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Dalle voci narranti della famiglia Fugatti una verticale con vista sul lago di Garda
Qui niente succede per caso. L’azienda Roeno sceglie di svelarsi proprio di fronte al Monte Baldo nella splendida cornice del Lido Palace di Riva del Garda dove, dalla terrazza, possiamo ammirarlo in tutta la sua imponenza, con la quale come una divinità, accoglie e protegge i vigneti del Riesling Renano Collezione di famiglia. Un vino che come racconta la sua etichetta, con scolpite le firme di tre generazioni di Fugatti, nel cuore della Doc Terradeiforti (terra di origini austroungariche) di Brentino Belluno, nel veronese. Territorio molto vocato, alla produzione enologica tra Verona e la provincia autonoma di Trento, “benedetto” da una natura con la biodiversità tra le più ricche d’Italia. Un territorio cullato tra le sponde dell’Adige, le pendici del Monte Baldo, in terreni limo-sabbiosi, aree ciotolose, e terre argillose e calcaree che danno origine a vigneti superbi e vini di grande carattere.
Presentazione
La presentazione della cantina parte da un team compatto e che trasmette da subito l’idea di essere una squadra vincente, unita ed esperta, da Giuseppe Fugatti direttore di produzione, Cristina, e Martina Centa alla terza generazione, insieme a Mirko Maccani e Alessandro Corazzola enologi davvero eroici nella tenacia di credere ai propri progetti insieme alla proprietà Fugatti, come quello del riesling renano che parte praticamente da zero in questi territori, nascendo per Roeno nel 2009/ 2010.

La filosofia aziendale ci narra di un viaggio tra gli antichi insegnamenti di famiglia dal fondatore Rolando (da qui il nome Ro più eno/vino) e la moglie Giuliana dal Fior che 65 anni fa avviarono l’azienda che oggi integra tradizione e innovazione con macchinari di ultima generazione che si fondono in un risultato entusiasmante per qualità, armonia e finezza di produzione.
La sfida di coltivare il riesling renano nella Valdadige parte nel 2003 quando Giuseppe Fugatti e Mirko Maccani si recano in Germania nei territori della Mosella e del Palatinato, patrie della coltivazione storica del riesling renano.
Un vigneto che richiede un escursione termica importante tra giorno e notte e una buona esposizione al sole. Da lì l’intuizione ed il forte desiderio di produrlo nel versante veronese del monte Baldo a 600 mt slm nel terroir della Valdadige. Una sfida ad oggi certamente vinta.
La verticale di riesling renano collezione di famiglia
La massima espressione di questo straordinario vitigno riesling renano è proprio la collezione di famiglia presentata in una verticale d’eccezione dalla 2019, 2018, 2017,2016,2015,2013. Ogni annata è diversa dalle altre per il clima che ormai contraddistingue in maniera netta ogni annata caratterizzandola così anche nel calice, nei profumi e nel gusto. La scelta aziendale è proprio quella di diversificare le annate e non standardizzarle, rendendo ogni annata unica e irripetibile.
Maccani racconta “la nostra idea corrisponde al fare qualcosa di reale, di tangibile, un vino che rispecchia il suo vitigno”. E ci riesce perfettamente. La 2017, nonostante le gelate primaverili, e un estate secca e calda, ha consentito una grande concentrazione delle uve che ci regala la pesca sciroppata e la frutta secca al naso, coi sentori tipici di idrocarburi eterei, o come preferisce chiamarli qualcuno di “pietra focaia” dalle pietre calcaree, porfiriche e l’ardesia tipiche del monte Baldo.
Dopo la raccolta manuale, generalmente nella terza settimana di settembre, una soffice pressatura e una decantazione statica, il loro riesling renano collezione di famiglia, dopo una leggerissima ossidazione, fermenta in acciaio inox a 16-17°C per poi passare alla botte grande usata con un legno solo “di sfioro” e non invasivo per 18 mesi, torna poi in acciaio e poi 16 mesi in bottiglia. I lieviti sono rigorosamente selezionati dall’autorevole Istituto di Viticoltura ed Enologia di Geisenheim in Germania. Garanzia unica di qualità e specificità.
Le annate si distinguono chiaramente e piacevolmente per un vino più frutto nelle ultime due prodotte, un vino più balsamico nelle annate centrali e più “minerale” e di idrocarburi nelle annate più lontane. Una gamma di annate che si potrebbe definire “tra mare e monti” riprendendo freschezza e sapidità. La verticale ci porta ad apprezzare il recente lavoro dei maestri enologi nelle 2018 e 2019 in particolare, che giova certamente di vigne ora più avviate e di tecniche di cantina più evolute rispetto alla 2013 e 2015 che sono state le primissime uscite, con una vigna ancora giovanissima avviata nel 2005.
Di questo pregevole riesling renano ne vengono prodotte solo 600 bottiglie l’anno per una nicchia di qualità unica dove si riconoscono integralmente le caratteristiche varietali organolettiche del riesling renano da invecchiamento, definito anche semi-aromatico: note di pesca vellutata, albicocca e frutti esotici, lime, pompelmo giallo, florealità gialla e di rosa, frutta secca, idrocarburi, note di burro e spezie fini, miele e cera d’api nell’evoluzione. Molto elegante, verticale, armonico con la sua freschezza e sapidità ben dosate che danno eleganza ed equilibrio.
Le linee di Roeno
Le firme, le selezioni e i vigneti sono le tre linee di Roeno che rappresentano il legame tra le tradizioni familiari e il desiderio di innovazione. Le firme sono i vini della famiglia Fugatti, monovarietali e legati alla terra e alle persone che li coltivano. Come la collezione di famiglia e l’enantio riserva 1865 prefillossera (vitigno autoctono recuperato) e la venemmia tardiva Cristina. Le selezioni coniugano ricerca e innovazione come il Roeno vino del fondatore. I vigneti sono l’espressione del territorio della Valdadige esaltandone i suoi classici vitigni dal Pinot grigio, il Gewustraminer, il Muller Thurgau, il Marzemino e il Teroldego.
La gamma Roeno in degustazione al Lido Palace

