collaboratori: nel 1999 l’arrivo dell’enologo Mario Olivero coincide con la vittoria dei “Tre Bicchieri”, assegnati dal Gambero Rosso alla Barbera d’Asti Superiore Docg Alfiera, che li vincerà anche nei due anni successivi. Sono i primi, importanti riconoscimenti della cantina, che da quel momento in poi si affermerà come una delle più rilevanti del territorio. La proprietà è ben conscia che non bisogna mai abbandonare il sentiero delle novità: nel 2003 viene impiantato il primo vigneto di nebbiolo sulla collina Quaglia; nel 2012 inizia il progetto di produzione di un Metodo Classico da uve pinot nero in purezza, la cui prima annata sarà nel 2014, per il quale le antiche scuderie degli Alfieri, risalenti al XVIII secolo, sono trasformate nello spazio adatto alla rifermentazione in bottiglia e all’affinamento sui lieviti del Metodo Classico extra brut millesimato Blanc de Noir. 

Nel 2015 furono impiantati cinque ettari di noccioli per il via a una produzione di alta qualità di uno dei frutti più iconici del Piemonte; nel 2018 viene impiantato un nuovo vigneto di pinot nero a nord della collina Quaglia e viene realizzata una nuova vigna votata alla coltivazione di barbera: la Vigna del Castello. La tradizione aziendale del barbera prosegue nel 2022, con la presentazione del Carlo Alfieri vendemmia 2015, vino prodotto solo in annate eccezionali con le uve che meglio hanno saputo interpretare l’identità del vitigno barbera.

La tenuta dei Marchesi Alfieri, il castello e il parco

Al centro della bella e scenografica tenuta troviamo ovviamente il castello, realizzato tra il 1696 e il 1721 dall’ingegnere Antonio Bertola, per poi conoscere una seconda vita nell’Ottocento, grazie alle opere di rifacimento in stile neobarocco dell’architetto Ernesto Melano. Sul cortile interno si affaccia l’elegante Orangerie, con i busti dei più illustri ospiti del castello e, durante l’inverno, le profumate piante d’agrumi. A circondare l’intera proprietà, il magnifico parco, che nei suoi cinque ettari ospita querce, tigli, cedri e un abete andaluso che svetta come firma personale dell’architetto paesaggista Xavier Kurten, che nel 1815 realizzò nel parco il giardino all’inglese. La proprietà totale consta di 140 ettari di terreno tra San Martino Alfieri, provincia di Asti, e Govone, provincia di Cuneo: 21 ettari sono vitati, 8 ettari destinati alle nocciole, 21 ettari di bosco, 10 a prato, oltre ai 5 ettari del parco storico. 

Marchesi alfieri_Orangerie
Marchesi Alfieri, orangerie

Il patrimonio vitivinicolo di Marchesi Alfieri

La Tenuta produce circa 150.000 bottiglie, coltiva barbera, nebbiolo, grignolino e pinot nero che usa per otto tipologie di vino. I Vigneti storici si alternano a impianti più giovani, e sono distribuiti su quattro diverse colline che da sempre fanno parte delle terre della famiglia Alfieri di Sostegno.

Collina Sansoero

Il nome deriva da una cappella votiva dedicata a San Saverio che si trovava a metà della collina, la più vicina alla residenza, nonché quella che ospita il nucleo più antico di vigne, dove si coltivano nebbiolo, barbera, grignolino e il pinot nero giunto a San Martino Alfieri attraverso la nipote di Camillo Benso di Cavour. Il suolo del Sansoero è ricco di argilla e sabbia rossa, che virano al bianco andando verso ovest. 

Collina Quaglia

Il suolo è caratterizzato non solo da una perfetta miscela di sabbie, argilla e limo, ma anche da alte percentuali di sodio, potassio e calcio che aiutano la vite a sviluppare grappoli con bucce più spesse e resistenti. Il versante sud della collina è vocato alla coltivazione della barbera che va a costituire la base per la Barbera d’Asti Docg La Tota, la Barbera d’Asti Superiore Docg Alfiera, senza dimenticare il nebbiolo per le bottiglie del Terre Alfieri Nebbiolo Docg Costa Quaglia. Sul versante nord della collina troviamo il pinot nero, utilizzato per produrre il Piemonte Pinot Nero Doc San Germano e il Metodo Classico extra brut millesimato Blanc de Noir.

Collina Calandrina

Questa collina è votata interamente alla coltivazione della barbera. L’andamento est – nordest, la conformazione con sabbie e argille bianche e la minor pendenza consentono la maturazione più tardiva, distesa e uniforme delle uve. Anche la barbera di questa collina è assemblata per produrre la Barbera d’Asti Docg La Tota, soprannome di Adele Alfieri di Sostegno, figlia di Carlo Alfieri e Giuseppina Benso di Cavour.

