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La nuova era della cantina Cadgal

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Tempo di Lettura: 5 minuti

CadGal, un brindisi che fa del bene

La passione per il vino, il moscato in particolare, gliel’ha trasmessa il nonno quando ancora era piccolo. Una figura importante, quasi paterna, che ha acceso in lui l’amore per le vigne e quel legame con il territorio e le tradizioni, che dura ancora oggi. Lui è Alessandro Varagnolo, originario torinese, che nel 2023 ha deciso di rendere realtà questa infatuazione giovanile. Insieme alla sua famiglia, ha infatti deciso di rilevare dal precedente proprietario Alessandro Boido, Cadgal, azienda agricola nata nel 1989, e che fin dalla sua creazione aveva come obiettivo prioritario quello di dare una nuova interpretazione al Moscato d’Asti.

Il nuovo corso tra tradizione e sostenibilità

Il disegno di Alessandro ha da subito avuto un’impronta chiara, e decisa. A cominciare dal restyling del logo, un gallo stilizzato, che ricorda il nome del marchio Cadgal (inizialmente Ca’ D’Gal, “casa del gallo” nel dialetto piemontese), che sembra scindersi in un calice durante un brindisi, regalando quella tipica sensazione di gioia del momento.

Oggi il progetto abbraccia due proprietà: la prima, omonima della frazione del comune di Santo Stefano Belbo sulle colline delle Langhe, Tenuta Valdivilla, e poi Tenuta La Cova, a Calamandrana, nel cuore del Monferrato Astigiano. 

Distanti pochi chilometri l’una dall’altra, Valdivilla si trova nel rinomato territorio del Moscato d’Asti, conta di 6 ettari vitati ed è la sede storica della cantina dedicata alla produzione del famoso vino aromatico. Tenuta La Cova rappresenta invece il nuovo corso. Qui infatti si trovano la sede dell’azienda e la nuova cantina, atta alla vinificazione di tutti i nuovi vini. Gli ettari totali sono 25, di cui 9 vitati, e il resto che si divide tra noccioleti, boschi e piante secolari.

Entrambe le Tenute, che propongono anche un servizio di hospitality all’insegna del relax e dell’eleganza, fanno parte del paesaggio delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO ormai da anni, dove la tradizione vitivinicola dura da secoli, e dove la relazione tra l’uomo, il territorio e il clima, dà vita a vini di eccelsa qualità, conosciuti ormai in tutto il mondo. A Tenuta La Cova, in particolare, l’importanza del rispetto per il suolo e per il suo microbioma è evidente.

Cadgal infatti porta avanti quotidianamente, e fortemente, il suo concetto di un’agricoltura di “restituzione, grazie alla presenza di boschi e di zone non coltivate, l’uso di sovesci e di pratiche agricole virtuose, che vanno a indennizzare il territorio per l’ “abuso” dei terreni vitati. Tutto questo con il fine di rigenerare l’equilibrio tra suoli e biodiversità, e per poi ritrovarne il risultato nel calice. 

Il gallo ha cantato (di nuovo), Cadgal rinasce con il moscato, e non solo

I vigneti di Valdivilla e La Cova si trovano ad altitudini che vanno dai 250 ai 400 metri, con esposizioni differenti che seguono i diversi profili dei suoli, dalle colline più dolci del Monferrato a quelle più impervie delle Langhe. I terreni sono fatti di marne bianche e argille blu (i cosiddetti “tufi” piemontesi), e sono quasi sempre poveri, caratteristica fondamentale per la pianta dell’uva, che porta poi ad esaltare profumi ed eleganza nei vini prodotti.

La linea prevede al momento 8 etichette: dal fiore all’occhiello aziendale, il moscato, allo chardonnay e il sauvignon, fino al tradizionale Barbera d’Asti, che in totale raggiungono una produzione di circa 80.000 bottiglie all’anno.

