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Matilde Poggi e il Chiaretto

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Tempo di Lettura: 5 minuti

Le interpretazioni in rosa del Chiaretto di Bardolino secondo Matilde Poggi

Un incontro con lei, presso la sua cantina a Cavaion Veronese, ci ha permesso di approfondire la sua conoscenza, di degustare e apprezzare, andando a ritroso nell’ordine di degustazione, 4 annate di Ròdon, suo Chiaretto di Bardolino, e 5 di Traccia di Rosa, cru realizzato dal 2019, vocato sin da subito alla longevità, prima etichetta della stessa tipologia ad aggiudicarsi i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. Dopo un’introduzione su di lei e su Le Fraghe, seguono brevi commenti sulla degustazione delle nove etichette, celebrazione della filosofia sui rosati della sua ideatrice. 

Le Fraghe, vignaiola dal 1984

Pioniera fra le donne del vino e vignaiola dal 1984, Matilde Poggi produce a Le Fraghe vini espressione di una viticoltura lontana dalle mode, privilegiando identità e territorio nel cuore della Doc Bardolino. Un territorio il cui paesaggio è abbracciato dal lago di Garda, dal Monte Baldo e dalla Valdadige, sito a 120 metri d’altitudine, dove il lago si è ritirato lasciando molta ghiaia nei suoli dei terreni morenici caratterizzati quindi da una forte presenza di minerali. La proprietà e la casa colonica in pietra del XV secolo sono di proprietà della famiglia dal 1880. 

L’azienda agricola prende il nome dal vigneto attiguo alla cantina che, dopo la conversione al biologico avvenuta nel 2009, si è spontaneamente riempito di fragole selvatiche, fraghe nel dialetto locale, scomparse negli anni del regime convenzionale. Lì Matilde porta avanti l’eredità del padre, vinifica le proprie uve dal 1984, dove non avendo una strada già tracciata davanti a sé si è sentita libera di esplorare e di fare vini che riflettessero la sua visione di una beva immediata, con un forte legame con il suolo su cui insistono i vigneti, senza seguire le mode del momento e concentrandosi piuttosto sull’esaltare al massimo le peculiarità dei vitigni, dando forma a quella che oggi è una tra le cantine più apprezzate della Doc Bardolino.

L’impressione, incontrandola di persona, è di trovarsi di fronte a una donna che unisce cultura, eleganza, profondità, sensibilità, oltre a un indubbio temperamento. A riprova di questo dopo essere stata tra i fondatori della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti guidata dal 2013 al 2021, è stata anche tra i soci dell’associazione internazionale Rosés de Terroirs, nata in Francia nel marzo 2021 con l’obiettivo di favorire la creazione, la promozione e lo sviluppo di un vero e proprio segmento di mercato dedicato ai rosé di terroir, e tra le prime tre aziende italiane entrate a farne parte. Dal 2021 al 2025 è stata Presidente di CEVIConfédération Européenne des Vignerons Indépendants – diventando così la prima italiana alla guida dell’associazione che porta la voce dei Vignaioli Indipendenti a Bruxelles, dove vengono prese tutte le decisioni riguardanti le politiche agricole.

I vigneti a Le Fraghe

Occupiamoci ora delle uve coltivate a Le Fraghe. Sono principalmente le autoctone corvina, rondinella (protagoniste nei due rosati che recensiamo), e garganega, varietà che Matilde ha scelto all’inizio della propria attività come vignaiola perché rappresentative del territorio da cui provengono. Nel vigneto Montalto, a Rivoli Veronese, si allevano anche cabernet franc e teroldego. I vigneti de Le Fraghe, a conduzione biologica, si estendono su una superficie di 30 ettari nei comuni di Cavaion Veronese, Affi e Rivoli Veronese. Godono di un clima mite e di una perfetta esposizione alle correnti delle brezze fresche che vengono dal lago. Queste condizioni naturali si riflettono in vini eleganti, dotati di grande sapidità e spiccata mineralità.

Dalla produzione esclusiva di vini fermi, tutti certificati biologici dal 2009, raccontiamo esclusivamente di Ròdon e Traccia di Rosa, i suoi Chiaretto di Bardolino. Desideriamo sottolineare che dal 2006 Poggi sperimenta diverse chiusure, arrivando a preferire il tappo a vite per i propri vini. Dalla vendemmia 2021 si utilizza esclusivamente questa tipologia di capsula che secondo lei permette un migliore affinamento in bottiglia di tutti i suoi vini.

