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Conosciamo meglio il mondo del Crèmant di Bourgogne
All’enoluogo di Civiltà del bere a Milano lunedi 28 ottobre sgorgano bollicine di Borgogna. Se dico spumante francese non penso più solo alla Champagne. A pieno titolo sale in cattedra anche il Crèmant de Bourgogne con radici nel lontano XVIII secolo quando i villaggi di Rully, Nuits Saint-Georges e Tonneres si sperimentarono con la spumantizzazione appresa dalla vicina Champagne. Inizialmente questo spumante venne chiamato “Mousseux del Bourgogne” o “Sparkling Burgundy” ed ottenne grandi apprezzamenti nelle più importanti corti parigine. Nel 1943 nacque l’AOC (Appellation d’origin controlle) Bourgogne Mousseux con un disciplinare molto rigoroso. Nel 1964 si abbandonò “mousseux” per introdurre “methode traditionnelle” fino a giungere al 1975 dove si costituì la denominazione di oggi “crèmant de Bourgogne”. Ben distinta così dallo Champagne.
Caratteristiche generali
Il Crèmant di Bourgogne nasce da sei aree vinicole specifiche: Chatillonais, Auxerrois-Chablisien-Tonnerrois, Cote de Nuits, Cote de Beaune, Cote Chalonnaise Maconnais e Beaujolais (vedi cartina ampelografica) per quasi 3000 ettari di superficie vitata di 4 vitigni autoctoni Chardonnay, Pinot nero, Aligotè e Gamay.
Per il disciplinare il crèmant de Bourgogne deve contenere almeno il 30% di chardonnay o pinot noir, con un massimo del 30% di gamay/aligotè. Questi vitigni danno vita ai Crèmant de Bourgogne in versione blanc, blanc de blancs, blanc de noirs, rosè.
I 4 vitigni protagonisti sul palcoscenico del Crèmant de Bourgogne conferiscono ciascuno le proprie specificità per rendere questi vini davvero eccellenti: lo chardonnay è il re dei vitigni borgognoni e con la sua versatilità e raffinatezza e nelle note fresche e sapide dona purezza. Il pinot nero è il più antico vitigno della Borgogna, deve il suo nome ai grappoli a forma di pigna e, con la sua versatilità , può esprimere in leggerezza o robustezza il corpo del vino. L’aligotè è un discendente del pinot nero, adattabilissimo ai vari suoli, dona profilo aromatico al crèmant. Infine il gamay, storico vitigno del Maconnais e Beaujolais, ha un succo chiaro perfetto per il rosato donandogli freschezza e acidità.
Vinificazione
La vinificazione del Cremant de Bourgogne è realizzata con il metodo tradizionale con le due fermentazioni: la prima alcolica e malolattica e la seconda in bottiglia, dove lieviti e zuccheri generano la formazione delle bollicine. Quindi dopo una rigorosa vendemmia manuale, si ottiene un vino base dove i migliori estratti detti cuvèe sono riservati all’alta qualità attraverso un sapiente assemblaggio delle diverse varietà di uve. Dopo il tirage in cui nascono le bollicine con un periodo di invecchiamento da un minimo di 9 mesi fino anche a 36 mesi, si affina la complessità aromatica dei Crèmant. Il remuage elimina i sedimenti e la sboccatura rimuove il tappo di sedimento ghiacciato aggiungendo un eventuale dosaggio di zucchero e poi viene tappato.
La classificazione Eminent e Grand Eminent introdotta nel 2016 ne evidenzia la qualità superiore mostrando un invecchiamento di 24 mesi per il primo e 36 mesi per il secondo.
La dégustation avec les vignerons
Grande disponibilità e apertura da parte di tutti e sei i produttori presenti e da parte del Brand Ambassador Andrea Amadei, a tutti noto per essere autore radiofonico e volto televisivo di E’ sempre Mezzogiorno su Rai 1 con la Clerici.
In una breve intervista mi racconta: “nei creamant di Borgogna non sentiamo una crosta di pane che va a coprire tutto il resto, per il loro saper fare con la liqueur de tirage dosando bene il rapporto zuccheri e lieviti che non sono mai preponderanti su quello che è il terrorir ovvero il vitigno e il terreno. I millesimati rendono proprio una fedele fotografia dell’annata climatica, in tutta la loro diversità, che ne aumenta la versatilità praticamente a tutto pasto”.
La prima è Cave Bailly LaPierre azienda nata nel 1972 con una cava sotterranea unica per le condizioni geologiche. Il loro Crèmant simbolo è il blanc de noirs ottenuto da uve pinot noir. Al palato colpisce il loro Vive la Joie Crèmant de Bourgogne Eminent Rosè Brut 2020 composto da pinot noir e chardonnay con un periodo di affinamento di 5 anni. Sono le uve davvero superlative vengono scelte per questo spumante. Al naso è complesso con sentori di biscotto burroso, frutta polposa matura come la ciliegia e il fico, petali di rosa, mandorla. In bocca è fresco e balsamico, con il recupero della ciliegia matura molto finemente espressa e persistente.

