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Il torinese vinicolo accoglie nel disciplinare il Bian Ver e la Malvasia Moscata, vitigni rari salvati dall’oblio.
La vendemmia 2024 ha visto l’arrivo di tre nuove tipologie di vino della Doc Pinerolese: oltre al celebrato Nebbiolo, questa affascinante denominazione della provincia di Torino si arricchisce di due vitigni bianchi, locali e rari, recuperati dopo un’attenta ricerca che ha coinvolto per parecchi anni il CNR e i produttori del territorio: il Bian Ver e la Malvasia Moscata. Per celebrare questo traguardo e per valorizzare queste ed altre eccellenze del territorio torinese, la Camera di commercio di Torino e l’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino hanno organizzato l’evento “Torino Doc: i vini bianchi che seducono” presentazione alla stampa specializzata, agli operatori Ho.Re.Ca e al grande pubblico oltre i vini da Bian Ver e Malvasia Moscata, i protagonisti assoluti, anche dei vini dai vitigni Erbaluce e Baratuciat, nonché il Carema Doc, fascinoso Nebbiolo di montagna, e varie declinazioni della Freisa di Chieri Doc.
Il Piemonte aumenta l’offerta di vini bianchi freschi, piacevoli, pura espressione del territorio locale
La giornata è iniziata con un convegno sulla storia e sulla vinificazione dei vitigni bianchi nel torinese, che ha chiarito le motivazioni culturali ed economiche alla base del recupero dei due vitigni. Il prof. Stefano Raimondi, noto ampelografo, ha precisato che il Piemonte è anche terra di vitigni bianchi, benché sia un territorio celebrato principalmente per i rossi: il primo vitigno citato in Piemonte in un documento ufficiale, e risaliamo al 1209, era il Grignolato, vitigno a bacca bianca, quindi ben venga il recupero del Bian Ver, di probabile origine savoiarda, diffuso prima della decrescita produttiva di fine ‘800 e inizio ‘900 nel pinerolese e in Val di Susa, e della Malvasia Moscata, vitigno coltivato in tutto il Piemonte prima della decrescita. Il Prof. Vincenzo Gerbi, tra i molteplici spunti che ha offerto, ha focalizzato l’attenzione sul Bian Ver e sulla Malvasia come risposta ai cambiamenti climatici, grazie alla vibrante acidità del primo e alle possibilità produttive che la Malvasia offre sia in versione in autoclave sia nella versione secca. L’enologo Gianfranco Cordero ha illustrato ulteriori chance commerciali poiché la Malvasia Moscata secca si produce senza le problematiche che il Moscato bianco di Canelli secco presenta in termini di retrogusto amarognolo che non tutti gradiscono. Molto interessanti anche gli altri interventi del presidente della Fondazione Malva Arnaldi, Danilo Breusa, e del giornalista Alessandro Felis, che fungeva da moderatore.
La degustazione dei vini bianchi del torinese
La giornata ha previsto anche un’interessante masterclass, condotta da Mauro Carosso Presidente Ais Piemonte, dedicata ad operatori e giornalisti per approfondire sia le neonate tipologie della Doc Pinerolese sia altre tipologie iconiche del territorio, quali il Baratuciat, altro vitigno raro locale recuperato dall’oblio, e l’Erbaluce.
In considerazione dell’attuale scarso numero di aziende vinicole che producono utilizzando Baratuciat, Bian Ver e Malvasia Moscata, alcune bottiglie della degustazione provengono dal territorio di Cuneo, in particolare dalle zone di alta collina, in quanto questi vitigni sono di origine “montana”.
Vino Bianco Verbian 2023, L’Autin
100% Bian Ver
L’azienda produce all’ombra del Monviso, a Barge provincia di Cuneo, vini da vitigni autoctoni, espressione dell’eccellenza alpina. Uve vinificate interamente in acciaio. Denso e luminoso giallo paglierino, profilo olfattivo fine e intenso caratterizzato dalle note fruttate della pesca a polpa bianca, dell’uva spina e dalle scorze agrumate, affiancate dai sentori floreali del biancospino e del sambuco oltre che da quelli più dolci del talco. Il sorso si presenta di buona struttura, sorretto da una lineare freschezza e da una ben presente sapidità che conferisce all’insieme una beva agile, piacevole e di spiccata personalità. Lunga la persistenza.
Erbaluce di Caluso 2023, Bottiglia Istituzionale
100% Erbaluce di Caluso
Giallo paglierino con riflessi verdolini. Bouquet olfattivo di biancospino, verbena, mimosa e fruttati di pesca, pompelmo, lime e pera; chiusura con delicate note minerali. Al palato sviluppa un sorso interessante, denso e saporito, supportato dalla giusta acidità e sapidità. Finale di bocca persistente e ammandorlato.
