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Custodi di un territorio
Nel cuore delle Langhe, a Treiso, uno dei comuni storici dell’areale di produzione del Barbaresco, sorge Cascina Alberta, azienda agricola giovane nello spirito ma antica di nascita. Si perché, anche se l’attuale progetto è nato nel 2010, la costruzione della Cascina risale al 1927, e si presume che vi si praticasse la viticoltura fin dall’inizio, sebbene i primi vigneti di nebbiolo da Barbaresco siano stati iscritti all’albo solo nel 1979. Fin dall’inizio la sua filosofia è stata quella del recupero dei vecchi vigneti attraverso una viticoltura sostenibile senza l’uso di sostanze chimiche, alla ricerca del perfetto equilibrio tra vigneto, collina e boschi.
Anche per questo nel 2016 è stata avviata la conversione biologica dei terreni, ottenendo la certificazione biologica tramite Valoritalia nel 2019, e divenendo quindi uno degli esempi più provanti di come si possa coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità. In una delle zone più pregiate delle Langhe, all’interno della MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) Giacone, le vigne, perfette nella loro cura, e il suolo, sono i protagonisti delle etichette di Cascina Alberta.
Gli ettari di terreno sono 19 a corpo unico, di cui 9 vitati e il resto di boschi e prati attorno alla struttura, con esposizioni ideali per la vite, e affiancati ai terreni di marna bianca tipici di questa zona, che donano ai vini profondità e finezza. Qui vengono coltivati il nebbiolo, il “vitigno nobile”, la barbera e il riesling renano, con macerazioni lunghe con lieviti indigeni in serbatoi di acciaio inox, e affinamenti in grandi botti di Slavonia da 25 o 50 ettolitri, sempre con minimi interventi in cantina.
Barbaresco e oltre, l’identità nei Vini
La produzione si divide tra 8 etichette. Una Barbera d’Alba di colore rosso rubino con sentori di frutta fresca, prugna e mora, e una bocca avvolgente, fresca e sapida, a cui si aggiunge una Barbera Superiore, prodotta solamente nelle grandi annate. Un Langhe Nebbiolo dal colore rosso granato intenso e con i classici profumi di viola e rosa, accompagnati da tannini dolci e fini di buona persistenza. Un Brut Nature da nebbiolo, con una permanenza sui lieviti di minimo 18 mesi e nessun zucchero aggiunto. L’unico bianco fermo dell’azienda, il Langhe Riesling, punta su un vitigno alloctono per il territorio, vinificato in anfore di terracotta e lasciato macerare sulle bucce. Una scelta coraggiosa che ha già attirato l’attenzione della critica, e che racconta la voglia di esplorare senza tradire le radici.
Ma ovviamente a farla da padrone è il Barbaresco, vino-simbolo di Cascina Alberta, e quello con cui ha costruito la propria reputazione. Vini eleganti, cesellati, che non cercano la forza ma la finezza e la profondità, capaci di raccontare il microclima e la composizione dei suoli di Treiso.
A cominciare dal “Marne Bianche”, da uve provenienti dal cru Giacone, che ha la particolarità di venire affinato in serbatoi di ceramiche miste (Clyver) per 12 mesi.
Il “Giacone”, da vigne di età media di 40 anni, dai profumi di viola e rosa, e note speziate di cuoio, liquirizia e tabacco. All’assaggio è pieno e intenso, con grande struttura tannica che gli dona un’ottima persistenza. E per finire il “Serragrilli”, proveniente dall’ultimo vigneto dell’azienda, preso in affitto nel 2021 a Neive, all’interno della MGA omonima.
Questi vini rispecchiano la filosofia che ha animato fin dal principio il progetto. Non una semplice produzione di vino, bensì un rapporto profondo e autentico con la terra, in grado di trasmettere il carattere di ogni parcella, vendemmia dopo vendemmia. E dove il rispetto per l’ambiente non è solo una scelta produttiva, ma una vera e propria cultura aziendale.

Ospitalità e cultura del vino
Oltre alla produzione, Cascina Alberta ha investito con intelligenza e lungimiranza anche nell’accoglienza enoturistica, recuperando gli edifici storici della cascina e trasformandoli in spazi immersi nella natura, dove il silenzio e la bellezza paesaggistica accompagnano degustazioni e momenti di relax. Infatti, accanto alle cantine, la struttura ospita 7 suite, ristrutturate in modo conservativo, preservando quanto più possibile i materiali e gli spazi originari, ma rinnovandoli con uno stile moderno ed essenziale. L’esperienza del vino diventa così totale: dalla vigna al bicchiere, degustato con una vista a 360° di cui dispone la proprietà e che permette agli ospiti di godere dello spettacolo delle colline e dei loro tramonti.
Un esempio per il futuro
Cascina Alberta è una delle “nuove impronte” del Piemonte vitivinicolo. Un’azienda che dimostra come si possa fare grande vino con etica, identità e spirito contemporaneo, valorizzando il territorio con rispetto e visione. In un mondo del vino in costante evoluzione, dove la sostenibilità non è più solo una tendenza ma una necessità, progetti come questo non rappresentano un’utopia, ma una risposta concreta.
credits photo: @CascinaAlberta








