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Prospettive di incremento della produzione e dei soci per una delle eccellenze enologiche del Monferrato
Con il decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del 22 giugno 2026 nasce ufficialmente il Consorzio del Nizza DOCG, evoluzione dell’Associazione Produttori del Nizza fondata nel 2002. Sarà un Consorzio di Tutela chiamato a promuovere, valorizzare e tutelare la denominazione, operando con efficacia erga omnes estendendo l’ attività a beneficio dell’intera denominazione.
Un traguardo per un progetto nato nel 2002
Questo traguardo corona il sogno di un’associazione nata quasi venticinque anni fa, ma con radici profondissime e una comunità di produttori fortemente coesa, dichiara il Presidente Stefano Chiarlo.Il nostro primo ringraziamento va alle istituzioni per il costante supporto ricevuto, ma il grazie più grande è rivolto ai produttori: a chi ha creduto nel progetto fin dal primo giorno e a tutti coloro che hanno scelto di unirsi a noi nel corso degli anni.

Il Consorzio del Nizza DOCG rappresenta una tappa fondamentale di un percorso di crescita e ambizione di cui siamo profondamente orgogliosi. Il nostro primo obiettivo sarà quello di preservare lo spirito che ha sempre contraddistinto l’Associazione Produttori del Nizza: non essere soltanto un ente di tutela della denominazione, ma un luogo di confronto e di crescita per i produttori e uno strumento di valorizzazione dell’intero territorio e di tutti gli attori che ne fanno parte.
Dall’Associazione Produttori del Nizza alla denominazione DOCG
Il percorso verso la nascita del Consorzio parte nel 2000, quando viene riconosciuta la sottozona Nizza all’interno della Barbera d’Asti Superiore. Nel 2002 nasce l’Associazione Produttori del Nizza; nel 2008 la Barbera d’Asti ottiene la DOCG con un disciplinare più rigoroso. Il 2014 rappresenta l’anno della svolta con la nascita della denominazione Nizza DOCG, l’introduzione della versione Riserva e della menzione Vigna.
Una denominazione composta da 97 aziende
Oggi il Consorzio rappresenta 97 aziende socie che producono Nizza da vigneti situati nei 18 comuni dell’area di produzione. Si ottiene il Nizza DOCG solo da uve Barbera coltivate con rese in vigna molto basse: 7 T/ha per le tipologie Nizza e Nizza Riserva, 6,3 T/ha per le tipologie Nizza Vigna e Nizza Vigna Riserva. Il Disciplinare prescrive un invecchiamento minimo di 18 mesi, dei quali 6 mesi in legno, che sale a 30 mesi, dei quali 12 in legno, per le tipologie “Riserva” e “Vigna Riserva”.
Numeri e prospettive future
Il neonato Consorzio promuoverà e tutelerà circa 1 milione di bottiglie vendute, dati del 2025, oltre 180 etichette, un fatturato complessivo di circa 30 milioni di euro e un export pari al 55%, principalmente rivolto al canale Ho.Re.Ca., con una presenza in oltre 40 mercati internazionali, in particolare Svizzera, Nord Europa, Regno Unito e Nord America.

Il Consorzio nasce anche per gestire le significative prospettive future che il Nizza si è conquistato nel frattempo: si stima che i circa 720 ettari ancora potenzialmente rivendicabili come Nizza DOCG possano consentire di raggiungere l’obiettivo di lungo periodo di una produzione totale di 4-5 milioni di bottiglie. Una crescita che si intende raggiungere senza modifiche agli attuali valori identitari e coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende, purché condividano la visione del progetto che ha condotto all’attuale successo del Nizza.
La valorizzazione delle vigne del Nizza
Tra i futuri progetti che le aziende del neonato Consorzio faranno partire nel prossimo futuro, risulta di particolare interesse l’evoluzione del percorso di definizione, partito nel 2018 in collaborazione con Enogea di Alessandro Masnaghetti, delle vigne del Nizza. Il lavoro ha già condotto alla mappatura dell’intera area e all’identificazione di quelle particelle che, un domani, si potranno ritrovare in etichetta come UGA (Unità Geografica Aggiuntiva) o MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva).







