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Sei vini rosati per l’estate
Alla richiesta di indicare ai nostri lettori qualche vino rosato adatto per le degustazioni estive, in principio mi sono trovato spiazzato perché gli eventi dedicati ai vini rosati in Italia si contano sulle dita di una mano, ed è un peccato perché i rosè, come insegnano i cugini francesi, meritano grande rispetto in quanto sono molto versatili: si adattano agli aperitivi ma, se più strutturati, possono abbinarsi all’intero pasto. Quindi sono andato alla ricerca dei sei vini rosati che mi hanno più colpito nel corso delle mie giornate e serate estive fin qui trascorse, ma vi anticipo che ciascuno di essi è degno di essere degustato in qualsiasi stagione.
Campania
Iniziamo con il 5 Viti Lacryma Christi Rosato Vesuvio Doc 2022 della cantina Sorrentino. Siamo in Campania, a Boscotrecase, in zona vesuviana. Le uve della cantina Sorrentino crescono su terreni vulcanici e ne acquisiscono tutte le particolari caratteristiche. Si tratta di un vino biologico, 90% piedirosso e 10% aglianico, volume alcolico 12.5%. La scheda tecnica dell’azienda consiglia una temperatura di servizio fredda.
Il vitigno Lacryma Christi prende il nome da una leggenda che narra la storia di Lucifero, che cacciato dal Paradiso, si portò una parte di esso e lo pose dove c’è oggi il Golfo di Napoli. Il Signore, addolorato per la perdita di una parte di Paradiso, iniziò a piangere e la leggenda vuole che, dove caddero le lacrime nacquero queste viti.
Il Lacryma Christi di Sorrentino si presenta nel calice di color cipolla ramata, l’olfatto è intrigante, intenso e ampio di profumi di frutti di bosco, amarena, melograno, pesca, zenzero, canditi della cassata e mirto. Il tutto sull’atteso sfondo di note minerali. Il sorso è morbido, armonico, di ampia bevibilità grazie alla piacevole acidità e all’equilibrata sapidità vulcanica. Sono presenti tannini molto delicati, integrati e in equilibrio con la sapidità. Grande eleganza e corposità, ottima persistenza. È un vino che si abbina molto bene con il pesce, meglio se in zuppa o in guazzetto, i crostacei, primi piatti di pomodoro, minestre di legumi, formaggi campani a pasta molle, carni bianche alla griglia e verdure.

Piemonte
Passiamo in Piemonte, zona del Barbaresco, dove la Cantina Guido Rivella produce il vino rosato ‘Svicc’, che in piemontese significa sveglio, 100% nebbiolo che proviene da una selezione dei vigneti per la produzione del Barbaresco, dove il nebbiolo cresce su terreno argilloso, calcareo, con strato attivo profondo (in esposizione sud), più fresco e leggero (sud/est), terreni che conferiscono eleganza e struttura al vino. Fermenta per breve tempo a contatto con le bucce unicamente per estrarre un piacevole colore rubino tenue e le componenti aromatiche varietali.
È un vino di nebbiolo che può spiazzare gli “esperti” in quanto si presenta piacevole e fresco di viola e frutti di bosco alla prima olfazione, in seguito fa uscire la trama leggermente speziata e toni più scuri di frutta macerata. Al palato evidenzia un discreto carattere, medio corpo, tannino lieve e integrato, buona sapidità e ampia bevibilità. Si può consumare giovane e fresco, ma anche più maturo dal momento che possiede struttura per durare qualche anno. Con una temperatura di servizio fresca si abbina bene con gli aperitivi e gli antipasti, ma, alzando la temperatura, anche a tutto pasto dove la personalità del nebbiolo langarolo non tradisce.

Sempre in Piemonte, più precisamente in Monferrato, a Cisterna d’Asti, paese cerniera tra il Roero e le Terre Alfieri, sottozona del Monferrato, dove insiste anche una denominazione d’origine dedicata alla Croatina, vitigno poco coltivato in regione.
Il Bougard è un Monferrato Chiaretto Doc, rosato, 100% nebbiolo, allevato su terreni sabbiosi e mediamente calcarei, che godono di esposizione est – sud/est e altitudine da 200 a 300 m s.l.m. Il nebbiolo è ovviamente allevato a Guyot. La vendemmia è svolta manualmente in cassette. Il nebbiolo macera per 36-48 ore; dopo la separazione dalle bucce, la fermentazione è svolta a bassa temperatura, in seguito affina in tini di acciaio a bassa temperatura.
Alla vista si presenta rosato carico brillante, il bouquet olfattivo si compone del floreale della viola, sentore varietale, del fruttato di ciliegia e melograno. Il Bougard accarezza il palato con un bell’equilibrio tra la morbidezza e la freschezza, al quale contribuisce il gusto-olfattivo fruttato.
La temperatura di servizio consigliata è 10-12°C, e si abbina molto bene agli aperitivi, antipasti, ai piatti di pesce e ai crostacei. Come tutti i rosati che ho scelto, Bougard si può conservare 2/3 anni, almeno: in questo caso la temperatura di servizio consigliata è di 14-15°C e può accompagnare anche piatti più strutturati.

