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Le conferme e le nuove entrate per il 2025
È di nuovo tempo di Guida Michelin per l’Italia. Oggi, martedì 05 novembre, al Teatro Pavarotti Freni di Modena, si è svolta la cerimonia di assegnazione delle stelle 2025 per i nostri ristoranti, presentata dalla conduttrice Giorgia Surina, e alla quale hanno partecipato oltre 500 invitati tra i quali chef, giornalisti, professionisti del settore e istituzioni.
Un’edizione importante, perché, come sottolineato anche da Marco Do, Direttore Comunicazione Michelin Italia, è la numero 70. Nata nel 1956 con il nome “Dalle Alpi a Siena”, con l’obiettivo di dare ai viaggiatori informazioni utili per rendere i loro viaggi più piacevoli, dall’anno successivo venne estesa a tutta Italia, e dal ’59 introdusse le “stelle”, diventando uno dei riconoscimenti più importanti per il mondo della ristorazione. Tra questi, sicuramente un habitué è diventato il Ristorante Clinica Gastronomica Arnaldo di Rubiera, presente in Guida fin dal primo anno, e subito stellato.
Nato nel 1936 grazie al nonno Arnaldo in un edificio che è locanda dal lontano 1200, oggi siamo alla terza generazione con lo chef/patron Roberto Bottero, e una quarta, il figlio di Roberto, che lavora già in sala. Il nome particolare nasce nel dopoguerra, quando negli anni ’60 andavano a mangiare molti dottori dall’ospedale di Modena, e a loro Arnaldo era solito dire “Voi curate con le medicine, io curo con il cibo… che è molto meglio”. Custodi di una tradizione culinaria, offre i suoi piatti da 88 anni, e ha avuto tra i suoi astanti anche personaggi famosi, tra cui Luciano Pavarotti ed Enzo Ferrari.
Giorgia Surina ha sottolineato come l’evento annualmente festeggi l’Eccellenza dell’enogastronomia nazionale, e ha ricordato come quest’anno Michelin Italia abbia deciso di venire a Modena, perché cuore della Food Valley italiana, e culla tra le principali della tradizione culinaria della penisola.
Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna sottolinea nuovamente l’importanza di questa prima volta a Modena, per un evento di tale portata. Una condivisione di valori (cibo, vino, cucina), e un grande patrimonio economico-culturale, alla base delle scelte della Guida. Ricordando anche con un pensiero tutte le comunità del territorio, che negli ultimi anni hanno affrontato grandi emergenze, a cui ha aggiunto un abbraccio virtuale alla Spagna che sta vivendo giorni difficili.
È il turno poi di Marco Do, Direttore Comunicazione Michelin Italia, che ha ricordato come negli anni la Guida si sia evoluta periodicamente con nuove informazioni, e sperimentando nuovi canali di informazioni, a cominciare dal sito internet, per passare all’app su mobile.
Nell’ultimo intervento, Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale Guide Michelin, ha sottolineato come la selezione non sia solo una fotografia dell’eccellenza gastronomica della penisola, ma anche del talento dello chef, della ricchezza del territorio e delle tradizioni regionali. E ricordando come la cucina italiana sia una di quelle che influenza maggiormente la scena culinaria mondiale.
Veniamo ai risultati, ricordando che le Stelle Michelin vengono assegnate ai ristoranti e non agli chef, dopo una attenta valutazione degli Ispettori, che in maniera completamente anonima frequentano i posti anche più di una volta, per poi dare il proprio voto.
La valutazione si basa su 5 criteri fondamentali, applicati allo stesso modo in tutti i paesi: qualità dei prodotti, maestria delle tecniche culinarie, personalità dello chef espressa nel piatto, armonia dei sapori e la coerenza e continuità nella preparazione.
La Guida può assegnare fino a 3 Stelle per locale:
- 1 Stella: eccellenza nella qualità e nell’esecuzione dei piatti.
- 2 Stelle: piatti raffinati, dove emerge chiaramente talento e personalità dello chef.
- 3 Stelle: cucina superlativa, con piatti destinati a diventare dei classici, con piatti che diventano vere e proprie forme d’arte.
