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Conti degli Azzoni, pluralità d’intenti

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Tempo di Lettura: 7 minuti

Conti degli Azzoni produzione sostenibile e di qualità

Conti degli Azzoni tenuta principale della famiglia Azzoni nelle Marche, situata precisamente a Montefano, è una della quattro cantine di proprietà dei fratelli Valperto, Filippo e Aldobrando degli Azzoni. Le altre aziende sono distribuite tra Veneto, Toscana e Trentino: Conti Ricatti, Conti Aldobrando e Le Vide. 

Valperto Azzoni, tra i fratelli certamente il più spigliato, si fa portavoce della maggior parte dei racconti, parlando di pluralità d’intenti per creare un gioco vincente di squadra. Un imprenditore cervellotico, imperturbabile, istigatore di polemiche e punti d’interrogazione, Valperto è al contempo un uomo che ascolta i suoi interlocutori ma deciso nel suo volere. Le diverse Tenute di proprietà della famiglia stanno effettuando un cambiamento, una metamorfosi che comprendere più compartimenti aziendali; dalla comunicazione, alle risorse umane, alla gestione del lavoro in vigna e in cantina fino al reparto commerciale. 

Trascorrere del tempo con loro significa mettersi in discussione, interrogarsi su vari fronti e capire anche il loro punto di vista: la volontà di miglioramento e di sperimentazione continua a favore di una linea imprenditoriale decisa che comprenda tutti gli aspetti da cui hanno tratto esperienza nel corso degli anni. 

Certamente la tenacia e la pazienza non manca, quando ci si presenta al pubblico in genere si bada più alla forma che alla sostanza e si mettono in mostra solo i punti di forza, con loro è differente. Dietro agli assaggi dei campioni di mosto, alle prove di botte e agli esperimenti di vinificazione ci sono ore di lavoro, ore in cui si ha timore di aver fatto un passo falso assumendosi un rischio fuori controllo. L’azienda è radicata su precise certezze, cardini a cui difficilmente si slegherà, ed altri punti interrogati ai quali stanno cercando di trovare risposta. 

Di grande spunto per i numerosi cambiamenti attuati è stato lo sprint che la Tenuta in Trentino ha donato loro. Il Metodo Classico Trentino ha aperto le porte di un mercato fin ora poco conosciuto e la risonanza di tali scelte gli ha permesso di valutare ulteriormente strategie d’impresa che andassero ad implementare vari aspetti delle aziende sparse sul territorio. 

Conservare la pluralità degli ecosistemi 

Uno dei principali interessi dell’azienda è trovare un vademecum di produzione che li rappresenti dalla vigna alla cantina, traendo insegnamento da i diversi metodi di lavorazione da cui possono trarre insegnamento. Non per questo nascono come convenzionali con al momento diversi ettari in conversione a biologico e come ultima frontiera una sperimentazione di vinificazione naturale. 

Sostenibilità e Certificazione B Corp 

Nelle Marche abbiamo avviato un progetto ambizioso che ha portato alla redazione del “Bilancio di Sostenibilità”, un’accurata analisi che si concentra sull’impatto sociale, economico e ambientale dell’azienda. Questo prezioso strumento testimonia i processi virtuosi che hanno permesso di ridurre al minimo l’impatto ambientale della produzione. Famiglia Conti degli Azzoni

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Conti degli Azzoni, vigna

L’azienda da dieci anni conduce questo report sul Bilancio di Sostenibilità in cui vengono esplicitate le origini delle fonti di energia utilizzate e il conseguente impatto ambientale. I punti cardine di tale certificazione per il conseguimento dell’attestazione B Corp prevedono la relazione tra 17 obiettivi. Obiettivi divisi in 8 categorie a loro volta unificati in 4 macro categorie: persone, impronta carbonica, buone pratiche e biodiversità. 

Persone: benessere dei collaboratori, incrementando l’employer branding.

Impronta carbonica: monitoraggio emissioni generate e successivo impegno a ridurle.

Buona pratiche: buone pratiche agricole per massimizzare la qualità della materia prima (gestione della concimazione organica del vigneto attraverso un sistema di distribuzione con rateo variabile).

Biodiversità: mantenimento della biodiversità e tutela ambientale. 

Lavaggio uve 

L’azienda ha messo in atto un processo di lavaggio uve con un macchinario apposito già in possesso della famiglia Azzoni. La famiglia Azzoni nasce e si sviluppa nel settore ortofrutticolo (tra i maggiori produttori di basilico in Italia) quindi i macchinari per i lavaggi delle colture non erano a loro sconosciuti. Prendendo spunto dall’azienda Ca’ del Bosco hanno pensato: “perché non sfruttare lo stesso principio?”. 

La prima vendemmia con annesso lavaggio delle uve è stata la 2021, anno zero per questa nuova sperimentazione, ad esclusione delle prove in vinificazione “naturale”.  Ad oggi proseguono le ricerche e la cura verso la materia prima analizzando le criticità e i punti di forza di tutta la filiera produttiva. (esempio è la differenza a livello sensoriale che può avere il mosto se lavato solo con acqua o acqua e acido citrico).  

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Conti degli Azzoni, lavaggio uve

Conti degli Azzoni non va considerata unicamente come un’azienda vinicola ma come un’unità commerciale. L’imprinting fondamentale per questo criterio d’azione è sicuramente la certificazione B corp, la quale fa figurare le aziende che ne appartengono, come realtà legate fortemente all’imprenditoria come salvaguardia e tutela dell’ambiente circostante. 

La Cantina

La proprietà marchigiana si estende su 850 ettari nella provincia di Macerata, di cui 130 a vigneto e la restante parte destinata a arativo e bosco. La squadra è composta da Salvatore Lovo (enologo), Lorenzo Gigli (responsabile di produzione), Pierluigi Donna (agronomo consulente) e Gianfranco Canullo (agronomo). 