Vigna del Castello

La Vigna del Castello è la più vicina alla residenza, raggiungibile a piedi attraverso il parco. Il terroir collinare è formato da terre bianche, con presenza di sabbia e calcare, dall’esposizione che punta a ovest e dalla particolare pendenza, caratteristiche che la rendono molto vocata per la produzione della barbera, utilizzata in assemblaggio per la Barbera d’Asti Docg La Tota.

La filosofia produttiva dell’azienda punta alla “viticoltura leggera” nel senso della ricerca dell’equilibrio che non forza la mano della natura, ma la accompagna, e qualche volta la guida, nella direzione della massima espressione qualitativa. Ciò si traduce in trattamenti fitosanitari a basso impatto e pratiche agronomiche sostenibili, nel lavorare per sottrazione intervenendo solo quando necessario, nel ridurre il numero dei trattamenti all’indispensabile. Sottrarre vuol anche dire selezionare la qualità direttamente in vigna: già negli anni ’90, quando ancora molti agricoltori pensavano fosse una pratica inutile, Marchesi Alfieri effettuava il diradamento selettivo al fine di diminuire la quantità di grappoli e concentrare, senza forzature, la massima qualità in ogni grappolo.

Marchesi Alfieri_Barricaia
Marchesi Alfieri, barricaia

I vini di Marchesi Alfieri

Metodo Classico Blanc de Noir 2019

Da pinot nero, extra brut con residuo zuccherino di 4 g/L. Le uve sono raffreddate in cantina a 15° per 24 ore prima della pressatura. La cuveè è preparata nella primavera successiva solo con vino dell’annata. Affinamento sui lieviti per almeno 24 mesi, seguiti da ulteriori tre mesi dopo la sboccatura. Il vintage 2019 è stato affinato per 50 mesi.

Paglierino di media intensità. Interminabile e finissimo il perlage che parte dal centro del calice. Il profilo olfattivo è fresco, ampio e delicato: cedro, bergamotto, frutti rossi, pesca, floreale di biancospino e caprifoglio, fienagione estiva, sull’immancabile sfondo di biscotto e panificazione. La delicata ed elegante carbonica amplifica il sorso, che pone in evidenza la freschezza, la cremosità e l’avvolgenza. Persistente su richiami di scorze d’agrumi e di pasticceria. La piacevole beva invita ad ulteriori sorsi. 

Sansoero 2024 Piemonte Doc Grignolino

Macerazione a freddo prefermentativa a 8-10° per 6-7 giorni. Fermentazione alcolica avviata con l’innalzamento della temperatura, che non supera mai i 25°. Solo acciaio

Rubino scarico e luminoso. Naso che rileva la ciliegia, la fragola di bosco, la rosa, il geranio, una lieve speziatura e qualche accenno vegetale. Il palato è piacevolmente investito dal tannino setoso e morbido, quasi un microtannino diffuso, che risulta in equilibrio con le altre strutture gustative per fornire un sorso di piacevole beva. Un grignolino di nobile quotidianità che esalta l’identità del vitigno  

San Germano 2022 Piemonte Doc Pinot Nero

Produzione di 1 kg d’uva per ceppo. Fermentazione e macerazione di 10-12 giorni in vasche basse e larghe per un miglior contatto delle bucce con il mosto. Matura in barriques di rovere francese da 500 Lt. 

Rubino denso e brillante con qualche sfumatura purpurea. Bouquet aromatico di frutta rossa pestata, lampone e fragola, floreale di rosa selvatica e viola, vegetale e balsamico di erba medica, infine giunge il pepe nero. Il sorso è morbido, il tannino setoso ed elegante, il finale lungo e persistente che esprime eleganti richiami di pepe nero. 

San Germano 2015

Rosso carminio pieno e luminoso. Al naso la frutta risulta in caramella gommosa, ai profili speziati aggiungiamo la noce moscata al pepe nero. Poi giungono il tabacco scuro, la liquirizia e la corteccia. Il sorso è fine ed elegante, di piacevole beva, con ritorni di liquirizia. Tannino setoso. Sempre lungo e persistente il finale sulle spezie.

Costa Quaglia 2021 Terre Alfieri Docg

Il nebbiolo cresce su terreno argilloso-limoso, lievemente calcareo. Produzione massima di 1,2 kg per ceppo. Fermentazione in vasche d’acciaio orizzontali per circa 15 giorni. Delestage all’aria nella prima settima e in seguito immersione giornaliera del cappello. 24 mesi di affinamento di cui almeno 12 in botti da 25 hl e barriques di rovere francese da 500 Lt. Affinamento finale in bottiglia a temperatura controllata di 15-18°.

Rubino brillante e denso. Olfatto che propone la viola, la rosa, il lampione, la fragola e una delicata speziatura. Il sorso è fine e d elegante, entra sul palato con l’alcol e il tannino, poi si allunga e riempie la bocca. Lungo e persistente il finale fruttato.

