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Seconda edizione per “La Primavera del Castellinaldo”  

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Tempo di Lettura: 4 minuti

Castellinaldo: due giorni di eccellenza tra Barbera d’Alba e tradizione

Si è conclusa con un grande successo la seconda edizione de La Primavera del Castellinaldo, la manifestazione ideata dall’Associazione Vinaioli del Castellinaldo per presentare la sottozona Castellinaldo, raffinata espressione della Barbera d’Alba Doc, tra degustazioni, masterclass, e scoperte gastronomiche. Al Palazzo Re Rebaudengo di Guarene (Cuneo) una due giorni di assaggi, domenica 30 dedicata ai winelover e agli enoappassionati che hanno potuto incontrare i produttori ai banchetti d’assaggio, mentre lunedì 31 marzo riservato ai professionisti del mondo horeca e alla stampa.

Una storia lunga 40 anni

La storia del Castellinaldo inizia nella seconda metà degli anni ’80, quando un gruppo di giovani imprenditori locali puntò a rilanciare la produzione vitivinicola, con l’obiettivo di riportare la barbera a livelli di eccellenza. Nasce così l’Associazione Vinaioli di Castellinaldo nel 1992, per valorizzare il loro territorio e distinguere la barbera di Castellinaldo all’interno della denominazione Barbera d’Alba Doc, anche attraverso l’istituzione di una sottozona.

Gli associati individuarono tutte le potenzialità di questo vitigno, spinti dalla ricerca della massima qualità e grazie alla loro caparbietà, al tenace lavoro quotidiano e i molteplici sacrifici, e gli diedero il nome del loro borgo, Castellinaldo, paese del vino, il cui stemma comunale ha all’interno proprio un grappolo d’uva. Per ottenere questo risultato rivoluzionarono anche il metodo di vinificazione, dando vita a un vino particolarmente capace di evolversi nel tempo.

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Vinaioli del Castellinaldo

Sottozona Castellinaldo

L’areale che costituisce la sottozona, all’interno del territorio del Roero orientale, comprende i 7 comuni di Castellinaldo, Castagnito, Canale, Guarene, Magliano Alfieri, Priocca, Vezza d’Alba, che rappresentano un’eccellenza per storia, tradizione e cultura. Per quanto riguarda l’Associazione, oggi le aziende coinvolte sono 21, distribuite su 18 ettari vitati, e con una produzione nell’annata 2024 di oltre 130 mila bottiglie. Negli anni dopo la sua fondazione si sono susseguite le iniziative dei Vinaioli di Castellinando, ma solo nel 2016 il progetto della sottozona ha ripreso forza grazie alla registrazione del marchio collettivo “Castellinaldo”, a cui ha fatto seguito nel 2019 la presentazione al Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani della richiesta per il riconoscimento ufficiale della sottozona.

Questa viene finalmente riconosciuta dopo due anni, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2021, anche grazie al supporto di importanti figure come il giornalista Giancarlo Montaldo e l’enologo Gianfranco Cordero, che hanno contribuito a renderne un punto di riferimento per la Barbera d’Alba.

Vino, territorio e passione, i giovani Vinaioli conquistano il pubblico

Oggi questa rivoluzione viene proseguita da una nuova generazione di produttori, che fa di questa associazione una delle più giovani in assoluto in tutto il panorama italiano, a cominciare dal suo presidente Luca Morra della Azienda Agricola Stefanino Morra. Questo ricambio, oltre ad essere un’autentica boccata di aria fresca, ha portato il proprio entusiasmo e la propria impronta stilistica, percepiti nettamente nel calice, a cominciare dal perfetto utilizzo dei legni.

Infatti le nuove regole, che hanno dato all’affinamento un’importanza cruciale, prevedono minimo 14 mesi di maturazione, di cui almeno 6 devono essere svolti in legno, che regalano ai vini morbidezza, complessità ed eleganza. Questo, insieme al terroir, con il suo insieme irripetibile di fattori pedoclimatici, crea un ambiente ideale per la barbera, che in questo territorio trova le condizioni perfette per esprimere al meglio la sua personalità e identità. 

La Primavera del Castellinaldo

La Primavera del Castellinaldo è diventata così la manifestazione per eccellenza in cui i Vinaioli di Castellinaldo riescono a far conoscere questa nicchia di eccellenza, valorizzando in maniera importante un vitigno da sempre legato al suo territorio. E tra i suoi momenti da menzionare sicuramente le due masterclass che si sono svolte lunedì pomeriggio, dedicate solo a operatori professionali giornalisti.

Entrambe guidate da Giancarlo Montaldo, consulente tecnico-scientifico della manifestazione e giornalista che sin dagli esordi ha seguito la nascita della sottozona, la prima è stata l’occasione per presentare l’anteprima dell’annata 2023 e alle differenze stilistiche del Castellinaldo prodotto fuori dai confini del borgo che ne ha dato il nome. La seconda masterclass si è invece dedicata all’evoluzione in bottiglia che il tempo può regalare alla barbera di questo territorio, grazie a una verticale tra le annate 2016 e 2023.

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Masterclass, La Primavera del Castellinaldo

L’evento, che ha visto oltre 600 ospiti accreditati, con più di 40 vini in mescita, si è chiuso con la cena finale, preparata dallo chef Davide Odore del ristorante Io e Luna, in cui sono state messe in risalto le caratteristiche gastronomiche del Castellinaldo, e che ha presentato i vini non soltanto in abbinamento ai diversi piatti ma anche come un prezioso ingrediente di cucina.

In conclusione di questa seconda edizione Luca Morra, in veste di presidente, ha così commentato:

La nostra manifestazione sta crescendo, per questo c’è molta soddisfazione tra i produttori. Guarene e Palazzo Re Rebaudengo hanno rappresentato la cornice perfetta per accogliere la seconda edizione della Primavera del Castellinaldo: con questa iniziativa vogliamo affermare sempre più la nostra identità e valorizzare a pieno quella che è una “nicchia” del panorama vitivinicolo di Langhe e Roero. Il ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento: il Comune di Guarene, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, l’Atl Langhe Monferrato Roero, la delegazione di Cuneo-Alba dell’Ais Piemonte.

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