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Vini delle Coste: debutta a Lucca il nuovo evento che unisce territori, vignaioli e cultura
Oltre 80 vignaioli, 300 vini in degustazione, più di 1200 visitatori e tre masterclass riservate alla stampa: questi i numeri e i contenuti della prima edizione di Vini delle Coste, andata in scena al Real Collegio di Lucca. Un format che ha saputo raccontare il vino italiano costiero con uno sguardo inedito.
Un viaggio tra i territori italiani che si affacciano sul mare
La manifestazione, ideata e diretta da Alessandra Guidi, ha offerto al pubblico un vero e proprio viaggio lungo le coste del Paese, con protagonisti vignaioli provenienti da Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo. Un percorso che ha unito paesaggi diversi accomunati però da una forte identità, dove la viticoltura non è solo mestiere, ma scelta di vita, cura del territorio e strumento di relazione.
Partecipare a Vini delle Coste significa intraprendere un viaggio attraverso le storie di donne e uomini che hanno scelto la viticoltura come forma di resistenza e di bellezza… Questa prima edizione ha dimostrato che unire le forze è la chiave per promuovere un vino autentico e consapevole. Racconta Alessandra Guidi
Tra le realtà presenti, l’Associazione Vignaioli dell’Isola del Giglio, custodi di un’agricoltura eroica in territori impervi dell’Arcipelago Toscano, e i viticoltori del Candia, che lavorano a mano su ripidi gradoni tra i paesaggi mitici della Costa Apuana. Ampio spazio anche per la rete Lucca Biodinamica e per produttori biologici attivi da Montecarlo alla Garfagnana, fino all’alta Versilia, senza dimenticare le grandi aree simbolo della Costa Toscana come Bolgheri.
A rappresentare il versante adriatico è stato invece il gruppo Terroir Marche, Consorzio che dal 2013 promuove una viticoltura biologica e biodinamica, sottolineando il valore della sostenibilità e della coesione.
Inquadramento territoriale
La Lucchesia è un territorio che racconta il movimento. Non quello frenetico delle città, ma quello profondo delle rocce, dei suoli, delle acque. Qui, la pianura che oggi ospita vigneti e oliveti nasce da una storia lunga milioni di anni, fatta di spinte, fratture e assestamenti.
Siamo in un antico bacino intermontano, un tempo esteso tra i Monti Pisani e il Monte Albano. Poi il tempo ha fatto il suo mestiere: ha sollevato colline, spostato sedimenti, diviso il bacino in più parti. Una di queste è l’attuale piana di Lucca. E su quel suolo, apparentemente tranquillo, ancora si muove qualcosa.
Lungo il bordo nord-orientale della piana, si incontrano le pendici scoscese dell’altopiano delle Pizzorne. È qui che si vede il passaggio netto: dal macigno toscano, solido e antico, alle alluvioni della piana, più leggere e recenti. In mezzo, una zona mista, fatta di rocce sedimentarie calcaree, marne, argille. Sono terroir diversificati, vivi, e obbligano la vite a trovare il suo equilibrio.
Nella parte alta i suoli sono originati dal macigno, drenanti e minerali, capaci di dare struttura. Più in basso, affiora il calcare, che spinge verso finezza ed eleganza. Una doppia anima che si riflette nel bicchiere.
Non è un luogo semplice però, le colline a nord del comune di Capannori, sono soggette a movimenti lenti, a volte impercettibili. Frane silenziose che rimodellano il paesaggio e ne ricordano la fragilità. Ma è proprio questa complessità che manifesta l’originalità del luogo. Fare vino qui significa ascoltare la terra e rispettarla.
Suoli in movimento
Quando parliamo di suolo, non parliamo solo di quello che vediamo. Nelle colline sopra Lucca, sotto le vigne succede molto di più: rocce che si sfaldano, argille che si muovono, acque che filtrano e cambiano il comportamento del terreno. Questi sono gli elementi che influenzano la viticoltura ogni giorno, anche se non sempre si vedono.
