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Vini e Culture in equilibrio
La maggior parte delle persone europee, avendo nella propria mente la cartina del mondo presente nelle aule scolastiche, non sa che il Sudamerica è rappresentato in maniera decisamente più piccola rispetto alla sua vera estensione. Questa rappresentazione distorta è imputabile a Gerardus Mercator, cartografo fiammingo del XVI secolo, e genera stupore quando, approdando nel continente sudamericano, ci si rende conto di quanto sia effettivamente immenso. Un effetto simile si verifica pensando ai vini: se per un europeo è strano vedere in carta vini argentini e cileni, è importante sapere che questi due paesi producono quasi il 10% del vino a livello globale, con strutture solide e in continua crescita.
Cile
In questo continente, l’influenza principale è francese, sebbene ci siano differenze sostanziali tra Cile e Argentina.
Il Cile, in particolare, è un paese più ricco e ha una produzione di vino inferiore rispetto all’Argentina, ma con tecnologie di alta qualità. I vini cileni sono molto differenti tra loro, grazie alla vasta gamma di latitudini lungo cui viene coltivata la vite. Difatti, il Cile, stretto e lungo, produce i suoi bianchi dalle zone costiere di Casablanca e Leyda. Il Sauvignon Blanc nella sua espressione più verde e armonica con uno stampo totalmente differente e caratteristico, mentre lo Chardonnay, esalta la sua mineralità e sapidità. I bianchi più espressivi provengono, dalle regioni costiere fino ad arrivare, scendendo verso sud, a Valparaíso, una cittadina affacciata sull’oceano.
Qui, il porto commerciale è il punto di partenza per il vino e una grande quantità di merci che ogni giorno viaggiano su navi cargo, rendendolo uno dei punti di snodo principali tra la cultura vitivinicola cilena e il resto del mondo.
La Valle Maipo
A circa due ore di auto verso l’entroterra si trova Santiago del Cile, la capitale, descrivibile come una “New York del Sudamerica”. Qui, gli europei e statunitensi “primo mundisti” vivono una vita frenetica, in una società cilena che presenta una significativa fascia benestante, lontana dalla cultura del vino. Tuttavia, per trovare un ambiente più caratteristico, basta spostarsi poco fuori città, nella valle del Maipo: in soli 20 minuti, la metropoli sembra già lontana.
In questa valle il Cabernet Sauvignon trova il suo habitat ideale, dando vita a vini intensi, forti e tannici, caratterizzati da una mineralità terrosa. È la patria di grandi rossi, figli di lunghi affinamenti in legno e di uno stile bordolese. Scendendo verso sud, le rocce delle Ande regalano i migliori Carménère che il Cile, e forse il mondo, abbia mai visto, con tannini e acidità in perfetto equilibrio. Continuando verso sud, nelle regioni più vicine alla Patagonia, si possono assaggiare sorprendenti Pinot Nero, che richiamano all’assaggio l’espressione del vitigno simile a quella della Valle del Reno in Germania.
Argentina
Dal sud del Cile, attraversando la cordigliera delle Ande, si arriva in Argentina, un paese che, seppur vicino, presenta una cultura profondamente diversa e, per certi aspetti, “italianeggiante”. Non è raro, infatti, che un argentino abbia almeno un parente emigrato dall’Italia nei primi anni del ‘900. In Argentina, nota per la carne eccellente e saporita, il vino è parte integrante della cultura del paese: si consuma, si beve e si ama. L’enologia è semplice e sincera, e i vini tendono a enfatizzare le caratteristiche territoriali.
In Argentina, incontriamo una vasta gamma di varietà, ma c’è un solo re: il Malbec, la cui capitale è Mendoza. Guardando verso nord, troviamo le zone vinicole di San Juan, La Rioja e Salta, dove si coltivano diverse varietà europee, sia a bacca bianca che rossa, tra cui il Tempranillo, emblema dei conquistatori spagnoli che per primi portarono la viticoltura in questo territorio.
La Valle Mendoza
Il fascino di Mendoza risiede nell’espressione del Malbec, un vino rosso con una tessitura importante e un tannino forte, ideale per la carne, ma con due anime differenti. Le sottozone di Luján de Cuyo e Maipú si distinguono: la prima raggiunge altitudini elevate e poggia su terreni più rocciosi andini, capaci di enfatizzare la mineralità, la seconda nel pieno della valle di Mendoza, con alte temperature e terreni argillosi-limosi di origine alluvionale garantisce maturazioni più intense e caratteri fruttati. I Malbec infatti, spaziano da espressioni di pronta beva, con frutti intensi e succosi, a vini più austeri con forte mineralità e note terrose che ricordano i Cabernet cileni.
Filosofia sudamericana
La filosofia sudamericana, nel vino come nella vita, è quella di vedere la natura in equilibrio tra i diversi attori. Allo stesso modo, i vini di questo splendido continente condividono una caratteristica comune: la coerenza territoriale e l’equilibrio dei fattori – spesso anche estremi – attraverso i quali vengono prodotti. Restituendo prodotti diversi ma immediatamente riconoscibili, capaci di trovare un’armonia nel bicchiere a partire da territori profondamente differenti con parametri irregolari.

In conclusione, vorrei lasciare un messaggio che possa restituire in modo fedele una fotografia della viticoltura e dei vini sudamericani. Tuttavia, durante il mio viaggio in questi paesi, fin da subito mi ha sorpreso un fatto: le foto che scattavo non riuscivano a catturare la realtà che i miei occhi vedevano. All’inizio mi sono ritenuto responsabile, essendo un pessimo fotografo, ma con il passare dei giorni ho compreso che il Sudamerica non può essere raccontato, deve essere vissuto. Allo stesso modo, comprendo ora, scrivendo questo articolo, che per capire veramente la viticoltura sudamericana, bisogna necessariamente “incontrarla”.








