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“Meditazione trascendentale”: Derthona&Barolo 

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Tempo di Lettura: 4 minuti

Tra Colli Tortonesi e Langhe: Derthona e Barolo vanno in scena a Milano

Nella incantevole cornice di Palazzo Bovara a Milano il 13 marzo si sono accomodati a pieno titolo, nelle splendide sale, vini e produttori di Derthona (dall’antico nome romano di Tortona riappellato così da marzo 2022 a sostituire il Timorasso dei Colli Tortonesi) e delle Langhe con l’impareggiabile Barolo Docg. Evento di pregio organizzato da Strada del Barolo e Grandi Vini di Langa. Terre Derthona, Go Wine e Unione ConfCommercio Milano,Lodi, Monza e Brianza.

Derthona&Barolo

L’evento è stato impreziosito da banchi d’assaggio, salotti di degustazione, assaggi agroalimentari d’eccellenza del territorio piemontese, ma soprattutto dalla stimolante e prestigiosa masterclass condotta da Davide Buongiorno educator WSET che accomuna in un fil rouge per veri intenditori, i due vitigni principe del Piemonte: il timorasso per i bianchi e il nebbiolo per i rossi.

I Colli Tortonesi e il Timorasso

I colli tortonesi si compongono di due sottozone: Derthona o Monleale sottozona della barbera, situata verso la pianura padana e, le Terre di Libarna. Il Timorasso cresce in quattro Regioni: Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna comprendendo sei valli (Ossona, Grue, Curone, Scrivia, Borbera, Spinti). I terreni sono marne azzurre calcaree sedimentarie e di origine marina generate da deposizione di microrganismi, sabbie e limi, da terre bianche e rosse a seconda delle pendenze. Sono le stesse marne  che si trovano lungo la dorsale che va dal Barolo fino alla Toscana. 

Del Timorasso (nome che potrebbe derivare da timorato, inteso come uva gentile, docile al gusto) si hanno notizie già dal Medioevo con il nome di gragnolato uva a grappolo grande. Dal 1600 era un vitigno molto coltivato fino al 1834 dove Gallesio lo cita come tipico di Novi Ligure. Poi il declino, quasi l’oblio, per dare spazio a cortese e barbera, più produttivi e facili da coltivare – allora il vino era ancora considerato un alimento. Nel 1980 si legge di due soli ettari vitati. 

Vendemmia 1987 

Solo nella metà degli anni ottanta tre vignaioli oggi celebri, Massa, Mariotto e Mutti riscoprono il timorasso e lo valorizzano con la prima vendemmia nel 1987. Si narra che il trio andasse in vespa a recuperare l’uva dai rari contadini che la producevano, cominciando con appena 54 litri. Oggi sono oltre 400 gli ettari coltivati ed il Consorzio conta 108 soci.  

La Masterclass 

Nella masterclass degustiamo dei gioielli di timorasso che è indubbiamente un bianco dal colore ma, per potenza e struttura è più assimilabile ad un rosso: ha un ventaglio olfattivo tipico di frutta tropicale matura, mela cotogna, agrumi, camomilla, cera d’api, note balsamiche di timo ed eucalipto, ed empireumatiche affumicate e caramellate, di idrocarburi con grandissime potenzialità di invecchiamento. Vino oleoso, denso, carnoso, con spiccate note salmastre, e molto  gastronomico.

Stefano Davico Wines Colli Tortonesi Doc, Timorasso Derthona Regina 2022

Azienda situata a  Montemarzino (AL). L’azienda possiede 4 ettari e produce 6000 bottiglie. Dopo macerazione a freddo 48 ore, fermenta 12 mesi in vasche d’acciaio con batonnage (rimescolatura delle fecce fini), affina un anno in acciaio e poi in bottiglia per 7 mesi. Ingresso salino e citrino, si allarga con frutta secca, ritorni glicerici e finale affumicato.