In quest’area, i suoli nati sul macigno toscano si incontrano con quelli più complessi, di matrice argillosa. Il punto di contatto tra queste formazioni geologiche è delicato: è qui che nascono sorgenti sotterranee, che irrorano le argille e danno il via a piccoli movimenti franosi, lenti ma costanti. Condizioni che i vignaioli conoscono bene e che gestiscono con attenzione.
Le dinamiche fluviali incidono anch’esse sulla morfologia. Lungo i corsi d’acqua, si trovano segni di erosione. È tutto collegato: l’acqua sotterranea, la pendenza del terreno, la composizione dei suoli, ogni elemento contribuisce a definire il comportamento del suolo e di conseguenza, della vite.
Anche i depositi alluvionali raccontano una storia interessante. Sono più giovani, spesso sabbiosi o limosi, a volte ben stratificati lungo i versanti. Non sono tutti uguali, ma portano con sé frammenti di arenarie, calcari, e metamorfiti provenienti dalle unità toscane inferiori. Una stratificazione che non è solo geologica ma di memoria paesaggistica.
Il vigneto non è piantato semplicemente nella terra, è immerso in una rete viva di relazioni. Ed è quest’ultima, profonda e in continua evoluzione, a fare la differenza e caratterizzare lo stile dei vini di questa zona.

Torniamo all’evento: i protagonisti “Vini delle Coste”
La celebrazione dei vini italiani delle coste è espressione del legame tra mare, sole e viticoltura. Focus su vini che mostrano determinate caratteristiche grazie all’influenza marina. Hanno partecipato cantine da tutta Italia, dando priorità a quelle che gestiscono l’intero ciclo produttivo, operando in agricoltura biologica/biodinamica o recuperando terreni marginali (viticoltura eroica).
Vini delle Coste – afferma l’ideatrice Alessandra Guidi – rappresenta un nuovo appuntamento che porta al Real Collegio i vini nati lungo le coste di tutta Italia […] centrale sarà la costa toscana, ma avremo anche la costa adriatica, le Marche, l’Emilia-Romagna e la Liguria.
I produttori, provenienti da Toscana, Liguria, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo, hanno raccontato un’Italia costiera, fatta di passione per la terra, gesti quotidiani e scelte talvolta eroiche. Un racconto corale che ha trovato espressione nei vini che abbiamo degustato.
Anteprima nuove annate
Dati i numerosi assaggi, di seguito un elenco delle aziende che ci hanno maggiormente colpito suddivise in base all’area di appartenenza.
Provincia di Livorno
PietraNova, Renzo Doc Bolgheri Superiore 2021
Tenuta Meraviglia, Bolgheri Rosso Doc Bolgheri 2021
Azienda Agricola Russo, Sassobucato 2022 Igt Toscana
Bell’Aja (San Felice), Bell’Aja 2022 Doc Bolgheri Superiore
Tenuta Campo al Signore, Volante, Doc Bolgheri 2022
Provincia di Pisa
Fattoria Varramista, Varramista Igt Toscana 2019
Le Palaie, Bulizio, Igt Toscana 2022
Fattoria Uccelliera, Chianti Superiore, Docg Chianti Superiore 2023
Tenuta di Montefoscoli, Vacevoli, Igt Costa Toscana 2023
Provincia di Lucca
Tenuta i Masi, I Masi, Igt Toscana 2023
Maestà della Formica, Riesling, Igt Toscana 2022
Tenuta Lenzini, Lenzini Franco, Igt Toscana 2023
Agricola Malgiacca, Madrigali, Igt Toscana Rosso 2022
Provincia di Grosseto
Az. Agr. Bragaglia, Fonte di Bestiale, Doc Maremma Toscana 2023
Arrighi, Hernia, Igt Toscana Bianco, 2023
Sequerciani, Verment’oro, Igt Toscana 2023

Locandina realizzata da Massimo Giacon