Madlena 2023 Valsusa Baratuciat Doc, Azienda Agricola ’l Garbin
100% Baratuciat
Siamo a Chiomonte, dove la denominazione Valsusa ha la sua massima espressione. L’azienda nasce nel 2006 per recuperare l’antica tradizione di famiglia della coltivazione dei vigneti e a salvaguardia del territorio. ‘l Garbin produce anche miele di montagna, ZafferanoValsusa® e coltiva l’ulivo un tempo presente in zona. Il calice evidenzia un bel giallo paglierino con sfumature di tonalità verde, profilo olfattivo intenso che fa percepire note di fiori gialli, mela verde, miele, ananas, sfumature balsamiche di eucalipto e minerali di gesso. Sorso di buona struttura, in interessante equilibrio tra la mineralità e una discreta sapidità. Finale persistente.
Vino bianco Malva 2023, Fondazione Malva Arnaldi
100% Bian Ver
Vino prodotto dalla Fondazione Malva Arnaldi di Bibiana (TO), Istituto scolastico ETS che persegue gli obiettivi istituzionali della formazione professionale in agricoltura, della salvaguardia e valorizzazione della biodiversità agraria e della ricerca e sperimentazione al servizio del territorio torinese. Vino con profumi delicati e aromatici, sentori di fiori bianchi, agrume fresco, pesca, salvia e fiori d’acacia. Accenni anche di mela gialla e note olfattive di fondo erbacee. Sorso secco, di buona struttura, supportato dall’acidità del Bian ver. Finale abbastanza lungo ma non ammandorlato, come il primo campione da Bian Ver.
Brigit Bianc 2023 Doc Pinerolese, Azienda Dellerba
100% Malvasia Moscata
Realtà giovane a conduzione famigliare che lavora i vigneti sulla collina di Pinerolo, località Santa Brigida, ad un’altitudine media di 570 metri, circondati dalla catena montuosa delle Alpi. Il bouquet olfattivo che ti attendi da una malvasia ma con qualche sorpresa: erbaceo di salvia, vegetale di bosso, floreale di rosa, fruttato di pesca e uvaspina. Al sorso il palato percepisce ancora i sentori vegetali, la salvia, e l’equilibrio tra la freschezza e l’ottima sapidità.
Vino Bianco Vertuf 2023, Azienda Giro di Vite
100% Malvasia Moscata
Una cascina sulla collina di Pinerolo, un laboratorio, una cantina e un’Ape Car per proporre i loro prodotti on the road sulle strade e nei centri abitati del territorio. Giro di Vite è un progetto in continua evoluzione e trasformazione dove vino, piccoli frutti e prodotti della terra costruiscono una ricetta capace di esaltare tutti i sapori di un territorio.
Il vino spesso stupisce: mi attendevo un profilo olfattivo simile alla Malvasia Moscata precedente, invece il naso di quest’ottimo vino bianco è più maturo, speziato, ricorda il pain d’epices alsaziano. Poi giunge la frutta bianca fresca e il minerale quasi idrocarburico. Nessuna traccia di vegetale o di note floreali. Il sorso è di ottima struttura sostenuto dai 14,5% di alcol, ben integrati nel sorso e in equilibrio con una discreta freschezza e la sapidità. Ritorni speziati sul finale.
Blanc de Lissart 2024, Azienda Le Marie
100% Malvasia di Candia
Azienda famigliare, che vuole esaltare le potenzialità di un territorio ricco di storia e di tradizione vinicola. I suoi vini nascono ad Assarti, frazione di Barge (CN), un antichissimo borgo ai piedi del Monviso. Profilo olfattivo aromatico e delicato, con sentori di fiori bianchi e agrume fresco, accenni di mela gialla, pesca di vigna, sentori di rosa. Note di fondo leggermente erbacee. Il sorso è fine, fresco e persistente, alcol presente ma non invadente, finale di buona lunghezza sul retrogusto fruttato.
Vino bianco 1203, annata 2023, Az.Agr. Marco Beltramo
100% Malvasia Moscata
Azienda a conduzione familiare che da generazioni lavora la terra a Barge, provincia di Cuneo, dove la tradizione vitivinicola si tramanda da secoli. Si torna al bouquet olfattivo aromatico della Malvasia: si percepisce il vegetale della salvia, la rosa canina, un garbato sentore di mineralità che tende verso l’ idrocarburo, a sentenziare un’aromaticità diversa rispetto ai campioni precedenti. Sorso di discreta struttura, fine, sapido e minerale.