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Barricaia di botti in rovere situata nel palazzo storico della famiglia

Nero inchiostro: Verticale Marche Rosso Igt Passatempo 

Montepulciano in purezza proveniente da un impianto del 1968. Suolo principalmente argilloso dove le piante generalmente non soffrono la siccità in quanto le radici sono molto profonde. Rese di 40 quintali ettaro e produzione di 5 mila bottiglie. Il montepulciano è un vitigno che tende alla riduzione (nelle annate più vecchie si possono incontrare dei sentori di riduzione); la buccia spessa della varietà consente di operare delle buone macerazioni e la massa colorante risulta stabile e intensa. La vinificazione nel corso degli anni è sempre stata la stessa, l’azienda ha modulato annualmente i tempi di macerazione e i passaggi di tonneau. Tipizza l’assaggio la massa colorante intensa , l’evoluzione nella speziatura e l’impronta alcolica importante smorzata dall’acidità ben integrata con il tannino. 

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Conti degli Azzoni, Montepulciano

Galoppante e maculata definirei nel complesso questa degustazione, un vino che esprime costanza in alcuni dettagli. Un assaggio può primariamente essere chiuso per poi aprirsi, per poi richiudersi e successivamente evolvere in sentori nuovi e netti. Vini che richiedono tempo.

Marche Rosso Igt Passatempo 2007 

Il tempo trascorso di quindici anni ha inciso sull’evoluzione di questo vino. Il colore carico con riflessi aranciati, non si fa attraversare dalla luce. La caratteristica massa colorante intensa del montepulciano ha retto bene il passare del tempo. Al naso i primi sentori sono chiusi ma lasciato nel calice a contatto con l’ossigeno prende forma e inizia a farsi conoscere: macchia mediterranea e spezie; una speziatura balsamica che ricorda l’elicriso. In bocca la persistenza non è la sua arma vincete, a differenza del tannino e dell’acidità che reggono bene il sorso. 

Marche Rosso Igt Passatempo 2010 

L’assaggio che ha fatto parlare più di sé. Un’annata da assaporare lentamente , un vino gourmet da degustare in solitaria. La 2010 per il centro Italia è stata una grande annata e Passatempo 2010 non è da meno. Grande complessità, struttura e persistenza. Colore intenso e impenetrabile, sia al naso che al gusto è “cioccolatoso”, caldo e balsamico. Persiste l’equilibrio tra tannico e acidità che invoglia nella deglutizione. 

Marche Rosso Igt Passatempo 2013

Della 2013 si ricorda la speziatura differente rispetto alle precedenti annate, forse una speziatura più riconoscibile quando si approccia vini di struttura. Colore intenso e stabile, naso lievemente evoluto e gusto netto nella sua pienezza. Cuoio, pepe, tostatura e rosmarino. In questo caso la gioventù si percepisce in modo leggiadro attraverso un tannino elegante nella sua spigolosità. 

Marche Rosso Igt Passatempo 2016 

La costanza nelle annate inizia a percepirsi: speziatura e gioventù scalpitano, anche se ciò che caratterizza l’annata 2016 è la presenza più tesa di frutta rossa da quella croccante a quello in composta, frutti rossi selvatici, mora e gelso. Colore lievemente più scarico rispetto ai precedenti. Sia al naso che al gusto prevalgono note di frutto e freschezza data dall’acidità. 

Marche Rosso Igt Passatempo 2017

Massa colorante stabile e naso giovane con note iniziali di frutto e spezie, l’acidità è dirompente ma non taglia il palato. Si distingue per la sua estrema gioventù con una beva più semplice, diretta e fresca nonostante la persistente struttura alcolica. La 2017 e la 2007 hanno qualcosa in comune che solo il tempo confermerà o smentirà… forse la fluida evoluta espressione maculata.

Marche Rosso Igt Passatempo 2021 – campione di botte 

Un campione di botte sorprendente, vi è poco da aggiungere. Nella sua estrema gioventù, possiede una prontezza di beva e golosità immensa, pronto all’imbottigliamento. Prima annata a cui è stata fatto il lavaggio delle uve (oltre la selezione sul nastro dei grappoli – tecnica già utilizzata dal 2017). 

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Assaggi in Bianco, la Ribona  

“Una sconosciuta che ridà identità ad un territorio” Valperto Azzoni 

La ribona, conosciuta come maceratino montecchiesi, è un vitigno autoctono vinificato da molti pochi, tra questi la famiglia Azzoni. Un vino bianco espressione del territorio, intenso e persistente, si caratterizza per una nota salina molto particolare.

Colli Maceratesi DOC Helvia 2021

selezione e lavaggio delle uve, forte diradamento e lieviti indigeni 

Dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini, a primo impatto è netto. Si riscontra una nota di frutto e fiori bianchi (gelsomino) notevole a cui fa sfondo un sentore di camomilla. Al palato l’alcolicità viene smussata dalla costante acidità che conduce ad una mineralità crescente. Fresco e armonico. 

Colli Maceratesi DOC Recina 2020

selezione e lavaggio delle uve, forte diradamento e lieviti indigeni 

Le uve di ribona provengono da due vigneti diversi e da due momenti di raccolta differenti. Colore giallo paglierino, l’impronta olfattiva sfuma su sentori balsamici, mentolati e di arbusti selvatici che virano su note di erbe officinali. In bocca la sensazione alcolica e la grassezza vengono percepite nonostante un grado alcolico non elevato. È la salinità del vino che fa da padrona in bocca, prolungata ma elegante quasi di salsedine. 

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