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La Prima dell’Alta Langa 2025 certifica il successo crescente delle alte bollicine piemontesi
Alla Centrale di Nuvola Lavazza a Torino registrato il record di professionisti accreditati, di produttori presenti e di etichette in degustazione. L’Alta Langa, ossia le Alte Bollicine Piemontesi da Metodo Classico, rappresenta il progetto vinicolo regionale di maggior successo degli ultimi vent’anni e, anche se ci proiettiamo sul proscenio viticolo nazionale, pochi altri progetti riescono a tenere il passo dell’Alta Langa, un successo sancito dal grande interesse del pubblico e dal gradimento degli operatori specializzati.
Vino dell’anno regione Piemonte 2025
Se n’è avuta ulteriore conferma alla recente edizione 2025 de La Prima dell’Alta Langa, tenutasi alla Centrale della Nuvola Lavazza a Torino, evento annuale di presentazione della nuova annata che offre anche l’opportunità di degustare tanti millesimi precedenti.
Non son solo i numeri a decretare il successo della manifestazione: 1700 professionisti accreditati, 82 produttori, 200 diverse etichette in degustazione, perché nel corso dell’evento, l’assessore al Commercio e Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongiovanni, ha proclamato l’Alta Langa Docg Vino dell’Anno Regione Piemonte 2025. In qualità di Vino dell’Anno, l’Alta Langa assumerà il ruolo di ambasciatore dei prodotti d’eccellenza del Piemonte: ortofrutta, riso, carni, formaggi, nell’ambito del nuovo “Brand Piemonte”, strumento innovativo di promozione delle eccellenze regionali e di associazione con il territorio di riferimento.
L’Alta Langa, Metodo Classico nato i Piemonte
L’Alta Langa ha l’onore e l’onere di rappresentare il territorio che ha dato origine al Metodo Classico in Italia, nato in Piemonte all’inizio del 1800 e consolidato verso la metà del secolo nella zona di Canelli. Il 28 febbraio 1990 le case spumantiere piemontesi Cinzano, Contratto, Fontanafredda, Gancia, Martini&Rossi, Riccadonna e Vini Banfi (soprannominate “le sette sorelle”) sottoscrissero un impegno comune per la sperimentazione del territorio e la coltivazione in Piemonte di vitigni Pinot nero e Chardonnay per la produzione di vini da spumantizzare.
Pochi giorni più tardi fu ufficializzato il “Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte”, con la presentazione della proposta di dare autonomia e visibilità al “Progetto Spumante” che avrebbe interessato solamente un’area ristretta delle provincie di Asti, Cuneo e Alessandria per la produzione di uve Pinot nero e Chardonnay da spumantizzare con metodo classico. A testimoniare la serietà del progetto, nel 1992 arrivano i vigneti sperimentali: nel primo anno furono coinvolte 21 aziende per una superficie totale di circa 20 ettari con 80mila barbatelle messe a dimora (85% di Pinot nero di 28 diversi cloni e 15% Chardonnay di 12 cloni).
Il Consorzio Alta Langa

Il Consorzio Alta Langa nacque infine nel 2001, dopo anni di ricerche e studi approfonditi e ben documentati sulla vocazione dell’area. La denominazione ottenne la Doc nel 2002 e la Docg nel 2011. l’Alta Langa è prodotta con uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o in uvaggio a percentuale variabile; può essere bianco o rosa, brut o pa dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi, ma la gran parte dei prodotti gode di affinamenti molto più lunghi. È uno spumante sempre millesimato, cioè frutto delle uve di un’unica vendemmia, legandosi in maniera indelebile alle caratteristiche di quella specifica vendemmia. È prodotto in zona collinare, su 480 ettari con altezza minima di 250 metri slm, posizionati nelle province di Asti, Cuneo Alessandria. Nel 2024 sono state prodotte 3.200.000 bottiglie, per l’85% destinate al mercato interno mentre l’export rappresenta il 15%.
La Prima dell’Alta Langa 2025 è stata anche l’occasione per approfondire le ragioni del successo della denominazione e delle sue bottiglie, e la presenza dei produttori ha fornito l’occasione di ascoltare la loro opinione al riguardo. In particolare, ho voluto approfondire con i produttori sia le motivazioni del successo dell’Alta Langa sia l’opportunità di organizzare un evento come La Prima dell’Alta Langa in località diverse da Torino, se utile per l’ulteriore crescita della denominazione.