Segue il Domaine Clotilde Davenne, nome che identifica l’enologa e chef de cave dell’azienda, molto preparata. Il suo cavallo di battaglia è l’extra brut senza aggiunta di liqueur d’expèdition o di zuccheri per preservare la tipicità dei suoi vini base. Il suo Crèmant de Bourgogne Blanc de Blancs Extra Brut di chardonnay in purezza dosaggio 0g/l e affinamento 21 mesi. Al naso prevale una nota agrumata di lime e pompelmo giallo, di fiori bianchi come il gelsomino, la fresia e il mandorlo. Che ritrovo al palato in una perfetta armonia e persistenza.

Proseguiamo con la Maison Louis Bouillot la più storica ed estesa, con 140 anni di esperienza e oltre 20 Grands Crèmant de Bourgogne in Agricolture Biologique. Degustiamo Pure Origine 71/22 Crèmant de Bourgogne Extra Brut sans sulfites ajoutés vin biologique di pinot noir in purezza, nel territorio di Couchois con un terroir di fossili (anche d’ostrica) che ricorda un fondale marino roccioso. Apre al naso con note burrose e di brioche appena sfornata, piccoli frutti rossi dai lamponi a mirtilli che si coniugano in un accenno sussurrato di kirsch. Riconoscibile e piacevolissimo.

Segue Sainchargny Cave de Lugny cantina ribelle, fresca e “spettinata” ma con tanto da trasmettere. L’Immèmorial Brut Grand Eminent 2017 chardonnay in purezza, affinamento di 36 mesi; già al colore si distingue per note dorante e brillantezza, naso elegante e complesso con note floreali di tiglio e gelsomino, pesca, susina gialla, e frutta secca come mallo di noce. Uno chardonnay davvero elegante, raffinato e armonico anche al palato.

Maison Louis Picamelot un’azienda a conduzione familiare fondata nel 1926 e tra le più antiche di Borgogna. Clos Eudes III Monopole (vigna di proprietà di un unico domain) Blanc de Blancs Extra Brut 2020, chardonnay in purezza 32 mesi sui lieviti e 10 prima dell’imbottigliamento. Colore oro chiaro con riflessi verdolini. Al naso predomina la frutta gialla esotica e la nettarina gialla. Al palato giunge un attacco leggermente salato, segue freschezza e acidità citrina, per accompagnare ad una grande persistenza.

Questi quattro “ vitigni moschettieri” (o tre più d’Artagnan per citare la penna di Dumas) esprimono insieme le sfumature geologiche di diversi terroir (calcarei e argillosi, granitici e silicei, porosi e persino sabbiosi con i fossili di ostriche) donando così al vino una ampia varietà e gamma di aromi e sapori. Vino più pop e ribelle del classico e blasonato cugino e vicino Champagne ma non di minor qualità e pregio. Alcuni Eminent possono garantire anche longevità fino a 10-15 anni mantenendo un prezzo più accessibile dei blasonati Champagne.
I quattro splendidi vitigni in un terroir incantevole e ricchissimo possono davvero inneggiare e vincere la sfida degli sparkling wine al grido di “uno per tutti e tutti per uno”.
credits photo immagine copertina: Domaine Clotilde Davenne – immagine evidenza Maison Louis Bouillot