Costa Quaglia 2015 Terre Alfieri Doc 

Carminio denso. Profilo olfattivo di fiori secchi, caramellina Leone alla violetta, liquirizia, pepe nero, cannella, timo, tartufo e sbuffi balsamici. Anche il 2015 presenta un sorso fine ed elegante, equilibrato sull’evidente alcol ben gestito ed integrato con il tannino e le altre parti gustative. Interminabile il finale che richiama la liquirizia.

La Tota Barbera d’Asti Docg

Da uve barbera provenienti da vigneti differenti per età, esposizione, suolo e clone. Le uve sono poi raccolte e vinificate separatamente e assemblate in unico prodotto dopo la malolattica. Produzione massima per ceppo 1,4 kg. Fermentazione e malolattica in acciaio e successivo travaso in botti e barriques di rovere francese (Allier e Troncais).

La Tota 2023 

Rosso rubino con sfumature viola. Naso di viola e geranio, mora e lampone. Leggeri sentori ematici e soffi vegetali di fieno fresco. Il sorso è pieno, elegante, il calore dell’alcol è ben gestito attraverso la vibrante acidità della barbera. Poco tannico e finale molto persistente sul fruttato.

La Tota 2019

Bellissimo e luminoso il rosso carminio del calice. Profilo olfattivo tostato e di pane grigliato, composta di frutta rossa, speziatura scura e macchia mediterranea. Una grande espressione della barbera d’Asti per l’ampia bevibilità, grazie alla vibrante freschezza che non cede mai all’assalto dell’alcol. Lungo il finale. 

La Tota 2015 

Rosso carminio luminoso. Profilo olfattivo di caffè, liquirizia, pane tostato, tabacco biondo, sigaro toscano, cacao e fieno secco. Sorso di gran fascino, maturo, austero, caldo e fresco al contempo. Anche in questo caso l’acidità non cede mai il passo. Lungo il finale sulla tostatura e la liquirizia.

Alfiera Barbera d’Asti Superiore Docg

Uve barbera dall’omonimo vigneto storico aziendale. Produzione per ceppo 1,2 kg. Fermentazione in vasca d’acciaio per 15-20 giorni con delestage e leggeri rimontaggi. Malolattica in legno con batonnage. Affina in barriques di rovere francese (Allier e Troncais) da 225 e 500 Lt.

Alfiera 2021

Rubino impenetrabile, naso fresco di mora e ciliegia, rosa e viola, sfondo speziato e refoli balsamici di macchia mediterranea. Il sorso è goloso: l’ampia freschezza, aiutata da un pizzico di tannino, integra l’alcol e regala l’elegante e piacevole beva. 

Alfiera 2015

Rosso carminio denso. Profilo olfattivo tostato, di spezie scure e piccanti, di gommose di frutta rossa, di fiori secchi. Poi giungono alcune sensazioni ematiche e carnacee. Sorso in perfetto equilibrio tra le evidenti note caloriche, la freschezza e il tannino in evidenza. Sempre piacevolissima la beva. 

Alfiera 2010

Granato impenetrabile. Bouquet olfattivo elegante e complesso. Al naso giungono progressivamente il tabacco biondo, la liquirizia, il caffè, il pout pourrì di fiori secchi e di essenze, le bacche di ginepro secche, il sigaro. Dopo quindici anni il sorso è integro, fine, elegante, l’acidità è sempre a guardia dell’equilibrio gustativo, sinergica con l’alcol e il tannino ben distribuito sul palato. Nobilissima barbera.

Carlo Alfieri 2017 Barbera d’Asti Superiore Docg

Prodotto solo in annate eccezionali, in numero limitato di bottiglie. Il 2017 è la seconda annata, prodotta in 1866 bottiglie. Fermentazione sulle bucce per 20 giorni con delestage e leggeri rimontaggi. Malolattica in barriques di rovere francese da 225 e 500 Lt. Prolungata permanenza sulle fecce con batonnage. Dopo l’affinamento in legno matura in bottiglia per ulteriori 4 anni a temperatura controllata.

Rosso carminio luminoso e compatto. Il naso, complesso ed elegante, percepisce subito due scie aromatiche, una balsamica mentolata, l’altra tostata, poi giungono le composte di ciliegia e di mora, la crostata di frutti di bosco, le amarene sciroppate, l’anice, il tabacco da pipa, una scia di cuoio, una nota di frutta secca. Lo sfondo aromatico è di pepe e noce moscata, di tabacco scuro. Infine, le note ferrose. In bocca grande morbidezza, si tratta di un vino vellutato, un vino setoso, di grande persistenza gusto-olfattiva, di grandissima eleganza e finezza. Un vino anche da meditazione. Altra grandissima barbera.

Marchesi Alfieri affonda le sue radici nella storia, senza dimenticare di guardare al futuro, e nelle tradizioni produttive: l’attenzione in cantina, i trattamenti fitosanitari a basso impatto, le pratiche agronomiche sostenibili, la selezione della qualità direttamente in vigna, l’uso sapiente del legno che non risulta mai invadente, conducono alla produzione di nobili vini.  

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