Repetto Derthona Quadro 2021

Vino prodotto dal neo presidente del Consorzio dei Colli Tortonesi. Raccolta manuale, fermentazione in vasche d’acciaio, affinamento in acciaio con batonnage e successivamente, dai 4 ai 12 mesi in bottiglia. Località Sarezzano e Sant’Agata Fossili a circa 300 mt slm. Spiccano le note floreali di camomilla e ginestra, ed agrumate di mandarino e scorze di cedro. Domina indiscussa la selce bagnata. Finale lungo e piacevolissimo.

Claudio Mariotto Colli Tortonesi Doc Timorasso-Pitasso 2017

Azienda di 54 ettari, fondata nel 1921 dal bisnonno Bepi. Pitasso è l’omonimo vigneto  situato nel comune di Vho di Tortona a 250 mt slm. È un cru (singolo vigneto dotato di unicità pedoclimatiche) longevo. Dopo soffice pressatura, fermentazione spontanea termo-controllata. Rimane un anno sulle fecce nobili in acciaio con leggeri batonnage e 12 mesi in bottiglia. Al naso giunge la susina gialla matura, la pesca bianca e i fiori di camomilla setacciati, la pietra focaia, noci e mandorle tostate chiudono la bocca.

Ezio Poggio Colli Tortonesi di Libarna Doc Timorasso Archetipo 2014

Azienda fondata alla fine degli anni ‘50 condotta dai fratelli Ezio e Mary. Prima vendemmia nel 2008. Entrano a far parte dei colli tortonesi con la sottozona Terre di Libarna. Un raro privilegio degustare un timorasso così longevo di undici anni con un anno di affinamento in acciaio e di almeno sei mesi in bottiglia. In degustazione conferma struttura e longevità tipiche della zona di produzione. Profumo intenso di fiori bianchi e pompelmo rosa e sfalcio di erbe di campo e pepe rosa.  Prevalgono con l’invecchiamento note di idrocarburi e pietra focaia. Consistenza carnosa. Intatta l’acidità, sapidità e persistenza. Il nome archetipo rimanda al greco archè primo modello, esemplare, l’immagine primordiale contenuta nell’inconscio collettivo che riunisce tutte le esperienza della specie umana. Evocativo, suggestivo e calzante. Parola di psicowinespecialist.

Degustazione di Barolo

Il Barolo viene prodotto in 11 comuni della provincia di Cuneo da uve 100% nebbiolo. Dal 2010 è stato introdotto un sistema di sottozone chiamato MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) equivalente al cru o climat francese. Ci sono 170 MGA e 11 denominazioni comunali. Il Barolo deve essere sottoposto a un periodo minimo di invecchiamento di 38 mesi di cui 18 mesi in legno. Nella versione Riserva l’affinamento minimo è di 62 mesi di cui almeno 18 in legno. 

Le caratteristiche organolettiche del Barolo ritrovate pienamente anche nella degustazione della masterclass sono al naso piccoli frutti rossi, marasca, viola, pepe nero, chiodo di garofano, noce moscata, vaniglia cuoio, caffè, tabacco, liquirizia, nocciole, radice, hummus, tartufo. Al gusto prevale il corpo, la struttura, la tannicità e l’armonia. Lunga persistenza. Potenza ed eleganza. Freschezza e longevità. Il perfetto equilibrio tra potenza e finezza lo rende davvero un esperienza gusto-olfattiva unica. Meritata la fama internazionale che si è guadagnato. In degustazione Diego Morra Barolo Docg Monvigliero 2020; Dosio Barolo Docg Fossati 2020; Josetta Saffirio Barolo Docg Perno 2019; Le Strette Barolo Docg Bergera-Pezzole 2019. 

Cosa gli accomuna 

Gli elementi comuni di questi due grandi vini sono la loro forza e tensione interna: il timorasso con freschezza e sapidità. Purezza e acidità tagliente. Il Barolo ha la forza dei suoi tannini e dell’acidità. Entrambi non si rivelano subito al calice, si devono aprire, evolvere e sviluppare nel tempo. Vini che sfidano chi li degusta, ad attendere, a riflettere sul territorio, a interrogarsi sulla loro longevità e sulla alchimie di chi li ha generati sapientemente. 

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