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Fattoria di Grignano: dalla Riversa Poggio Gualtieri a SingerSangio 

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 Tempo di Lettura: 5 minuti

Verticale Poggio Gualtieri Docg Chianti Rufina Riserva e nuovi orizzonti 

Una visita in giornata a Pontassieve, piccolo borgo a 12 km da Firenze e sede della Fattoria di Grignano, è stata l’occasione per conoscere di persona Tommaso Inghirami, giovane produttore appassionato oggi alla guida di Grignano, Tenuta sita nella zona del Chianti Rufina. Nell’occasione abbiamo degustato sei annate, dal 1997 al 2018, del vino più rappresentativo della cantina la Riserva Poggio Gualtieri, volendo così celebrare 25 anni di questo vino iconico. Successivamente, dopo la visita alle cantine, abbiamo apprezzato Singersangio, versione pop del Sangiovese, un Toscana Rosso IGT nel suo ultimo millesimo. Creato da Tommaso riporta, sia nel nome che nell’etichetta, una macchina da cucire a manovella, di cui il giovane vignaiolo ha un’inconsueta collezione di circa 300 esemplari, custodite in vari armadi nella villa. 

La Tenuta di Grignano 

Pontassieve, dominata dall’Appennino Tosco-Romagnolo, sorge sulla riva destra del fiume Arno, in confluenza col fiume Sieve, da cui trae il nome. Qui, tra le colline più alte, sorge la Tenuta secolare che attraversa le epoche Etrusca e Romana col nome di Castello di Vico. 

A partire dal Medioevo fu dapprima dimora dei Conti Guidi poi proprietà personale di Caterina De Medici la quale, in segno di riconoscimento nei confronti del suo confessore e banchiere di fiducia, il Cardinale Henry de Gondi, decise di omaggiarlo di questo possedimento. Negli anni ’70 prende vita Grignano come la conosciamo oggi. In quegli anni infatti passa in proprietà alla famiglia Inghirami di Borgo Sansepolcro, uno dei nomi più noti del tessile e della moda in Italia. Da quel momento inizia il progetto di riqualificazione e valorizzazione dei 600 ettari di terreno, di cui 50 coltivati a vigneto, 200 a oliveto, 100 a seminativo e 250 a bosco. Nel 1999 la famiglia Inghirami amplia l’estensione della Tenuta di Grignano con la Fattoria Pievecchia. 

La zona del Chianti Rufina pur essendo la più piccola delle sotto-zone del Chianti è invece la terza per produzione. In questa sotto-zona si coltiva fin dal ‘400 il vitigno amato sia dalla signoria dei Medici che dai toscani, il Sangiovese. Essendo una sotto-zona tra le più alte del Chianti si raggiungono, nei 50 ettari di vigneti di Grignano, altitudini fino ai 550 metri sul livello del mare, con esposizioni Sud / Sud-est. 

La verticale di Poggio Gualtieri Chianti Rufina Riserva

Una degustazione di sei annate del Chianti Rufina Riserva Poggio Gualtieri, partendo dal 1997 sino alla 2018, con altre quattro annate significative tra i due estremi. Dopo un’introduzione sulla Riserva, la degustazione delle sei annate, segue la presentazione con la scheda di degustazione di Singersangio. 

Riteniamo poi importante sottolineare che nel 1997 collaborava con la cantina l’enologo Franco Bernabei sino al 2008, per qualche anno poi vi è stato Vittorio Fiore con Barbara Tamburini, poi è subentrato Stefano Chioccioli dal 2014.

Poggio Gualtieri Chianti Rufina Riserva è ottenuto da Sangiovese, da un vigneto di 8 ettari, con più di 20 anni d’età, a 350 metri d’altitudine, su un suolo argilloso calcareo da alberese, dalle rese molto basse in vendemmia. La vinificazione dalla fine degli anni ’90 agli inizi 2000 era in acciaio, con malolattica e maturazione in botti grandi. Negli anni a seguire veniva fatta la malolattica in botti da 18 ettolitri e barriques, per poi maturare per 15-18 mesi per il 50% in botti da 18 ettolitri in rovere e 50% in barriques di rovere francese. Dal 2018, prima annata gestita da Tommaso Inghirami, viene effettuata la malolattica in cemento, per poi maturare in botte grande per 18 mesi e affinare in bottiglia minimo per altri 12.

