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Il Territorio del Grignolino
Un vitigno che ha sempre fatto parte della tradizione monferrina. Vitigno principe delle province tra l’astigiano e l’alessandrino, il gusto del Grignolino ha determinato l’entità delle colline del Monferrato.
In passato questo vitigno autoctono non venne catalogato in modo accurato e anche la sua vinificazione era legata al gusto e alle tecniche che si ritenevano più idonee. In tempi più recenti vede la sua metamorfosi vinificato in acciaio ma oggi siamo qui per parlare del suo rapporto con il legno.
Monferace Associazione tra i produttori
Monferace è un nobile progetto nato nel 2016 che vuole unire il prestigio e l’unicità del vitigno autoctono Grignolino alla storia di questi luoghi, in cui si narrava che il vino Grignolino per dare il meglio di sé bisognava che si incontrasse con il legno.
Dodici produttori entusiasti e coraggiosi sparsi tra le colline del Monferrato casalese, alessandrino e astigiano producono il loro Grignolino nato dal cuore degli Infernot, Patrimonio Unesco dal 2014. Il quale affina per un minimo di 40 mesi di cui almeno 24 in botte di legno, i cui vigneti devono essere impiantati su terreni calcerei-limo-argillosi con sedimenti sabbiosi.
Il luogo d’appartenenza
Monferace vuole essere espressione del territorio: attraverso un’accurata catalogazione clonale e del terroir si è creata una linea temporale di evoluzione geologica e storica. Inoltre lo studio dei precursori d’aroma nel vino per ogni annata ha determinato delle differenze sostanziali tra un’annata e l’altra.

Monferrato, il mare nei vigneti
I terreni del Monferrato si sono formati per sedimentazione di detriti nel fondale marino tra 5,5 e 3 milioni di anni fa quando queste terre erano ricoperte dal mare. L’eredità del Pliocene Inferiore è ancora oggi una ricchezza geologica e minerale, con conchiglie, resti fossili e coralli. I terreni di produzione sono composti da calcare, argille e ricchi in limo ma quello che più li caratterizza è la presenza, in ogni collina, di un suolo con elementi differenti. Di questo ne ha accuratamente parlato il geologo Alfredo Frixa prendendo in esame dei campioni di suolo delle aziende dell’Associazione: analizzando la storia geologica del substrato dei vigneti è emersa la campionatura dei cloni di Grignolino e la suddivisione delle varie età geologiche.
A livello di ricerca del materiale genetico nelle seguenti aziende sono stati stimati tali dati: Accornero, vigneto del 1961; Tenuta Santa Caterina vigneto di 50 anni con impianto da 0,75 e selezioni massali nel 2020; Cascina Faletta, vigneto del 1936; Sulin, 45 cloni impiantati nel 2020 da una selezione su 600 mila piante.
In linea generale sulla composizione della singola collina si possono distinguere primariamente le aziende del Miocene (Accornero, Alemat, Angelini Paolo, Sulin, Tenuta la Tenaglia, Vicara, Cinque Quinti, Cascina Faletta ed Hic et Nunce) quelle del Piocene (Liedholm, Santa Caterina, Fratelli Natta). Nel Piocene le colline su cui poggiano le aziende si compongono per lo più da sabbie di Asti e argille azzurre. Nel Miocene si alternato in percentuali diverse quarzo, silice, fossili marini, gesso e pietra da Cantoni.
Il Monferace viene prodotto solo nella annate migliori: annata 2018

“Aspetti non secondari anzi fondamentali, il Monferace è l’ espressione più autentica del territorio che speriamo si manifesti oggi nei vini dell’ annata 2018 e che continui a farlo in futuro. La 2018, proprio per le sue caratteristiche, si presenta come un’ annata tra le più coerenti con la storia del Monferace, abbiamo rossi di grande eleganza e dal lungo potenziale di invecchiamento” – Guido Carlo Alleva, Presidente dell’Associazione Monferace e titolare di Tenuta Santa Caterina.
Masterclass con focus sull’annata 2018, campioni di botte e assaggi di annate precedenti tenuta da Robin Kick, Master of Wine

