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Isos, da oggi non solo il nome uno di Champagne

Champagne ISOS_evidenza

Tempo di Lettura: 4 minuti

Isos non rappresenta solo lo champagne di Les Fa’Bulleuses ma anche un riso con lo stesso nome

Avevamo già sentito parlare di Les Fa’ Bulleuses e del loro champagne, importati in esclusiva Italia da Alberto Massucco. Nelle prossime righe vi raccontiamo quindi delle 7 giovani vigneronnes che stanno dietro a questo progetto, presentando sia Isos Champagne, nella nuova cuvée 2021, così come il loro Coteaux Champenois Blanc, una Limited Edition ottenuto da diverse annate dal 2018 al 2021. Dai 3 vitigni chardonnay, meunier (come ormai lo definiscono i francesi) e pinot noir, con le basi, di cui poi diamo il dettaglio, donate da ognuna di loro per creare l’assemblaggio imbottigliato nel mese di ottobre 2022. Li abbiamo degustati entrambi per cui oltre a introdurli vi diamo qualche nota descrittiva. Presentiamo altresì il riso Carnaroli Isos, prodotto da Campo dell’Oste, che per una strana coincidenza ha lo stesso nome. Un risotto con il Carnaroli Isos, fatto da Fabio Pisani, in questo caso da VOCEAimo e Nadia, ha esaltato l’assaggio del Coteaux Champenois Blanc. 

Isos è una parola che in greco significa “uguale”

Le produttrici dello champagne Isos, Les Fa’Bulleuses, sono 7 giovani donne della Champagne che si sono associate nel 2015 per promuovere l’art champenoise al femminile. Tanta è stata la sintonia tra di loro le vigneronnes che, all’inizio del 2018, hanno deciso di unire la stessa quantità del proprio vino in una sola etichetta creando Isos.

“Isos è un prodotto meraviglioso – racconta Alberto – specchio del talento e della passione di queste 7 donne straordinarie. La nuova Cuvée 2021 composta da 43% Pinot Noir, 42% Chardonnay, 15% Meunier, messi rigorosamente in parti uguali da Laureen Baillette, Hélène Beaugrand, Claire Blin, Charlotte De Sousa, Mathilde Devarenne, Sophie Moussie e Delphine Brulez”. Il risultato è un naso dai profumi ricchi, freschi e fruttati, capaci di esaltare l’effervescenza degli agrumi e la mineralità dei suoi terroirs. Si chiude con toni vivaci e dinamici che richiamano l’energia e la personalità delle 7 vigneronnes. 

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Les Fa’ Bulleuses con Andrea Bianchi e Alberto Massucco

Coteaux Champenois Blanc

Accanto allo Champagne Isos vi proponiamo il Coteaux Champenois Blanc dove chardonnay, pinot noir e meunier si legano attraverso il frutto di 7 terroirs distinti, lavorati con arte sapiente dalle 7 audaci vigneronnes. Unite dall’esperienza, dall’amicizia e dalla passione, hanno realizzato un Coteaux Blanc raro e unico nel suo genere. Così Laureent del Domaine Baillette-Prudhomme ha contribuito con del Meunier Trois-Puits 2020/2021, Hélène di champagne Beaugrand con dello Chardonnay Montgueux 2021, Sophie del Domaine Mea con del Pinot Noir Ludes 2021, Mathilde di Champagne Rochet Bocart con dello Chardonnay di 3 parcelle delle vendemmie 2019, 2020 e 2021, Charlotte di Champagne De Sousa con dello Chardonnay Oger 2021, Claire di Champagne Maxim Blin con Pinot Nero in botte Trigny 2018 e Delphine di Champagne Louise Brison con Chardonnay e Pinot Noir Noé les Mallets 2019. 

L’apertura olfattiva ha sentori tostati, di caramello che vanno a introdurre le note di agrumi freschi, leggermente amaricanti. Un vino al palato teso, tagliente, con spiccata mineralità a tratti sulfurea, sapido e persistente. Il sorso ancora molto giovane si presta a crescere ancora, per donarsi nel suo intreccio di intensi caratteri, non soltanto nell’evoluzione del tempo, ma come manifesto della visione di 7 maisons di grande qualità.

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Coteaux Champenois Blanc

Isos, champagne e riso 

Lo Champagne e il riso Carnaroli, entrambi Isos, hanno in comune il rispetto per la materia prima, per il terreno, per la natura e per il lavoro delle persone. Una comunione di intenti quindi che va oltre il nome e crea un nuovo modo di fare agricoltura e di avvicinarsi al prodotto perfetto.

Concettualmente uguale è quindi il percorso fatto da Campo dell’Oste dove, alla base della produzione di questo particolare riso, c’è il frutto di un attento lavoro di Andrea Bianchi. Un processo che parte dalla scelta delle spighe migliori, si affina tramite una selezione di chicchi tutti della stessa dimensione, che rendono il prodotto perfetto in cottura dato che risulta omogenea e per questo è apprezzato dai migliori chef. 

Campo dell’Oste si trova nel territorio della Bassa Pavese, identificata dal passaggio del fiume Po, dal confine con il Milanese e il Lodigiano, che si estende tra l’Oltrepò Pavese e il capoluogo Pavia. Una zona caratterizzata dal terreno limoso frutto della ricchezza che il grande fiume ha regalato nei secoli con le sue esondazioni. Qui Campo dell’Oste coltiva solo Carnaroli in purezza, dedicando a questa qualità circa 40 ettari, nonostante i tempi di maturazione di questo tipo di riso siano i più lunghi in assoluto.

“Con Isos abbiamo voluto creare un riso unico – conclude Andrea – frutto di una selezione dei migliori chicchi della varietà Carnaroli. Un lavoro di analisi e ricerca che abbiamo presentato per la prima volta nel 2021 e che ha subito incontrato le aspettative della ristorazione. Lo si trova solo presso l’azienda, oppure sulle tavole dei migliori ristoranti del Nord Italia”.

Lo chef Fabio Pisani di VOCE – Aimo e Nadia ci ha servito un risotto dove al prodotto Isos di Campo dell’Oste sono stati abbinati topinambur, nocciola e limone. Sublime in abbinamento con il Coteaux Champenois Blanc.

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Isos di Campo dell’Oste topinambur, nocciola e limone

 

credits photo: @ErmannoBidone

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