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Le Guaite di Noemi: “solo una questione d’amore… “
Sulla terrazza della Rinascente, rivolti verso il Duomo, abbiamo incontrato Noemi giovane produttrice della Valpollicella figlia di una cultura enologica famigliare, accompagnati dalla cucina del ristorante Maio di Milano.
Azienda famigliare
In azienda sono tre: Noemi, il padre e la madre. Il retaggio del padre di Noemi vede un uomo dalla lunga esperienza, tecniche tradizionali e sapienti delle caratteristiche dei suoi terreni. Noemi, d’altro canto, è giovane carica di idee fresche e dinamiche – queste due anime de Le Guaite di Noemi sono fortemente riconoscibili nei loro vini. Un tempo l’azienda operava nella tradizione, con il graduale ingresso di Noemi sono arrivate alcune innovazioni che non hanno però snaturato il prodotto ma arricchito e ammodernato.
Non è stato un demolire e ricostruire per Noemi, ma un ristrutturare. Questo processo è avvenuto passando attraverso il confronto con suo papà, nel quale, dice lei, la mamma fa da arbitro. Nel 2015 cambia il nome in Le Guaite di Noemi, nel 2016 le etichette nuove vengono premiate a Vinitaly e oggi possiamo assaggiare le prime annate in cui si è assistito a un cambio di passo in cantina.
Hegel diceva che all’interno della famiglia l’intenso confronto tra padre e figli porta alla sintesi, cioè al progresso delle dinastie, in questo caso aveva sicuramente ragione. Troviamo un prodotto in cui la tradizione e lo stile sono rimasti gli stessi del 2002, quando venne prodotta la prima annata ufficiale, mentre beva e freschezza aggiungono modernità e dinamicità in bottiglia.
Oltre all’interesse dal punto di vista gustativo, questi vini raccontano la storia della cantina e racchiudono le due anime del progetto veicolando un forte messaggio.
Il messaggio che è arrivato a noi parte dal territorio, l’azienda infatti ha tre diverse composizioni di suolo: calcareo, calcare rosa e basalto. Questi restituiscono le diverse sfumature che vanno ad arricchire la complessità dei vini.
La tradizione è mantenuta attraverso i lunghi invecchiamenti e affinamenti, che portano ad avere ad oggi la distribuzione, per quanto riguarda l’Amarone della Valpollicella, dell’annata 2011. L’utilizzo del legno è importante ma con buon equilibrio. Infine la modernità in cui troviamo vini con residui zuccherini contenuti con freschezze che agiscono sulla piacevolezza al sorso e sulla beva.
Il momento del Pairing

Valpollicella Superiore 2013
Figlio di una bella annata, come definita dalla produttrice, è il vino che più bilancia i diversi aspetti di cui abbiamo parlato. Il naso è intenso, il legno ben integrato introduce una spezia importante, il sorso è pieno con un tannino esile ma molto elegante. Sul finale il frutto è persistente e ben annesso alla speziatura.

Valpollicella Ripasso 2012
Al naso la frutta è unita a note di viola, molto tradizionale ed identitario della tipologia di vino, in bocca ha un’acidità affilata con un tannino molto fine; il finale è leggermente speziato e amaricante. Lascia la bocca pulita. In questo vino abbiamo visto molto il contrasto tra un naso molto tradizionale e una bevuta moderna e agile.

Amarone 2011
Al naso è potente e intenso con i tratti tipici dell’Amarone. Un frutto maturo e una spezia raffinata. In bocca risulta pieno e intenso, tra tutti il più tradizionale come beva ma non manca di agilità e freschezza. Sul finale troviamo anche una lunghezza balsamica che lascia la bocca perfettamente pulita, un grande vino molto identitario.
L’Amarone è stato servito con formaggi del “I Sapori del Portico di Arbizzano” doveroso menzionarli in quanto hanno stupito e esaltato le sfumature del vino – difatti assaggiato con cinque formaggi diversi ha mostrato cinque sfumature differenti senza mai andare in secondo piano. Noemi inoltre ha presentato i formaggi con entusiasmo, pari all’entusiasmo per i suoi vini, questo ha messo in luce una passione per il territorio, per i suoi prodotti e per la terra che danno sostanza alla sua voglia di innovazione e modernità.

Recioto della Valpolicella 2015
Al naso il frutto intenso giovane e croccante. In bocca ha una dolcezza importante ma ben supportata dall’acidità si integra bene con le note terziarie evolute e complesse che continuano con un lungo finale persistente. Questa piccola selezione di 500 bottiglie rappresenta una versione del Recioto molto netta e versatile in ottimo abbinamento con il dolce a base di cioccolato.

Non è questione di moda, di denaro o doveri… E’ solo questione di Amore… Noemi








