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L’evento che è capace di mobilitare l’intero settore vitivinicolo italiano ha un nome: Vinitaly!
Verona ospita un flusso di tecnici, aziende e appassionati, inoltre, offre una larga gamma di eventi che, assieme alla fiera, ci danno modo di fare una fotografia della condizione attuale del mondo del vino del bel paese.
La manifestazione quest’anno si mostra snellita, con una volontà, a partire dal costo del biglietto, di rendere Vinitaly sempre più una piazza tecnica e professionale. Altro dato positivo è la grande partecipazione dall’estero dove i prodotti italiani stanno costruendo sempre di più una loro identità. Per affermare l’identità del Made in Italy, viene portato avanti, grazie a diverse iniziative, il connubio cibo-vino.
Sempre di più, concorde alle tendenze di consumo e alle discussioni sul rapporto tra vino e salute, il consumo di vino viene associato a una vita sana, una dieta curata e più in generale un amore nei confronti della qualità e del bello.
Le tendenze crescenti
Per quanto riguarda il padiglione del Piemonte, Barolo e Barbaresco si confermano realtà di riferimento e capaci di trainare tutta la regione come nel caso della graduale, ma costante, crescita in termini di qualità e brand dell’Alto Piemonte.
Per quanto riguarda la bollicina, è sicuramente la tipologia di vino di riferimento commerciale sulla fascia di prezzo media. Tra le realtà italiane Trento Doc vede, soprattutto negli ultimi anni, un cambio di marcia importante – a Vinitaly abbiamo assaggiato un prodotto consolidato con un brand forte e molto innovativo. Sempre per quanto riguarda il Metodo classico un occhio importante deve essere posto sull’Alta Langa a conferma delle sensazioni che avevamo avuto durante la Prima dell’Alta Langa lo scorsa anno e il territorio dell’Oltrepò Pavese che, seppur a ritmi inferiori, sta affrontando una crescita costante nel tempo che fa ben sperare per la riqualificazione di una denominazione dalla grande potenzialità.
La Toscana invece è ancorata alla tradizione e i prodotti vogliono portare avanti in modo coerente la lunga storia del territorio, strategia più indicata nei confronti dei mercati esteri, a mio parere manca di innovazione e novità che ti porta a voler scoprire nuove bottiglie al di là di grandi nomi o piccoli produttori che curano il dettaglio.
I vini del Sud dopo una fase di crescita impetuosa stanno trovando un loro assestamento. La qualità e la precisione nella lavorazione aiutano zone e vitigni a rifiorire, areali che si dimostrano meno impattati dal cambiamento climatico. In particolare, i terreni vulcanici dell’Etna e del Vesuvio sono capaci di restituire vini dalle acidità elevate e dalla freschezza prolungata.
La zona FIVI ci ha convinto molto, in grado di valorizzare i piccoli produttori per i quali lo stand intero potrebbe essere un impegno troppo grande – una buona risposta alla domanda che ci si fa spesso su quanto possa essere importante Vinitaly per un piccolo produttore. Purtroppo, questo discorso non si può applicare alla sezione Micro-Mega Wine, della quale identità comune si capisce poco e dove i singoli produttori fanno fatica a raccontarsi; a mio parere in questo caso i prodotti risultano molto complessi da capire nel contesto di una fiera.
Le Masterclass
Dopo il nostro primo incontro a novembre con il Consorzio dei Vini Custoza abbiamo approfondito la nostra conoscenza con una masterclass appassionante, che ci ha portato a apprezzare ancora una volta questo vino in termini di longevità e sfaccettature. Il Custoza rappresenta un vino che può ambire ad essere un bianco importante e il Bianco di Custoza Superiore di Villa Medici annata 2006 ne è la dimostrazione, ma al contempo possiede un’agilità e una modernità che troviamo espressa al meglio nel San Michelin dell’azienda Gorgo annata 2019. Anche in questo caso l’abbinamento cibo vino ci porta nella dimensione ottimale nella quale godere di questo vino con ottimi tortellini hand made, semplici e deliziosi.
Il Consorzio dei Vini d’Abruzzo ha invece proposto un interessante percorso sul Pecorino, vitigno a bacca bianca con una fortissima identità territoriale e, citando le parole di una produttrice: “Abbiamo avuto modo di assaggiare due espressioni davvero sorprendenti come la 2013 Bianchi Grilli per la Testa della cantina Torre dei Beati e la 2010 dell’azienda Cataldi Madonna che, grazie all’annata, ci hanno mostrato la capacità evolutiva di questo vino”. Tuttavia, è stato deludente assaggiare diverse bottiglie palesemente over con ossidazioni che costituivano un difetto evidente, purtroppo come è stato sottolineato, per produrre un vino da invecchiamento è necessario fare delle scelte a monte e conservarlo sapientemente. È sempre un piacere assaggiare vini con diversi anni sulle spalle ma non ha senso assaggiare vini difettati.
Da Cantine Intorcia siamo stati assorbiti in una bolla all’interno di Vinitaly, dove il tempo è rallentato, i racconti densi di storia e territorio ci hanno fatto capire il Marsala partendo dalle sue radici. Un vino complesso, che non teme il tempo e che ci ha lasciato senza parole. Il connubio cibo vino in questo caso è stato perfettamente calzante a ogni singolo vino. Pensare che, un prodotto che viene pensato 52 anni prima e mai più modificato o corretto, possa mostrarsi così adeguato e così completo a una degustazione ci fa comprendere la grandezza di questa bevuta”. I vini diavolo se ne vanno presto, se ne vanno in fretta. Le grandi persone producono grandi vini e ognuno di questi interpreta un momento della vita nel modo di stare con gli altri ed interfacciarci.” Franco Rodiquez, curatore della degustazione
In conclusione, un Vinitaly positivo in cui abbiamo avuto modo di scoprire novità che approfondiremo durante l’anno
Un Vinitaly che ci ha confermato tante sensazioni che singolarmente avevamo captato durante l’anno, in questo possiamo vedere davvero il punto di riferimento del vino italiano dove le diverse realtà che singolarmente abbiamo avuto modo di conoscere trovano sintesi in un unico contesto. È Vinitaly ti permette di guardare le diverse sfaccettature del vino italiano con un solo volto.
Breve lista di assaggi interessanti che vi consigliamo di scoprire
Rottensteiner Select Vigna Premstallerhof, Collazzi “Otto Muri” Fiano 2021 , Adriano Adami “Col Fondo” Prosecco Spumante di Valdobbiadene Superiore DOCG 2021 Brut Nature , Dievole Chianti Classico Casanova 2020, Giusti Augusto 2018, Guido Berta Moscato d’asti 2023, Barbacan Francia Riserva 2018, Reventos I Blanc Cava, Cru Barbaresco di Bruno Rocca, Vajra Riserve 2019, Villadora Lacryma Christi Vesuvio Doc.
Date prossimo Vinitaly: 14-17 Aprile 2024, tenetevi liberi!




