Nell’edizione di quest’anno 393 sono i ristoranti che potranno fregiarsi di questo riconoscimento, in leggera diminuzione rispetto l’anno passato.
Tra tutti spicca sicuramente la new entry tra le Tre Stelle, portandone a 14 il numero totale, Casa Perbellini – 12 Apostoli, di Verona, con lo chef Giancarlo Perbellini, che rappresenta bene quei locali che “valgono il viaggio”. Due nuove entrate anche per le Due Stelle (“i ristoranti che valgono la deviazione”), grazie agli chef Marco Galtarossa di Villa Elena a Bergamo, e Matteo Temperini di Campo Del Drago a Montalcino.
A completare la lista dei nuovi arrivati, i 33 locali che si sono guadagnati la loro prima agognata Stella.
Grow Restaurant di Albiate (chef Matteo Vergine);
Cetaria di Baronissi (Salvatore Avallone);
Volta del Fuenti di Vietri sul Mare (Michele De Blasio);
Ancòra di Cesenatico (Marco Garattoni);
Equilibrio di Dolcedo (Jacopo Chieppa);
Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti di Asti (Gianluca Renzi);
Dissapore di Carovigno (Andrea Catalano);
Serrae Villa Fiesole di Fiesole (Antonello Sardi);
Contrada di Castelnuovo Berardenga (Davide Cannella);
Saporium di Chiusdino (Ariel Hagen);
Alto di Fiorano Modenese (Mattia Trabetti);
O Me o il Mare di Gragnano (Luigi Tramontano);
Don Alfonso 1890 di Massa Lubrense (Ernesto Iaccarino);
Il Circolino di Monza (Lorenzo Sacchi);
Olmo di Cornaredo (Riccardo Merli);
Cucina Cereda di Ponte San Pietro (Giuseppe Cereda);
Moebius Sperimentale di Milano (Enrico Croatti);
Acqua di Olgiate Olona (Alessandro Menoncin);
Sine By Di Pinto di Milano (Roberto Di Pinto);
Laqua by the Lake di Pettenasco (Gianni Bertone);
Locanda De Banchieri di Fosdinovo (Giacomo Devoto);
Grual di Pinzolo (Matteo Maenza);
Abruzzino Oltre di Lamezia Terme (Luca Abruzzino);
Marotta di Squille (Domenico Marotta);
Ristorante Del Lago di Bagno di Romagna (Simone Bravaccini);
Iris Ristorante di Verona (Giacomo Sacchetto);
Locanda Mammi di Agnone (Stefania Di Pasquo);
Palais Royal Restaurant di Venezia (Philip Chronopoulos);
Casa Leali di Puegnago sul Garda (Andrea Leali);
Achilli al Parlamento di Roma (Pierluigi Gallo);
Vineria Modì di Taormina (Dalila Grillo);
Tancredi di Sirmione (Vincenzo Manicone);
Al Gatto Verde di Modena (Jessica Rosval).
La cerimonia ha visto anche altri riconoscimenti, a cominciare dalla Stella verde, introdotta nel 2020 con il fine di supportare e premiare coloro che si sono distinti per l’impegno verso la sostenibilità ambientale, che quest’anno sono salite a 69 con 11 novità, per poi arrivare agli altri premi speciali come il Sommelier Award (Oscar Mazzoleni, maitre e sommelier del ristorante Al carro ponte di Bergamo), il Service Award (Vanessa Melis de il Ristorante Pascucci al Porticciolo di Fiumicino), lo Young Chef Award (il già citato Matteo Vergine del Grow Restaurant di Albiate), il Mentor Chef Award (Antonino Cannavacciuolo di Villa Crespi a Orta San Giulio), e infine il Passion Dessert, dedicato ai migliori pasticceri.
In conclusione 14 ristoranti Tre Stelle, 38 Due Stelle, e 341 Una Stella, con la Lombardia regione più rappresentata con 10 ristoranti, seguita da Campania e Toscana con 5. Tra le province invece a farla da padrone è Napoli, con la bellezza di 27 ristoranti, seguita da Roma e Milano. E nota molto positiva, tra le 36 novità del 2025, sono 14 gli chef con età inferiore o uguale ai 35 anni, di cui 4 addirittura under 30.
credits photo: Ig Guida Michelin








