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Identità Golose 2025

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Tempo di Lettura: 6 minuti

Identità Golose 2025: il vino protagonista con bollicine dal mondo e non solo

Si è conclusa la ventesima edizione di Identità Golose, il congresso internazionale di cucina d’autore più importante d’Italia, nato per dare visibilità alla crescita degli chef italiani, e via via evolutosi per dare spazio ad altre identità golose come la pizza, la pasticceria, i prodotti d’eccellenza, l’hotellerie  l’hospitality e quest’anno in particolare, a dare maggiore rilievo al mondo del vino e della mixology. 

Identità Golose all’Allianz MiCo di Milano 

Anche la nuova location guarda al futuro perché è sempre l’Allianz MiCo di Milano ma nella sua declinazione 2o.0, in continuità col passato ma tutta nuova: 13.000 mq per dare spazio e accoglienza alle diverse identità golose appunto, dalle eccellenze gastronomiche  italiane e internazionali, agli show cooking degli autorevolissimi chef nazionali e internazionali fino ai lievitati, ai vegetali, al pesce, alla farina con tanti chef e relatori all’opera immergendoci così più concretamente nel loro mondo.

4^ edizione di Bollicine dal Mondo

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Bollicine dal Mondo

Molto interessante è stata la presentazione della 4^ edizione di Bollicine dal Mondo con 900 etichette e 47 paesi di tutto il mondo con 30 itinerari enologici mondiali della migliore produzione spumantistica, rappresentativa di una chiara identità golosa: il vino. 

Già da sabato 22/02 dopo la conferenza stampa, era on line l’app bollicine dal mondo, un progetto ideato da Paolo Marchi, fondatore e curatore della manifestazione e Cinzia Benzi degustatrice, scrittrice e donna del vino. L’app, disponibile in italiano ed in inglese, rappresenta un concetto pratico e fruibile di mappatura mondiale dei vini spumanti selezionati, evidenziando la foto della bottiglia, la presentazione dell’azienda con simboli per esempio del biologico, biodinamico, esplicitando se è una novità dell’anno 2025, da quali uvaggi è composta, la presentazione dell’azienda, la sua storia e il territorio, le tecniche di vinificazione e affinamento e le note degustative da parte di un esperto del settore wine&comunication. 

C’è il riferimento diretto di google maps per giungere la cantina con destinazione tutta da scoprire in prospettiva internazionale allargata. Per i wine lovers c’è anche un glossario con sintesi della terminologia enologica che aiuta ad orientarsi. Questa nuova edizione 2025 conta 900 cantine (160 in più dell’anno precedente) e 47 paesi del mondo, con ampio spazio a Italia ed Europa. 

Le novità di quest’anno sono Cina, Taiwan, Moldavia, Serbia e Bolivia. Interessantissima la sezione non solo territori che propone 30 itinerari alla scoperta di regioni italiane vocate come l’Asti, l’Irpinia, Trento, Etna, a quelle della Francia con la Borgogna e Champagne ma non solo, fino al Cile, l’Argentina, con lente d’ingrandimento su Asia e Australia.

L’app rappresenta il risultato di un grande lavoro corale di giornalisti esperti e tecnici che hanno degustato le etichette in evidenza, garantendone affidabilità, trasparenza senza eccessivi tecnicismi, che consente una consultazione immediata e facilmente comprensibile.

Identità di Vino

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Identità di Vino

Omaggi e premiazioni

Durante la conferenza stampa di bollicine dal mondo sono state tante le premiazioni e gli omaggi: dai fratelli Ceretto e il loro Blangè Arneis Langhe Doc nato nel 1985, un bianco in terra vocata ai grandi rossi, che festeggia i suoi 40 anni con un video toccante di Bruno Ceretto dal titolo “il segreto del successo è fare diventare importanti gli altri e non se stessi”. Altrettanto toccante l’omaggio in ricordo di Gianpaolo Gravina l’instancabile giornalista, filosofo e divulgatore del vino prematuramente scomparso a febbraio mentre svolgeva il suo lavoro in Friuli.

Una vera scoperta sono stati i vini premiati. Da menzionare Sgreben, una speciale cuvée  di chardonnay e pinot nero Trento Doc Riserva Metodo Classico, 48 mesi sui lieviti, figlio di Webber, direttore della cantina di Aldeno, dedicato a Rolly Marchi, originario di Lavis e noto cronista sportivo delle Olimpiadi invernali. Sull’etichetta troneggia il cappello di montagna in suo memoria, e il nome Sgreben, parola scelta a suo tempo proprio da Rolly Marchi, per indicare come il buon vino possa nascere anche su terreni arditi e scoscesi, ingiustamente ritenuti “sgrebeni”. “Qui la montagna si fa perlage e le bollicine sussurrano i suoi pensieri”. 

Categorie vini premiati

Progetto 

Premiato anche il progetto di Giorgio Mercandelli di Cantina Alchemica a Canneto Pavese. Le uve vengono pigiate e trasformate senza coadiuvanti e trattamenti enologici, per consentire alla fermentazione dei lieviti e dei batteri del frutto (che hanno vissuto la stessa esperienza del vigneto) di completare spontaneamente (senza solfiti, temperature controllate, lieviti, antiossidanti, riducenti, enzimi, alimenti, tannini, pectine, chiarificanti, precipitanti, ecc…) la propria evoluzione fino alla bottiglia. Golem è uno spumante alchemico bianco a fermentazione diretta, un brut nature, senza solfiti aggiunti. 