Prima dell’Alta Langa, le interviste
Bera
Umberto Bera, dell’omonima azienda, una dei capisaldi delle Langhe vinicole a tutto tondo, fra i primi produttori ad investire nell’Alta Langa, con bottiglie in continua crescita quantitativa e qualitativa, invita a ragionare sulle fondamenta sulle quali è stato costruito il Progetto Alta Langa sin dal suo inizio: “Cosa rende speciale l’Alta Langa?”
Umberto Bera risponde di getto: “la storia e le persone coinvolte sin dai primi tempi. Lo spumante Metodo Classico nasce in Italia, in Piemonte agli inizi del 1800, poi arriva Carlo Gancia e il Piemonte e Canelli diventano i luoghi per eccellenza dei primi spumanti nazionali. Quando negli anni ’80 parte il progetto Piemonte Spumanti c’erano le aziende spumantiere, le sette sorelle, ma mancavano le vigne dedicate”.
Umberto Bera prosegue facendomi notare che la denominazione ha allestito un vigneto sperimentale di circa sessanta ettari, e che nei primi cinque anni le aziende spumantiere si impegnavano al ritiro delle uve ma il viticoltore doveva sostenere i costi d’impianto e di mantenimento del vigneto, con il rischio di veder estirpare le vigne nel caso di cattivi risultati della sperimentazione. Il meccanismo ha portato nel progetto solo attori molto convinti della sua bontà, che ci hanno creduto sin dall’inizio, sostenuti dalla sperimentazione condotta in vigneto.
Tosti 1820
Giulio Bosca, rappresentante dell’ottava generazione di Tosti 1820, azienda che produce vini e spumanti dal 1820 a Canelli, ex sciatore atleta della nazionale italiana, specialista dello slalom gigante e dal 2021 commentatore sportivo per la RAI, puntualizza che il prodotto Alta Langa si fa forte della sua alta qualità. I grandi produttori che diedero il via al progetto Alta Langa hanno sin dall’inizio prodotto dei grandi millesimi, e ne hanno tenuto in cantina delle bottiglie per costruire la storia della denominazione. Questi grandi millesimi hanno consentito, sin dalle prime uscite sul mercato, di raccontare, insieme ai millesimi usciti nel tempo, la qualità, la longevità, le capacità di essere un vino gastronomico dell’Alta Langa, e di testimoniare l’attenzione alle tradizioni del Metodo Classico piemontese, che hanno decretato il successo delle Alte Bollicine Piemontesi.
Giulio Cocchi
Giulio Bava, dell’azienda Giulio Cocchi, cantina che ha valorizzato ai massimi livelli l’Alta Langa, e Past President del Consorzio, oltre a ribadire quanto detto dai suoi colleghi, puntualizza che La Prima dell’Alta Langa si svolge a Torino perchè “Torino rappresenta le radici dell’Alta Langa, vino schiettamente piemontese. L’Alta Langa per proseguire ad attirare l’attenzione del pubblico e dei professionisti del settore non deve allentare il suo rapporto con le tradizioni che ne hanno rappresentato una caratteristica peculiare e di successo.”
Inoltre Giulio Bava mi porta a ragionare sul fatto che a Torino sono presenti tutti i produttori, che la città è vicina ai territori di produzione e i wine expert possono essere condotti a toccare con mano i luoghi di produzione dell’Alta Langa, come a degustare la cucina del territorio in abbinamento alle Alte Bollicine Piemontesi.
Il disciplinare Alta Langa
Sia i tre produttori intervistati sia gli altri con i quali ci si è scambiati delle opinioni, fanno notare come alla base della grande qualità dell’Alta Langa si debba mettere il rigido Disciplinare: i 30 mesi minimi di affinamento, che tutti prolungano allo scopo di ottenere bottiglie più strutturate ed eleganti, la limitazione altimetrica, con i 250 metri slm minimi, che portano molta freschezza e intensità di profumi grazie alle forti escursioni termiche, il legame tra le caratteristiche dell’annata di produzione e il prodotto finale e, infine, i territori che sono con terreno e microclima degno di grandi vini, conducono l’Alta Langa verso vette di eccellente qualità.
In riferimento ad altre location diverse da Torino per la presentazione dei vini, con grande orgoglio i produttori rivendicano di essere nati in Piemonte e se sei forte nel tuo territorio sei pronto per presentarti al meglio dappertutto, magari con formule diverse, studiate ad hoc.
Mi sembra che l’Alta Langa abbia le idee chiare.