Una scoperta anche gli altri calici degustati dopo la verticale di riesling. Davvero un meraviglioso mondo in cui immergersi e tutto da scoprire. Si apre con Dekatos 2013 (decimo in greco) Trento Doc Riserva Brut Nature in edizione limitata davvero identitario con un affinamento di 120 mesi sui lieviti. Chardonnay in purezza proveniente da Avio a 500 mt slm prodotto in sole 2500 bottiglie senza aggiunta di liqueur d’expedition. Verticalità e struttura. Note di gesso e pietra focaia perfettamente integrate con acidità, sapidità e la piacevolezza della carbonica. Complesso, elegante e raffinato.
Proseguiamo con un pranzo magistralmente orchestrato dallo chef Stefano Rossi del Lido Palace che ha saputo certamente esaltare gli abbinamenti di Roeno.
In particolare eccelle in abbinamento il Pinot Grigio Rivoli 2021, un vitigno a bacca grigia spesso vinificato in bianco da cui si può ottenere un colore ramato (dopo breve macerazione sulle bucce), in abbinamento a trentingrana, uovo di montagna e topinanbur. Si intreccia perfettamente l’untuosità del piatto con la freschezza e acidità equilibrate del vino.
Il vino che ha piacevolmente sorpreso è stato il Repanda Solaris 2023 un Piwi a bacca bianca resistente alle malattie fungine che non richiede l’impiego di pesticidi e sostanze chimiche, ecologico. Nato dall’incrocio di diverse varietà di uve, sempre coltivato alle pendici del monte Baldo, è molto amato dal mercato giapponese in abbinamento alle cruditè di pesce. Ha conquistato con la sua tropicalità e floreatità di montagna al naso e alla bocca, un corpo compatto e strutturato dal colore del sole. Trascendentale l’abbinamento con il risotto al pomodoro scampi e limone studiato dallo chef.
Non si può non citare l’Enantio Riserva 1865 prefillosera 2019 degustato con un secondo di carne. Fermentazione di oltre 15 mesi in barriques francesi, affina poi 5 mesi in bottiglia. Si contraddistingue per longevità, robustezza e resistenza. Persistenza, tannicità ed equilibrio. Vino sublime, in continua evoluzione, trama tannica potente, profumi inconfondibile di spezie, tabacco e liquirizia.
“La brusca: hoc est vitis silvestris, quod vocatur oenantthium” così raccontava Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia apprezzando le viti selvatiche e coltivate di questo antico vitigno. Queste viti erano erroneamente accostate alla famiglia dei lambruschi. Solo nel 1991, inizia un progetto di valorizzazione di questo antichissimo vitigno selvatico autoctono trentino.

L’anno 1865 corrisponde all’età media degli impianti vitati, e “prefillossera” si riferisce all’afide giunto in Europa a fine ‘800 che ha devastato molte colture ma non l’Enantio appunto silvestre e grazie anche ai terreni sabbiosi su cui sorge.
Plauso anche alla Vendemmia Tardiva Cristina 2021 che fonde quattro varietà del territorio (pinot grigio, traminer, chardonnay e sauvignon) con fermentazione separata per ciascuna di esse, e con affinamento di due anni in acciaio. Con l’abbassamento del tenore zuccherino l’azienda Roeno ottiene un perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità. Magistralmente riuscito.
Cantina di pregio con persone di valore e valori che, con un lavoro di altissima qualità, cura, dedizione e continua ricerca e innovazione regala qualità ed eccellenza italiana e nel mondo.