Naturalità

Per la categoria naturalità il premio è andato all’azienda l’archetipo di Castellaneta (TA) per il suo Spumante Marasco Brut Nature Millesimato Igp Salento da vitigno maresco autoctono pugliese 100%. Con allevamento a controspalliera libera in onore di Rudolf Steiner e la sua filosofia della libertà. Promuove criteri di agricoltura sinergica (tra terra e pianta) biologica e  realizzato con metodo ancestrale a fermentazione spontanea.

Vitigno da scoprire

Il premio vitigno da scoprire va a uva rara dell’azienda Barbaglia in Alto Piemonte in provincia di Novara ai piedi del Monterosa e vicino al lago d’Orta. L’uva rara è utilizzata dall’azienda sia in cuvée che in purezza.

Altro premio per il vitigno da scoprire va al Gros Manseng di Chateau La Croix des Pins nel sud-ovest della Francia Aoc Ventoux con i suoi vini biologici. Il Gros Manseng è un vitigno potente, che conferisce una spalla acida importante al vino, e che gli dona carattere ed eleganza. Il colore giallo oro vissuto conferisce ulteriore personalità al vino.

Giovani speranze

Per le giovani speranze sono stati premiati Basco e Iannacone titolari di Cacciagalli azienda “Triple A” (agricoltori, artigiani, artisti) con vento e mare uno spumante di fiano e falanghina su suolo vulcanico e sabbioso. 

Quest’anno il vino ha avuto un posto di particolare rilievo occupando l’intera area superiore del padiglione fieristico con aziende note e di qualità. Da Bellenda con i suoi Prosecco e Metodo Classico come Sei Uno. All’ azienda spezzina Lunae col suo favoloso Metodo Classico Millesimato, spumante di albarola e vermentino, che nasce ai piedi delle Alpi Apuane e del mar Ligure. Una bollicina cremosa con sentori di pan briochè, salvia, macchia mediterranea e pesca bianca, con tocchi di pepe bianco, grafite e pietra focaia. 

Le Bollicine dal Mondo

Brasile

Invitante e irresistibile lo stand con bollicine dal mondo di cui è stata organizzata una degustazione con Casa Valduga 130, spumante Brut brasiliano iconico prodotto dal 2005 in onore dei 130 anni di arrivo in Brasile della famiglia Valduga. Composto da chardonnay e pinot nero di grandissima eleganza. Grande cremosità, rimandi di frutta tropicale e frutta secca con tostature di pane perfettamente integrate. Degustiamo anche il loro Blanc de Noir di pinot nero con 36 mesi mesi sui lieviti che conferma la stessa raffinatezza del primo. Due spumanti indimenticabili e sorprendenti. 

Inghilterra 

Nello stesso stand, Rathfinny uno spumante Metodo Classico Brut inglese del Sussex. Da pinot nero, meunier e chardonnay della tenuta inglese. Anch’esso una sorpresa.  Di colore limone mielato, con un naso di bucce di mela rossa che lascia il posto a un ricco palato di meringa al limone con un finale di frutta a bacca rossa. 

Spagna

Scopriamo, come scartando caramelle per la prima volta, anche Refugi Metodo Classico Brut Nature Riserva Penedes. Prodotto con uve provenienti da vecchie viti di Xarel·lo di oltre 70 anni, situate nella tenuta di Santa Susagna, nella riserva naturale del Garraf non lontano da Barcellona e Tarragona in terra catalana. Produzione del vino base nella stessa cantina. Fermentazione parziale di Xarel·lo in botti da 500 litri. Affinamento nella penombra della cantina per almeno 32 mesi. I sentori sono di mallo di noce, pane tostato, burro e biscotto secco.

Progetto Sardinia Terroirs

Da segnalare Sardinia Terroirs un progetto innovativo e non scontato per una terra non facile come la Sardegna, dove produttori sardi di diversi vitigni e territori si sono riuniti per valorizzare il territorio vitivicicolo sardo e far crescere un movimento che porti il nome della Sardegna enologica in giro per il mondo, sui tavoli dei maggiori esperti del settore e alle bocche dei grandi degustatori internazionali. Ci sono 9 produttori ad oggi presenti da Fradiles, Olianas, Antonella Corda, Tenute Perda Rubia, Quartomoro, Iolei, Saraja, Giba, Cherchi. Tutti validi e rappresentativi di un territorio di grande vocazioni vitivinicola.

Velier, uno dei più grandi distributori in Italia di liquori, distillati e vini ha completato un tuffo finale nella mixology con tutte le sue eccellenze e chicche nazionali  e internazionali.

Un’edizione speciale di Identità Golose, a più ampio respiro sia negli spazi reali sia in quelli pensati dove ci racconta Raffaele Foglia: “il vino è ormai co-protagonista nella sua identità di qualità e di rappresentatività dell’internazionalità della manifestazione”. 

Per me davvero riuscita nell’opportunità di degustare vini e conoscere realtà vitivinicole sconosciute ma di qualità e pregio. Osando con gli abbinamenti culinari proposti dai grandi chef presenti. 

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