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Un viaggio tra i vini di Giannitessari e il cuore del Parco Naturale
Ci sono territori che si comprendono davvero soltanto attraversandoli. La Lessinia è uno di questi. Non basta degustarne i vini, per quanto identitari e affascinanti; occorre camminare tra i suoi pascoli, osservare l’alternarsi di boschi e vallate, respirare l’aria fresca degli altipiani e lasciarsi sorprendere da un paesaggio che racconta milioni di anni di storia geologica e secoli di presenza umana.
È proprio con questo spirito che si è svolto il press tour organizzato in collaborazione con Giannitessari, realtà vitivinicola tra le più rappresentative del territorio veronese. Un’iniziativa pensata per far conoscere non soltanto i vini dell’azienda, ma soprattutto il legame profondo che unisce le denominazioni della zona ai luoghi che le hanno generate, contribuendo a promuovere la Lessinia come destinazione di turismo enogastronomico.
La cantina di Gianni Tessari
La giornata è iniziata nella cantina di Gianni Tessari, vignaiolo che negli anni ha costruito una proposta enologica capace di raccontare territori differenti attraverso una lettura personale e rigorosa. Durante la degustazione è stato possibile esplorare una selezione di etichette provenienti dalle denominazioni Monti Lessini, Soave e Colli Berici, tre aree accomunate dalla presenza di suoli che imprimono una marcata identità ai vini e che trovano nella visione del produttore una sintesi coerente ed elegante.
A colpire particolarmente è stato il Rebellis Veneto Bianco IGT, vino simbolo della vocazione sperimentale dell’azienda. Prodotto da Solaris, varietà appartenente alla famiglia dei vitigni PIWI resistenti alle principali malattie fungine, nasce nei vigneti della Lessinia orientale e viene vinificato con lieviti indigeni, fermentazione sulle bucce e un lungo affinamento in anfore di terracotta. Il risultato è un bianco fuori dagli schemi, dal colore dorato, caratterizzato da note agrumate, speziate e floreali, che interpreta in maniera originale il dialogo tra sostenibilità, ricerca e identità territoriale.

Una filosofia che riflette perfettamente il percorso di Gianni Tessari. Dopo una lunga esperienza tra i nomi più importanti dell’enologia veronese, il produttore ha dato vita nel 2013 alla propria azienda con l’obiettivo di confrontarsi con tre terroir diversi e complementari: i terreni vulcanici del Soave, le colline argillose dei Colli Berici e le alture dei Monti Lessini, dove la Durella esprime alcune delle sue interpretazioni più convincenti. Una produzione che oggi spazia dai grandi bianchi vulcanici ai rossi di equilibrio ed eleganza, fino agli spumanti Metodo Classico che hanno contribuito alla valorizzazione del Lessini Durello.
Dal Rebellis al Lessini Durello, passando per boschi, pascoli e panorami d’alta quota
Ma il vino è soltanto una parte della storia. Per comprenderne fino in fondo il carattere, ci siamo spostati nel cuore del Parco Naturale Regionale della Lessinia, un’area protetta che si estende per oltre 10.000 ettari tre le province di Verona e Vicenza, al confine con il Trentino-Alto Adige. Un territorio vasto e sorprendente, modellato da antichi fondali marini, fenomeni carsici e attività pastorali che ancora oggi contribuiscono a definirne il paesaggio.
Accompagnati dalla guida alpina Andrea Gelmetti, abbiamo percorso alcuni sentieri dell’altopiano, attraversando ambienti che rappresentano una delle peculiarità più affascinanti delle Prealpi Venete. Qui gli ampi pascoli sommitali, riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura come paesaggio storico rurale, si alternano a boschi, doline e formazioni rocciose che testimoniano una storia geologica iniziata oltre 200 milioni di anni fa.

La Lessinia conserva infatti tracce di antichi mari tropicali, fossili di ammoniti, impronte di dinosauri e spettacolari fenomeni carsici che hanno dato origine a luoghi iconici come il Ponte di Veja, il Covolo di Camposilvano e la celebre Valle delle Sfingi. Un patrimonio naturale che rende questo territorio unico nel panorama italiano e che contribuisce a definire l’identità dei suoi vini.
La meta finale dell’escursione è stata il Rifugio Primaneve, il più elevato del Parco Naturale, situato a 1.766 metri di altitudine. Da qui lo sguardo abbraccia un panorama a 360 gradi che spazia dalle Piccole Dolomiti alla pianura veronese, offrendo una prospettiva privilegiata per comprendere la complessità e la bellezza del territorio.

Il vino che diventa la chiave per leggere un territorio ricco di storia, biodiversità e tradizioni
In questo scenario si è svolta la masterclass dedicata al Monti Lessini Doc Metodo Classico, una delle espressioni più autentiche della viticoltura locale. Protagonista è stata la Durella, varietà autoctona dalla spiccata acidità che trova nei terreni vulcanici della Lessinia orientale il proprio habitat ideale.
La degustazione ha evidenziato l’ottima versatilità di questo vitigno, capace di dare vita a spumanti di grande tensione, profondità e longevità. Caratteristiche che derivano non soltanto dall’uva, ma anche da un contesto ambientale unico, dove l’altitudine, le escursioni termiche e la natura basaltica dei suoli contribuiscono a definire un profilo distintivo e riconoscibile.
Negli ultimi anni il Lessini Durello Doc ha conquistato crescente attenzione tra appassionati e operatori del settore, ma resta ancora una denominazione che merita di essere scoperta da un pubblico più ampio. In questo senso iniziative come quella promossa da Giannitessari assumono un valore particolare: raccontare il vino attraverso il paesaggio e il paesaggio attraverso il vino.

Perché in Lessinia ogni calice è il risultato di una relazione profonda con il territorio. Un territorio fatto di montagne dolci, pascoli storici, rocce antichissime e comunità che da secoli convivono con un ambiente straordinario. Un luogo dove l’enoturismo non si limita alla visita in cantina, ma diventa esperienza, scoperta e immersione in una cultura che trova nel vino uno dei suoi interpreti più autentici.