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Verticale Poggio Gualtieri Chianti Rufina Riversa

“La nostra scelta delle annate 1997 e 2001 vogliono esprimere come evolve il Sangiovese negli anni”  ha commentato Tommaso

1997 – Dopo un colore granato con unghia aranciata ha un naso complesso che evolve continuamente nel bicchiere da frutta sotto spirito per poi passare a cannella, da tabacco a un tocco di smalto, poi fiori secchi. All’assaggio ha ancora struttura ed eleganza, tannini molto setosi equilibrati da freschezza, un finale lunghissimo con un retrogusto di frutta sotto spirito.

2001 – Esordisce nel calice con un rosso granato dall’unghia meno pronunciata, nel naso domina la frutta surmatura con le spezie in secondo piano, poi note di cannella, tabacco, seguono fiori tra cui la rosa leggermente appassiti, per chiudere con una nota balsamica. All’assaggio ha una struttura più pronunciata del precedente, tannini setosi equilibrati da freschezza, equilibrio ed eleganza, di ottima lunghezza, con note balsamiche e speziate nel retrogusto.

2008 – Ha un granato intenso nel calice in cui si percepisce una maggiore limpidezza. Il naso vira da note di china a liquirizia, poi frutta rossa matura, rose appassite, con un finale balsamico. All’assaggio ha struttura, tannini setosi equilibrati da una decisa freschezza, è elegante, armonico, di ottima lunghezza con note balsamiche e speziate nel retrogusto. 

2013 – Il colore è tra il granato e il rubino. Poi il naso è complesso di spezie tra cui pepe verde, tabacco, cannella, segue la frutta rossa matura, un tocco di arancia rossa, poi è balsamico. All’assaggio ha struttura, tannini setosi equilibrati da freschezza, eleganza, intensità, persistenza e un retrogusto mentolato e di arancia rossa.

2015 – Esordisce con un colore tra il granato e il rubino. Poi il naso è complesso di spezie tra cui il chiodo di garofano oltre al pepe nero, segue la frutta rossa in confettura, poi ha un tocco agrumato, con a chiudere note balsamiche. All’assaggio ha struttura, tannini setosi equilibrati da una decisa freschezza, è elegante, decisamente persistente, con un finale balsamico.

2018 – Ottenuto da rese più basse del solito, esordisce con un colore rubino. Il naso ha frutta rossa matura, seguito da un tocco di arancia rossa, un soffio floreale di rosa, poi passa alle spezie del pepe verde, chiudendo poi mentolato. All’assaggio ha struttura, tannini setosi equilibrati da una decisa freschezza, persistenza e un retrogusto mentolato e di arancia rossa.

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Poggio Gualtieri Chianti Rufina Riserva

Singersangio Toscana IGT

Singersangio Toscana IGT 2022 

Da Sangiovese ottenuto da un vigneto di 20 anni, su suoli argillosi calcarei, da alberese, una resa in vendemmia di 70 quintali/ettaro. Viene vinificato in acciaio a temperatura controllata, dove fa la malolattica, proseguendo poi con una maturazione di 3 mesi in acciaio, per poi affinare in bottiglia per altri 3. Chiuso con un pratico tappo a vite è da servire a temperatura di cantina. Dopo un colore rosso rubino di buona trasparenza, ha un naso improntato su piccoli frutti rossi tra cui i lamponi, poi ha note di mirto e di spezie. In bocca ha struttura, tannini levigati ravvivati da freschezza, con nel finale di buona lunghezza un retrogusto succoso di succo d’uva. 

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SingerSangio 2022

 

credit photo: Fattoria di Grignano

Giovanna Moldenhauer 

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