Bricco del Bosco Vigne Vecchie Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2018, Accornero
60 giorni di macerazioni, 30 mesi di affinamento in tonneau di rovere, 16 mesi in bottiglia
Colore profondo e stile corposo; naso di frutto croccante, un vino fresco contornato da una nota lievemente salmastra sul finale. Le note del legno si ritrovano in sentori dolci di vaniglia. È un vino che ha bisogno di tempo. Potente.
Golden Arbian Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2018, Angelini Paolo
28 giorni di macerazione, 33 mesi in tonneau di rovere
Simpatico e scalpitante. Una nuova veste per i prodotti di Paolo Angelini che hanno visto un netto miglioramento in questa espressione. Fresco, acido e giovane nel complesso; al naso note di sottobosco e pomodori secchi. Astringente e lunghezza di bocca.
Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2018, Liedholm
60 giorni di macerazione, 28 mesi di affinamento in tonneau e in barrique
Godibile nonostante la giovinezza. L’impatto evoluto dell’olfatto è maggiore rispetto all’annata; frutta secca e note terziare, speziate. Al gusto è giovane, con tannino ben integrato, non invasivo; lieve nota amaricante sul finale.
Brasal Moferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2018, Sulin
15 giorni di macerazione, 25 mesi di affinamento in tonneau di rovere
Croccante e giovane. Al naso prevale un frutto croccante, ciliegia. L’impatto alcolico al naso si percepisce ma non lo si ritrova in bocca. Gusto elegante, lievi note balsamiche. Percezione calcarea.
Monferace Grignolino d’Asti DOC 2018, Tenuta Santa Caterina
3 mesi di macerazione, 30 mesi di affinamento in tonneau di rovere e botti di slavonia
Interessante evoluzione. Evoluzione olfattiva e gustativa morbida e piena. Si ritrovano le note di spezie dolci, pomodoro secco e ciliegia. Una struttura che si fa ricordare, carnoso.
Uccelletta Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2018, Vicara
3 mesi di macerazione, 24 mesi di affinamento in tonneau, 24 mesi in bottiglia
Richiede tempo per esprimersi al meglio. Al naso è netto con note di frutto e spezie, nel complesso elegante. Al gusto è sapido e verticale.
Altre annate in degustazione:
Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2016, Fratelli Natta
20 giorni di macerazione, 30 mesi di affinamento in tonneau e barrique
Colore tipico del Grignolino, rosso rubino brillante con riflessi aranciati in questo caso. Frutto evoluto, spezie dolci e tabacco. In bocca presenta una buona acidità. Tannino equilibrato.
Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2017, Alemat
45 giorni indi macerazione, 24 mesi di affinamento in tonneau e barrique
Colore rosso rubino brillante, giovane. Al naso frutto croccante contornato da spezie delicate. Al gusto è fresco, ma non esita nella sua verticale e netta struttura.
Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2017, Tenuta Tenaglia
15 giorni di macerazione, 30 mesi di affinamento in tonneau
Mutevole evoluzione. Note croccanti ed eleganti al naso di frutto rosso. Masticabile e denso, dopo la deglutizione la salivazione è costante. Tannino ben integrato, equilibrato.
Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2020, Cascina Faletta (campione di botte)
15 giorni di macerazione, affinamento in tonneau, 12 mesi in bottiglia
Succoso e giovane, buona maturazione del frutto ma zuccheri non ancora tutti svolti. La malotattica deve ancora terminare. Fruttato con una nota che ricorda il rooibos. Tannino scoppiettante.
Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2021, Cinque Quinti (campione di botte)
14 giorni di macerazione, affinamento in tonneau e barrique
Giovinezza matura. Dal colore inteso, l’impatto è evoluto. Al naso non porta con sé la gioventù che si potrebbe pensare. Note evolute e persistenti, frutta secca, prugna e uva sultanina. Alla freschezza di contrappone una nota di sotto spirito. Potenzialità.
Monferace Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2020, Hic et Nunc (campione di botte)
12 giorni di macerazione, affinamento in tonneau
Colore inteso, frutto e spezie al naso. Freschezza tagliente tannicità. In bocca è tagliente, la salivazione è costante. Persistente nella note di frutto durante tutta la degustazione.

L’annata 2018 merita di essere considerata l’annata di riferimento. Rispetto al passato si percepisce la determinazione collegiale dei produttori nel produrre un vino di qualità. Grazie all’iniziativa e all’entusiasmo dei 12 produttori dell’Associazione, si rivive un pezzo di storia e di tradizione attraverso tecniche e sguardi più contemporanei.
Si percepisce la necessità di voler far risuonare questo prodotto come un vino da lungo invecchiamento (si parla di venti, tren’anni di potenziale) sia per ridare, come già detto, degna voce a questa tradizione, sia forse perché si sente “il peso” della (ormai satura) Langa e dei suoi Nebbioli(?) – spunto di riflessione nato anche in sede d’evento. Seppur Grignolino e Nebbiolo, siamo vitigni cugini hanno sfumature differenti e cercare un paragone non è necessario, a mio avviso. Il Grignolino ha una sua identità e deve essere valorizzata nella sua forma migliore.
Il progetto Monferace quindi, non si fa solo portavoce di una riscoperta storica ma di creare delle statistiche di produzione tali per cui capire l’effettiva potenzialità del prodotto per poterlo lavorare al suo meglio.
Elenco produttori Monferace
Accornero, Alemat, Angelini Paolo, Fratelli Natta, Sulin, Tenuta la Tenaglia, Tenuta Santa Caterina, Vicara, Liedholm, Cinque Quinti, Cascina Faletta ed Hic et Nunc.








