Masterchef, 4 Ristoranti, Pupi e fornelli, La prova del cuoco, Camionisti in trattoria … Alzi la mano chi negli ultimi anni non ha visto almeno una puntata di questi programmi. Joe Bastianich, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Chef Rubio, forse tutti una volta ci siamo immaginati davanti a loro, a cucinare qualche ricetta particolare e poi aspettare il loro giudizio. Un po’ di paura, un po’ di tensione, ma anche tanto divertimento.
Immaginate di poter essere voi i protagonisti di questa sfida tra i fuochi di una cucina
Un gruppo di giornalisti, tra cui il sottoscritto, ha avuto l’opportunità, e il piacere, di parteciparvi, nella seconda edizione di Press Chefs, all’interno della Cooking Academy di Gustincanto, ristorante di Fidenza, nel cuore della Food Valley parmense. In questo polo multifunzionale e polisensoriale, circondati dalle telecamere di uno studio televisivo, dodici giornalisti enogastronomici per una volta hanno lasciato penne, taccuini e pc, e, divisi in tre squadre, si sono sfidati ai fornelli.
Sotto la (non troppo severa) supervisione di Luca Bagnoli, chef resident di Gustincanto, si sono dedicati alla preparazione di un tortello di patate “creativo”, tra mattarelli, pentole, farina e tanti altri ingredienti messi a disposizione. E per una volta non sono stati loro a giudicare, ma una vera e propria giuria di esperti, composta dagli chef (loro si professionisti) Cristina Cerbi dell’Osteria di Fornio (PR), Carlo Bresciani di Antica Cascina San Zago (BS), presidente della Federazione Italiana Cuochi, e lo stesso Luca Bagnoli.A loro si è aggiunta anche una commissione abbinamenti, formata da Chiara Marando, giornalista gastronomica, Lorenzo Caraffini, manager di sala dell’Osteria di Fornio, Riccardo Penzo, giornalista e fondatore della guida Ristoranti che passione, e Stefano Incerti critico gastronomico.
Press Chefs, preparazione tortello
Le tre squadre
Le tre squadre, Green&Black, con Alex Li Calzi, Camilla Guiggi, Elena Formigoni e Nadia Toppino, Emozione composta da Elio Ghisalberti, Francesco D’Agostino, Sandro Piovani e Veronica Fumarola, e Forever Green costituita da Alberto Lupini, Alfonso Mollo, Marco Lupi e Paolo Valente, si sono sfidate senza esclusione di mestoli e forchette, per cucinare la miglior versione della ricetta. “Passeggiata d’autunno in Villa”della squadraGreen&Black, dopo lungo e difficile consulto della giuria, è stato il piatto vincitore, superando gli altri due sfidanti, Emozione Veronica e Non è autunno.
“Passeggiata d’autunno in Villa”, piatto vincitore
Una gara che è stata anche l’occasione per sottolineare, ancora una volta di più, lo stretto legame che vi è tra il mondo della cucina e quello della critica (eno)gastronomica.
Villa Franciacorta, il vino a sostegno del territorio
Anche eno, si, perché ovviamente durante la sfida non è mancata la presenza dell’amato vino.Ad accompagnare il faticoso lavoro tra i fornelli c’ha pensato la Cuvette, di Villa Franciacorta. Il loro Franciacorta gastronomico è stato il perfetto abbinamento con la ricetta scelta, diventato anche elemento di voto per la giuria. E gli stessi giornalisti non si sono sottratti all’assaggio di più di un calice. Ovviamente solo per motivi professionali…
Sono più di 60 anni che Villa Franciacorta, storica azienda di Monticelli Brusati (Bs), ha deciso di dedicarsi alla produzione di vino. L’iniziativa è di Alessandro Bianchi che nel 1960, a 26 anni, si innamora del borgo di Villa e decide di realizzare il sogno di riportarlo a nuova vita, fondando l’azienda. Per lui diventa un vero e proprio impegno sociale, in primis ridando dignità ai mezzadri che al tempo vivono nella miseria, e poi divenendo un promotore del territorio. Fa parte dei fondatori del Consorzio per la Tutela, e nel 1978 dà vita al Pinot di Franciacorta Method Champenoise, il primo Franciacorta Millesimato, ancora oggi simbolo dell’azienda con il nome Emozione.
Sin dall’inizio la sua scelta è di produrre esclusivamente Franciacorta Millesimati e solo con le uve di propria produzione. Una scelta coraggiosa portata poi avanti prima dalla figlia Roberta,che fin da piccola vive l’azienda, e poi da suo marito Paolo, divenuto subito braccio destro di Alessandro, e dai loro figli Alessio e Matteo, la terza generazione di Villa Franciacorta.
Oggi Villa, il borgo del Cinquecento recuperato da Alessandro Bianchi, eprimo nucleo abitativo di Monticelli Brusati, è circondato dai 100 ettari di proprietà, di cui 38 a vigneto, gli altri a seminativo e boschivo, e altri 8 a vigneto in comuni limitrofi, per un totale di 46 ettari vitati a conduzione biologica.
Il tutto per una produzione annua di circa 19.000 bottiglie all’anno, disposte una ad una a mano nelle pupitres, e dove ogni giorno vengono rigirate, secondo l’antica arte del remuage.
È una zona dal clima fresco, grazie alla confluenza delle correnti delle due valli bresciane, la Valcamonica e la Valtrompia, con un terreno ricco di argille sedimentarie e di minerali, che regala poi in bottiglia il tipico stile dell’azienda, fatto di complessità aromatica, importante acidità e più di tutti, l’ineguagliabile sapidità.
Dalla vinificazione all’ospitalità
Alla produzione vinicola si aggiunge la sua rinomata ospitalità, grazie all’agriturismoVilla Gradoni Charme & Nature, nato nel 1990, e uno dei primi in Italia, vera e propria oasi di pace immersa nella natura, e Éla, Osteria in Villa, omaggio alla tradizione con le ricette di una volta. Cibi studiati per esaltare i suoi vini, in un ambiente che richiama le storiche osterie di un tempo, e con una particolare attenzione ai prodotti a km 0, con l’obiettivo di dare sostegno all’economia locale, ridurre l’inquinamento provocato dai trasporti e esaltare ancora di più le caratteristiche del territorio.
Cuvette, il Millesimato seducente che accompagna tutti i piatti
La Cuvette, Brut Millesimato con un blend 85% chardonnay, 15% pinot nero (provenienti da un singolo Cru), e con un minimo di 48 mesi nelle cantine interrate, dai riflessi dorati e perlage fine e persistente, con un bouquet che rimanda al pan brioche e alla frutta candita, di ottima complessità e una mirabile sapidità, ha accompagnato l’esperienza culinaria di Press Chefs, e ha giocato un ruolo chiave nella gara, esaltando i tortelli, piatto protagonista della sfida.
“Cuvette è stato il regalo di mio padre, Alessandro Bianchi, per il mio matrimonio – racconta Roberta Bianchi – Con Press Chefs abbiamo voluto cambiare prospettiva, chiedendo ai giornalisti di pensare a un piatto in funzione del vino e non viceversa. Il risultato è un evento divertente ed emozionante. La sfida per la prossima edizione potrebbe includere anche un messaggio anti-spreco, chiedendo agli autori di ideare anche una ricetta con gli avanzi” – ha concluso Roberta, che ha condotto la serata con Alberto Schieppati, giornalista e scrittore di wine e food.
Cuvette, Villa Franciacorta
Che dire, se non che toccherà allenarsi tutto l’anno in vista della terza edizione di questa tenzone culinaria. Ci vediamo per il Press Chefs 2025… ai fornelli!
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