Provenza
Dopo aver elogiato l’attitudine positiva dei francesi verso i rosati, andiamo in Provenza, esattamente a Chateau Sainte Rosaline, a soli trenta minuti dalla baia di Saint-Tropez e dalla Croisette di Cannes, dalle Gole del Verdon e da Aix-en-Provence. Qui troviamo il vigneto di 110 ettari dello Château, piantato su terreni argillo-calcarei, che gode di una sorgente profonda che fornisce un apporto controllato di acqua alle viti. Le varietà di uva coltivate nel vigneto godono della distinzione Cru Classé dal 1995. Il vigneto è gestito secondo i principi della viticoltura integrata.
Prodotta dal 1950, la Cuvée Lampe de Méduse dello Château Sainte Roseline è diventata la cuvée storica ed emblematica della tenuta. Essa rappresenta la produzione principale dei vini della tenuta ed è riconoscibile per la caratteristica forma della bottiglia, ideata dalla baronessa de Rasque de Laval, moglie dell’ex proprietario della tenuta.
Lo Chateau Sainte Roseline Lampe de Meduse Cotes de Provence 2023 Cru Classé ha ottenuto 90/100 da James Suckling e la medaglia d’oro al Concours des Vins des Vignerons indépendants 2024.
Siamo di fronte ad un rosé di pregio, biologico, concepito con i metodi tradizionali del Cru Classé. 35% cinsault, 35% grenache, 7% mourvèdre, 10% rolle, 7% syrah, 6% tibouren. Nel calice il vino sfoggia una bella tonalità di rosa salmonato, il colore chiaro si arricchisce di sottili riflessi perlati. Il naso intenso presenta delicate fragranze floreali (rosa) e fruttate (fragola), oltre ad agrumi, scorza di limone e le tipiche candies o caramelle inglesi. Il sorso presenta un attacco vivace che precede l’eleganza al palato, con aromi ricchi e mineralità che si estendono fino a un finale lungo e complesso. Per una degustazione ottimale, servire tra i 12 e i 14°C. Da abbinare ai carpacci di crostacei o di pesce, ai primi di pesce, ai secondi di mare salsati. Anche l’aperitivo è un abbinamento raffinato.

Restiamo in Provenza per il Domaine Richeaume, ampiamente riconosciuto come una delle tenute più belle della Provenza, creazione di un espatriato tedesco, Henning Hoesch, e di sua moglie di nazionalità svizzera e francese. La tenuta è coltivata biologicamente, situata sulle pendici del Massif de Cenge, con vista sull’imponente sfondo del Mont Saint Victoire, e cura 29 ettari di vigneto, su terreni calcareo-argillosi rosso scuro che si trovano sotto il fianco meridionale della massa calcarea del Mont Saint Victoire. Sebbene Hoesch non abbia mai voluto essere un produttore di vino rosato, ha fatto centro.
Domaine Richeaume ci offre un rosé, da uve grenache noir (40%) e syrah (60%), in linea con lo stile della casa e il suo credo: “less is more”. Non aggiungere nulla, per lasciare che le uve e il loro terroir si esprimano appieno.
Questo delizioso rosato si presenta leggermente perlato al palato, traccia dei gas prodotti dalla fermentazione, come precisa anche il Domaine, che specifica che questo processo permette al loro enologo di ridurre in modo naturale le dosi di solfiti di oltre il 70%. Questo lato perlato non altererà in alcun modo la degustazione e scomparirà completamente dopo pochi minuti di aerazione. Quindi non esitate a decantare questo vino per 30 minuti, lo apprezzerete ancora di più.
Di colore salmone brillante nel calice, gli aromi floreali e di agrumi sono precisi e decisi, senza scadere nell’opulenza eccessiva, seguono le note fruttate di fragole e lamponi. Al palato è strutturato e cesellato, fresco, delicato e marcato con un pizzico di salinità tipico della Provenza. Da abbinare all’alimentazione estiva: pesce, formaggi freschi, insalate, primi piatti di verdure.

Terminiamo con le bollicine
Qualcuno si starà domandando “in genere si inizia con le bollicine”. Vero, però vi propongo un pezzo da 90, che sarebbe riduttivo riservare ai rosati estivi, inoltre i grandi spumanti sono grandi vini che andrebbero bevuti di più. Quindi dulcis in fundo.
L’Alta Langa Rosè Extra Brut 2020 dell’azienda Bera è un Metodo Classico Millesimato che affonda le sue radici nella storica tradizione spumantistica piemontese. Da uve pinot nero, allevate a Gouyot sulle colline di Langa, su terreno calcareo e marnoso, con affinamento minimo di 36 mesi sui lieviti. Vendemmia svolta verso la metà o la fine di agosto. La pressatura soffice dei grappoli avviene per carico diretto dell’uva intera all’interno delle presse successivamente ad una seconda cernita manuale.
Dopo la pressatura, con l’ottenimento del “mosto fiore” e il suo successivo illimpidimento, si avvia la prima fermentazione in tini di acciaio a temperatura controllata. Il “vino base” verrà mantenuto sulle fecce fini in “battonage” e solo nella primavera successiva avverrà la presa di spuma. Dopo la creazione delle cuvèe con vini base provenienti dalla stessa vendemmia si procederà alla fase di tiraggio e imbottigliamento, dando così avvio alla presa di spuma secondo metodo classico tradizionale di rifermentazione in bottiglia. Successivamente ad un periodo di affinamento superiore ai 36 mesi del vino a contatto con i lieviti, all’interno delle bottiglie in locali termo condizionati avverrà la fase di “remuage” e il successivo “degorgement à la glace”.

L’Alta Langa DOCG Rosè Extra Brut di Bera si presenta nel calice rosa limpido e brillante, con perlage fine e persistente. I profumi sono ampi e intensi e parlano di crosta di pane, mirtillo, lampone, burro, biscotto, caramella gommosa di frutta rossa. Il sorso è elegante, fine e delicato, secco, fresco, minerale, sapido, esaltato da una spiccata acidità. Molto persistente con finale trainato dalla sapidità e dal fruttato. Copre tutta la gamma degli abbinamenti gastronomici: aperitivi e il tutto pasto, il mio consiglio è di berlo quando volete trattarvi bene.
credits photo: copertina Domaine Richeaume








