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Guido Carlo 2019, Tenuta Santa Caterina

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Tempo di Lettura: 4 minuti

Lo Chardonnay che diviene Metodo Classico

Ci troviamo nel cuore del Monferrato astigiano, presso Tenuta Santa Caterina. La costruzione rispecchia l’architettura tipica di questo territorio, patrimonio UNESCO, dove il paesaggio è contraddistinto dai vigneti. Il territorio è il punto di partenza della storia che Guido Carlo Alleva ci racconta in occasione della presentazione del nuovo progetto legato al Metodo Classico GC – GUIDO CARLO, il nuovo VSQ a base Chardonnay in purezza, che va a completare la linea della cantina.

La Tenuta si trova nel comune di Grazzano Badoglio, il recupero da parte di Guido ha coinvolto diverse dimensioni attraverso una ristrutturazione della cantina nel rispetto dei suoi tratti distintivi e il recupero dei vigneti che, come da prove storiche, sono frutto di una tradizione viticola secolare. Questa azione rigenerativa da parte della famiglia Alleva parte da una profonda ricerca storica e culturale, da un rispetto territoriale importante declinato sotto una chiave comune ai vigneti, alla cantina e alle persone che lavorano al processo: la ricerca della qualità e della bellezza che è stata il filo conduttore di tutta la nostra visita. 

La continua ricerca parte dalla vigna, l’approccio è quello non interventista e naturalista – la conversione ad agricoltura biologica è in corso e prevista per essere consolidata nel 2025. Guido ci spiega come il lavoro principale è stato il recupero della vitalità del terreno che si era andata perdendo nel passato e, grazie alla biodiversità che caratterizza il loro vigneti, la creazione di un sistema vigna che possa produrre uva dagli standard qualitativi molto alti.

Lo Chardonnay

Dal giardino della Villa ci si affaccia sulla distesa di vigneti a vista mozzafiato, la nostra attenzione per oggi si concentra sull’appezzamento di Chardonnay da cui provengono i vini che andremo a degustare: il Solidoro, il Silente e Il nuovo Metodo Classico GC – GUIDO CARLO. I terreni sono bianchi e calcarei e una lunga ricerca ha portato alla selezione di tre cloni di Chardonnay provenienti dalla Borgogna: il 76 il 95 e una piccola parte dell’809 un Clone di Mouchet Chardonnay che conferisce note leggermente aromatiche fortemente caratteristiche sullo stampo dei vini finiti. 

Nelle parole di Guido sull’approccio alla vigna come un sistema in equilibrio, equilibrio di cui ci dice essere alla ricerca, ci ricorda alcuni concetti presenti anche nell’agricoltura biodinamica, ma prima ancora nel buon senso degli agricoltori di un tempo. Si cerca di ristabilire un rapporto bilanciato tra la vigna, il vino e chi lo produce che in questo caso è anche il primo consumatore del prodotto stesso.
Infatti è proprio Carlo l’anima della cantina. Durante la visita alla cantina storica scavata nel tufo, nel quale sono custodite le botti grandi per l’affinamento dei vini rossi e le barriques per i vini bianchi, possiamo vedere anche l’Infernot dov’è custodita la collezione del padron della cantina simbolo della sua passione e cultura enologica. Il cuore pulsante e la continua ricerca sul prodotto partono dalla famiglia, non a caso l’anteprima che andremo ad assaggiare porta la sigla GC. 

Si procede all’assaggio dello Chardonnay, tutto proveniente dallo stesso vitigno, nelle sue diverse espressioni. 

Salidoro 2021

Un blend di Sauvignon e Chardonnay vinificato in prevalenza in acciaio con una quota di affinamento in barriques. Il vino si presenta con un colore dorato, si sviluppa in tre dimensioni unendo le verticalità del sauvignon che dona acidità e freschezza, alle larghezze dello chardonnay più di struttura e morbidezze. Troviamo in questo vino in pieno il concetto di equilibrio tra i due vitigni e un forte stampo minerale, tendente al sapido. Se questa bottiglia è pensata da bersi relativamente recente di annata, sicuramente ha le sue potenzialità anche se fatta aspettare nel tempo. 

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Salidoro 2021

Silente delle Marne 2017

Chardonnay in purezza inconfondibile, in questo assaggio troviamo molto la direzione data da Guido e si percepisce che è stato modellato a partire da una sua idea. Il colore è giallo intenso, il naso è complesso e intenso. In bocca è avvolgente ma supportato da una spiccata acidità intatta che lo mostra ancora giovane anche dopo i sei anni dalla vendemmia. Il finale è persistente e lungo, ricco di complessità aromatiche che spaziano dalla menta alla frutta candita per aromi terziari ben bilanciati.
Un prodotto che, per essere compreso, richiede una bevuta attenta che lasci spazio all’osservazione dell’evoluzione nel bicchiere. 

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Silente delle Marne 2017

Il GC – GIUDOCARLO 2019

Il Metodo Classico in presentazione si presenta con un colore dorato. Al naso ricco, con note agrumate, si mostra ancora giovane ma promettente e fine. Ha ancora bisogno di tempo in bottiglia per raggiungere la giusta forma, è uno spumante che data la sua complessità, richiederà tempo dopo la sboccatura per essere apprezzato. In bocca è di struttura, con una nota citrica importante e una bella mineralità che lascia il sorso pulito ed elegante. Lo chardonnay conferisce morbidezze pur mantenendo un’acidità verticale.

Questo nuovo prodotto è l’ultima sfida per la cantina e, come tutti i prodotti, è frutto di una lunga ricerca che ha come risultato un affinamento di minimo 36 mesi e 3000 bottiglie di millesimo prodotte. La vinificazione, che avviene in acciaio, non rende la base troppo ricca; a mio parere un tratto positivo difatti lascia che si esprima al meglio l’impronta minerale che ritroviamo come un fil rouge in tutti i vini assaggiati, riconducibile quindi al vitigno. 

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GuidoCarlo Metodo Classico 2019

La possibilità di assaggiare i tre prodotti a base Chardonnay del medesimo vitigno ha permesso comprendere al meglio come il prodotto rifletta la mentalità aziendale. L’equilibrio in cui si bilanciano le caratteristiche date dal terreno, dal territorio e dalla lunga ricerca svolta sul vigneto e lo stile di vinificazione modellato da Guido tramite i consigli esperti dell’enologo Ronco. È proprio l’enologo a intervenire per spiegare la razionalità con cui vengono fatte le scelte, che trovano sul piano tecnico una linea comune di coerenza e precisione. Per il futuro la cantina prevede di perseverare lungo la virtuosa linea di produzione già delineata. 

“Ci sono molti modi per concepire la produzione di vino per noi si tratta di un prodotto passionale” GC

 

 

 Giacomo Gioia 

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