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Vinaltum, appuntamento per il 25 e il 26 maggio a Schloss Freudenstein, Appiano (Bz) con oltre 120 aziende, masterclass e un calendario di appuntamenti d’eccellenza nell’elegante contesto altoatesino
Giunto alla seconda edizione, il progetto, ideato da Danilo D’Ambra e Luciano Rappo, con la collaborazione di Pietro Cormaci (Brand Ambassador), si rafforza puntando su numeri in crescita e contenuti sempre più qualificanti. A tal proposito, noi di GiuColVino, abbiamo posto agli ideatori alcune domande inerenti allo sviluppo dell’evento e alle molteplici iniziative proposte.
La vostra iniziativa “Calice Maestro” vuole coinvolgere gli under 35 in questo percorso educativo.Quali sono i criteri utilizzati per valutare l’impatto culturale e formativo sull’approccio dei giovani al mondo del vino? Come si pone Vinaltum, tramite questa iniziativa, di fronte al forte calo di consumi tra la nuove generazioni?
L’iniziativa Calice Maestro, promossa da Vinaltum, si configura come un progetto educativo rivolto alle nuove generazioni, in particolare al pubblico under 35, con l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo del vino in una prospettiva culturale, consapevole e sostenibile. L’approccio non è finalizzato alla promozione del consumo in sé, bensì alla valorizzazione del vino quale espressione del patrimonio storico, territoriale e artigianale italiano. Per misurare l’efficacia culturale e formativa dell’iniziativa, Vinaltum adotta una serie di criteri qualitativi e quantitativi, tra cui:
Partecipazione e coinvolgimento, si monitorano il numero di adesioni alle attività proposte (workshop, percorsi sensoriali, laboratori tematici), la frequenza di partecipazione ricorrente e l’interazione sui canali digitali; Produzione culturale e creativa, l’iniziativa incoraggia la creazione di contenuti originali da parte dei partecipanti (recensioni, video, podcast), contribuendo a costruire una narrazione contemporanea e personale dell’esperienza enologica; Costruzione di una comunità, si presta particolare attenzione alla capacità dell’iniziativa di favorire reti relazionali e scambi culturali tra i giovani, promuovendo un senso di appartenenza e di dialogo intorno al vino come elemento identitario.
Vinaltum è consapevole della tendenza, rilevata a livello nazionale ed europeo, che evidenzia un calo generalizzato del consumo di vino tra le nuove generazioni. L’iniziativa Calice Maestro non intende contrastare tale fenomeno incentivando il consumo, bensì reinterpretarlo attraverso una chiave culturale e formativa. L’obiettivo è quello di proporre un nuovo paradigma: non più il vino come prodotto di consumo occasionale, ma come simbolo di conoscenza, tradizione e qualità. In tal senso, Vinaltum si pone in un’ottica di responsabilità sociale, mirando a educare al gusto, alla moderazione e alla valorizzazione del territorio.
Ci saranno oltre 120 cantine partecipanti all’evento. In che modo avete bilanciato la valorizzazione delle eccellenze enologiche regionali italiane con la presenza di etichette internazionali, al fine di offrire un percorso enografico completo e coerente con il vostro concept?
La partecipazione di oltre 120 cantine all’evento rappresenta una straordinaria opportunità per offrire un’esperienza enografica articolata, capace di coniugare la valorizzazione delle eccellenze territoriali italiane con l’apertura al panorama vitivinicolo internazionale. In coerenza con il “concept” curatoriale dell’iniziativa, la selezione delle etichette ha seguito criteri di rappresentatività, qualità e coerenza culturale, nonché di territorio. Grande attenzione è stata riservata alla rappresentanza delle diverse regioni italiane, includendo cantine che incarnano l’identità territoriale attraverso vitigni autoctoni, tecniche tradizionali e pratiche sostenibili. La selezione ha privilegiato i produttori con forte radicamento storico e culturale nel territorio di appartenenza, nonché le Denominazioni d’origine riconosciute per eccellenza qualitativa. Ciò ha consentito di delineare un itinerario sensoriale che riflette la straordinaria biodiversità del patrimonio vitivinicolo italiano.
Qui l’ Alto Adige, il nostro territorio, rappresenta una delle aree vitivinicole più prestigiose d’Italia, nota per la sua straordinaria qualità produttiva, la gestione sostenibile dei vigneti e la forte identità territoriale. La mappatura delle cantine, il layout espositivo e le attività collaterali, sono stati progettati per accompagnare i visitatori in un percorso narrativo organico, che valorizzi le identità senza creare gerarchie, ma promuovendo la pluralità come valore. In tal modo, l’evento non solo celebra l’eccellenza italiana, ma si pone anche come spazio di dialogo internazionale, coerente con una visione culturale del vino che travalica i confini e valorizza la condivisione delle competenze, delle storie e delle tradizioni. La presenza di una selezione mirata di cantine estere ha l’obiettivo di ampliare l’orizzonte culturale del visitatore, favorendo il confronto e la scoperta di approcci produttivi differenti.
Alla luce delle vostre partnership avete optato per delle strategie in modo da garantire un’organizzazione sostenibile dell’evento e minimizzarne l’impatto ambientale?
Nel quadro delle collaborazioni attivate, l’organizzazione dell’evento ha posto al centro della propria pianificazione una visione sostenibile e responsabile, con l’obiettivo di ridurre significativamente l’impatto ambientale e promuovere una cultura della sostenibilità condivisa tra espositori, partner e pubblico. Grazie alla cooperazione con enti territoriali e operatori di mobilità, sono state implementate soluzioni per incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici e navette a basse emissioni. Cosi come la logistica gestita con mezzi “Green” e operata dal nostro partner Dachser – Fercam Italia. Con questa abbiamo realizzato una lounge esterna temporanea utilizzando materiali riciclati e a basso impatto ambientale (EchoLab).
Parlando del format “Vinaltum – The Club”, lo avete definito come “un’esperienza multisensoriale, elegante e fuori dagli schemi”. Come si fonderanno il mondo luxury e quello del vino in questo nuovo format che verrà presentato il 24/05?
“Vinaltum – The Club” si propone come uno spazio esclusivo – fisico e concettuale – in cui il vino diventa elemento centrale di un rituale di scoperta che coinvolge tutti i sensi. L’esperienza è curata nei minimi dettagli, con un’attenzione particolare al design, alla luce, alla musica e alla mise en place, per creare un’atmosfera immersiva e distintiva. Attraverso degustazioni guidate, pairing creativi, performance artistiche e installazioni sensoriali, il format promuove una fruizione del vino che va oltre il consumo, configurandosi come un atto estetico e culturale. La collaborazione con brand e partner del segmento luxury – provenienti dai settori dell’alta moda, del design, dell’arte e dell’hôtellerie – consente di sviluppare esperienze personalizzate e sartoriali, in cui la narrazione del vino si intreccia con materiali pregiati, tecnologia e servizi esclusivi. In questo contesto, il lusso non è inteso come ostentazione, ma come ricerca di autenticità, unicità e valore umano: principi condivisi con il mondo del vino d’autore.