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Alessandro Varagnolo, Cadgal – degustazione vini da sx a dx: linea moscato, internazionali e barbera

La linea Moscato

La linea Moscato si apre con l’ultimo arrivato in ordine di età, l’Asti Spumante Docg, da piante che vanno dai 20 ai 45 anni, e vinificazioni che arrivano a 50 giorni. Come da tradizione il suo abbinamento tipico è con i dolci delle feste, ma ormai sdoganato anche in accompagnamento con i frutti di mare, le ostriche o i gamberi, e il successo sul mercato americano è lì a testimoniarlo.

Il Sant’Ilario Canelli Docg e il Lumine Moscato d’Asti Docg confermano come ormai da questo vitigno aromatico si possa creare un vino a tutto pasto, riuscendo ad accostare il suo tipico aroma dolce a piatti salati, salumi, formaggi, e soluzioni gastronomiche ancora più complesse.

Vitigni internazionali

Si passa poi ai vitigni internazionali, con le due etichette di Piemonte Doc Sauvignon e Piemonte Doc Chardonnay. Entrambi da vigneti di 15 anni siti a Calamandrana, vengono fermentati in autoclave di acciaio inox a temperature controllate; il primo fresco e verticale con una sapida acidità all’assaggio, mentre il secondo rivela un’ottima morbidezza, bilanciata perfettamente da una bella acidità. 

Oltre al Moscato 

Da ottobre 2024 nel listino c’è anche il Mavi Barbera d’Asti Docg, dedicato a Maria Vittoria, la primogenita di Alessandro Varagnolo. Anche in questo caso siamo a Calamandrana, con vigne a 250 metri di altitudine, e dove, dopo la vendemmia manuale a metà settembre, il vino viene imbottigliato nell’estate successiva per poi continuare l’affinamento per almeno altri 3 mesi, presentandosi infine con un vivace rosso rubino con riflessi amaranto, note floreali e sentori fruttati di fragoline di bosco, ciliegie mature, mentre in bocca un tannino morbido ed elegante accompagna una polpa succosa di fragole.

Gli ultimi due vini che presentiamo sono quelli che in qualche modo ci hanno colpito maggiormente, anche se per motivi diversi. Come primo non possiamo esimerci dal citare il vero e proprio simbolo del progetto di Cadgal.

Stiamo chiaramente parlando del Vigna Vecchia Moscato d’Asti Docg. Uve provenienti da piante di oltre 70 anni di età, lungo i sorì (altro termine piemontese che sta ad indicare le pendici più soleggiate). Ma la caratteristica che rende unica questa bottiglia è il suo particolarissimo metodo di affinamento. 

Infatti il vino, dopo essere stato imbottigliato, riposa al buio per 60 mesi in casse ripiene di sabbia, in condizioni ideali. Il risultato è un vino complesso, raffinato, piacevole, e con prospettive di longevità superiori alla media. Caratteristico il suo colore giallo paglierino con sfumature dorate, al naso si presenta con sentori agrumati, menta, salvia, miele di acacia e un tocco di idrocarburo; mentre all’assaggio un perfetto equilibrio tra dolcezza, acidità e la tipica leggera effervescenza. Versatile sia nella beva che nell’abbinamento, che si amplia a piatti diversi, come ostriche, formaggi, fois gras e pesce crudo. 

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Cadgal, Vigna Vecchia Moscato d’Asti Docg

Dai sorì alla solidarietà

La seconda etichetta che voglio segnalare non si distingue solo per le sue caratteristiche organolettiche, ma soprattutto per il progetto che la accompagna e che Cadgal sostiene da anni. Il vino è il Barbera d’Asti Docg Fabè. Nato dal ricordo di Fabio, purtroppo prematuramente scomparso, figlio di un grande sostenitore del progetto Cadgal, e caro amico di Alessandro. 

La famiglia Cadgal ha deciso così di devolvere in suo onore una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Fabè, al fine di sostenere progetti di volontariato, e proprio grazie a questi fondi è già stato costruito il Centro Medico Fabio Costantino nella città di Glei, nella Repubblica del Togo. Quando degusterete questa Barbera d’Asti, allegra, dal bel colore rosso rubino e il profumo di piccoli frutti rossi, ripenserete a quello che vi è dietro e al vostro piccolo aiuto a un progetto più grande.

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