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Vinitaly 2025: tra entusiasmo, preoccupazioni globali e nuove tendenze
L’edizione 2025 di Vinitaly si è distinta per il suo carattere eclettico, svolgendosi in un momento di particolare delicatezza a livello internazionale, con le recenti vicissitudini legate all’introduzione di dazi sull’importazione del vino europeo da parte del Presidente Usa Donald Trump e i trend sempre più crescenti di vini no alcol. Notizie che hanno inevitabilmente condizionato il clima tra gli espositori, sebbene non abbia influito negativamente sull’affluenza, che ha registrato un incremento rispetto al 2024. Un dato incoraggiante, che testimonia l’interesse sempre vivo per il mondo del vino, nonostante le sfide.
Passeggiando tra i padiglioni
Passeggiando tra i padiglioni, si aveva la concreta sensazione di compiere un viaggio sensoriale attraverso l’Italia enologica, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia, passando per i piccoli borghi del Lazio, delle Marche e della Toscana, fino ai grandi nomi del Barolo, dell’Amarone e del Trento Doc. Un percorso affascinante che ha saputo coniugare la tradizione alle prospettive future, mettendo in luce non solo la varietà dei territori, ma anche le nuove direzioni che il settore sta esplorando.
Tra i temi ricorrenti, oltre ai dazi, si è parlato molto di vini dealcolati e low alcool, fenomeni in forte crescita che tuttavia vanno considerati per quello che sono: alternative diverse, non necessariamente in competizione con il vino tradizionale. Parallelamente, continua a crescere l’interesse per l’enoturismo, soprattutto da parte del pubblico straniero, che cerca esperienze autentiche e immersive. In questo scenario, i Consorzi rimangono un punto di riferimento stabile, presidio fondamentale per la qualità e la promozione territoriale.
L’umore tra i produttori era variabile, oscillando tra l’entusiasmo per la presentazione di nuove referenze e una comprensibile stanchezza dopo giornate intense. Nonostante le difficoltà, nessuno si è presentato con un atteggiamento passivo: ciascuno ha dimostrato una propria visione, una progettualità, una voglia di reagire alle sfide del mercato, dai dazi all’andamento altalenante dei consumi, fino alla crescente disaffezione delle nuove generazioni verso il vino, attratte da altre tendenze come la mixology.
Molto apprezzate le masterclass, che hanno offerto momenti di formazione e confronto di alto livello, affrontando tematiche diverse e valorizzando le peculiarità dei vari territori. Tra le idee più originali, il padiglione interattivo del Consorzio Vini Lugana ha catturato l’attenzione con un collegamento diretto dalla città di Sirmione, dove un giovane esperto dialogava con i visitatori, offrendo un’esperienza coinvolgente e interattiva.

Tra i due Vinitaly
Un Vinitaly 2025 con un ritrovato protagonismo dei buyer e degli operatori tecnici del settore, a fronte di una partecipazione più selezionata di appassionati e pubblico generalista. La riduzione degli ingressi omaggio e l’aumento dei costi di accesso hanno favorito una maggiore cernita nell’affluenza, che si è mantenuta sostenuta ma ordinata, con un picco nella giornata di domenica. Il lunedì, in particolare, ha restituito alla fiera un respiro più “umano”, permettendo incontri e dialoghi più approfonditi.
Vinitaly 2026 sarà la vera cartina di tornasole per valutare l’impatto delle tensioni geopolitiche e dei nuovi trend sul comparto. Per ora, resta la sensazione di un settore vivo, dinamico, capace di adattarsi e di rilanciarsi, sempre con un occhio al futuro ma senza mai dimenticare la propria identità.
Assaggi e Cantine da segnarvi in agenda
Abruzzo
Torre Zambra, Trebbiano d’Abruzzo Piana Marina, caratterizzato dalla sua incisiva salinità e Villamagna Montepulciano d’Abruzzo in purezza, ricco ed elegante.
Basilicata
Battifanato con Toccaculo, vino rosso della Basilicata a base Petit Verdot che prende il nome dal fiume vicino a Matera dove le signore lavavano i panni immergendosi e il fiume le lambiva il fondoschiena.
Emilia Romagna
Spumanti da Albana come quelli di Branchini 1858.
Friuli Venezia Giulia
Bervini, azienda molto grande con una linea di produzione ampia tipicizzata da etichette con il muso di un agnello, punta anche su vitigni classici (e alle volte dimenticati), come il Verduzzo e il Raboso, entrambi in versione frizzante. Ottima anche la linea dedicata ai Prosecchi.
Lazio
Villa Caviciana, tenuta sul Lago di Bolsena di proprietà del FAI, che produce vini da Aleatico e da Roscetto, autoctono del Lazio.
Molise
Tenimenti Grieco, Sauvignon. Naso pulito e intenso, in bocca apre con un’acidità molto verticale per poi chiudere con una forte salinità e sapidità. Lungo, persistente e piacevolmente beverino.
Piemonte
Uvamatris, Astra e Gemina, rispettivamente Nebbiolo e Barbera. Il primo spumantizzato e il secondo rosato rifermentato in bottiglia. Novità in arrivo tra restyling ed etichetta di barbera a grappolo intero. Isolabella della Croce, ottima selezione di vermouth, meritano le “ricette antiche”; Bosca, ha presentato il suo primo no alcol dry “Zero Immagino”, bevuta accattivante (anche per più scettici).
Puglia
Schola Sarmenti cantina salentina con delle eccellenze da piante centenarie.
Toscana
Provveditore, ottima selezione di Vermentino vecchie annate e Morellino di Scansano.
Trentino
Linea Ritratti di La Vis, con le sue etichette femminili e floreali; Pisoni, nella Valle dei Laghi, interpreta con la sua esperienza di distillatore un Vermouth; Tedeschi con la nuova etichetta GA.RY, un bianco profumato dalla vivace acidità; Martin Foradori Hofstätter ha presentato Dr. Fischer Zero Riesling Sparkling, nato al 100% da Riesling Kabinett, con solo 0,05 di alcool effettivo.
Sicilia
Santa Tresa a Vittoria con il suo nuovo bianco Insieme dal riscoperto Albanello con l’apporto Zibibbo e Fiano; Massimo Lentsch (si quello di Tenuta di Castellaro) con il suo Carricante 2021 da vigneti a nord dell’Etna. Tenute Nicosia che ben conosciamo e Tenuta Tascante di Tasca d’Almerita, con Pianodario super selezione di Nerello Mascalese destinata all’alta ristorazione.
Umbria
Trebbiano Spoletino Le Molacce di Arnaldo Caprai.
Veneto
Mionetto con il Prosecco Rosato extra dry millesimato della Collezione Luxury, un prodotto studiato per un pubblico vasto e sempre godibile.
Alternative low, no alcol
Mack&Schule con la nuova Linea Grapur. Sono due vini low-alcool a 9% vol., da uve biologiche bianche e rosse, vegani, dove ogni aspetto del packaging è studiato con dei partner in un’ottica di sostenibilità. Kombwine: di Andrea Moser e Legend Kombucha, la prima kombucha a base uva. Bevanda fermentata non alcolica che unisce due protagonisti, la base fermentante del kombucha e l’uva a partire dal frutto. Complessa al naso, acida e fresca, da provare!