Ròdon e Traccia di Rosa

Le uve corvina 80% e rondinella 20% di ogni annata di Ròdon provengono da vigneti di 23 anni e sono vinificate separatamente. La macerazione del mosto con le bucce viene effettuata a bassa temperatura per circa 6-8 ore. Il mosto ottenuto fermenta in bianco a una temperatura controllata. Terminata la fermentazione, il vino viene posto in serbatoi di acciaio da 50 ettolitri, mantenuto sulle fecce fini fino a primavera, quando viene messo in bottiglia.

Traccia di Rosa invece è prodotto, dalla vendemmia 2019, con le migliori uve di corvina 90% e rondinella 10%, selezionate e raccolte a mano nella vigna Ronchilonghi di Affi. Dopo la macerazione in tino di cemento per 24 ore, una fermentazione spontanea, affina in cemento, non vetrificato, per 12 mesi, per uscire a 3 anni dalla vendemmia.

La degustazione di differenti annate di Ròdon e Traccia di Rosa

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Ròdon, verticale Le Fraghe

Ròdon Chiaretto Bardolino Dop 2024 

Dopo un rosa salmone, ha un naso che spazia da agrumi, fragolina, poi è minerale e chiude con un tocco floreale. Al palato è sapido, fresco, con una buona lunghezza, un retrogusto di agrumi. 

Ròdon 2023 

Dopo un rosa arancio scarico, ha al naso note minerali, seguito da agrumi, piccoli frutti rossi tra cui fragolina. Al palato è sapido, fresco, leggermente glicerico, leggermente più persistente del precedente, con un retrogusto tra note agrumate e salate.

Ròdon 2022 

Qui il colore è leggermente più intenso dell’annata precedente. Al naso spazia da note minerali e agrumi che si fanno canditi, poi è lievemente floreale per chiudere con un tocco di idrocarburo. Al palato è sapido, fresco di buona persistenza con un finale di agrume amaro. 

Ròdon 2021 

In controtendenza il colore è più carico del precedente, poi al naso ha un attacco con idrocarburo, agrumi canditi, seguito da erbe e cenni minerali. Al palato è sapido, fresco, avvolgente visto che è ottenuto dalla vinificazione di uve rosse. 

Traccia di Rosa Chiaretto Bardolino Dop 2023 

Dopo un rosa tenue, con leggeri riflessi aranciati, ha al naso un profilo fruttato che spazia dalla susina all’albicocca, alla pesca gialla, seguita da un tocco agrumato leggero. Al palato è sapido, avvolgente, fresco, elegante, di buona lunghezza con nel finale un accenno agrumato unito a una nota iodata.

Traccia di Rosa 2022 

Il colore è una replica dell’annata precedente. Il naso invece esordisce con note terziarie di idrocarburo, poi propone agrumi ed erba. Al palato è sapido, fresco appena glicerico, poi è avvolgente, persistente, con un finale di agrumi ed erbe. Un anno in più una maggiore complessità.

Traccia di Rosa 2021 

Qui il colore si fa leggermente più scarico, delicato. Il naso spazia dall’idrocarburo agli agrumi, alle erbe. Al palato è sapido, fresco, leggermente glicerico, ancora più persistente, con un finale dalle note tra l’erbaceo e l’amaro, poi di agrumi ed erbe. 

Traccia di Rosa 2020 

Qui il colore cambia per avere sfumature tra l’arancio e il giallo. Il naso spazia dall’agrume candito e lo zafferano, poi miele, erbe, idrocarburo. Al palato è sapido, fresco, glicerico, dal lungo finale con un retrogusto goloso di agrumi canditi ed erbe amaricanti. 

Traccia di Rosa 2019 

Il colore che ritroviamo in questo calice è più tendente al giallo. Il naso apre con una nota terziaria fumé, poi passa all’agrume candito, alle erbe, al miele. Al palato è fresco, sapido, lungo con un finale giocato su miele, agrumi canditi ed erbe. 

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Traccia di Rosa, verticale Le Fraghe

 

 

credits photo: @Le Fraghe 

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