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Spumantitalia debutta alla Bologna Wine Week 2025: un’esperienza fatta di eccellenze e grandi incontri
Per la prima volta, Spumantitalia è andato in scena all’interno della terza edizione della Bologna Wine Week 2025, trovando casa nella maestosa sala di Palazzo Re Enzo, allestita per accogliere oltre 80 produttori da tutta Italia. Un viaggio effervescente tra le migliori bollicine del Paese, in un’atmosfera raffinata e ricca di scoperte.
Dal 9 all’11 maggio il cuore di Bologna si è trasformato nella capitale italiana delle bollicine, con tre giorni dedicati alle eccellenze spumeggianti del nostro Paese. Tra degustazioni, incontri, masterclass e talk show, la settima edizione del festival nazionale degli spumanti italiani è pronta a brindare con il pubblico in una veste sempre più autorevole, partecipata e coinvolgente. Presenti Monica Tessarolo e Giovanna Moldenhauer sul campo, ci hanno lasciato un loro feed back.
Venerdì 9 maggio si è aperta la giornata al Palazzo della Borsa. Dalle ore 15.00, spazio ai talk show tematici su enoturismo, sostenibilità, innovazione e nuovi stili di consumo, con la partecipazione di nomi di spicco del mondo accademico, istituzionale e produttivo. In serata, l’attesa premiazione degli Ambasciatori del Brindisi Italiano, organizzata da Bubble’s Italia, celebrera le aziende che con visione e creatività rendono grande il panorama spumantistico nazionale.
Sabato 10 e domenica 11 maggio, il festival si è spostato nel cuore pulsante della città, tra Piazza Nettuno e Palazzo Re Enzo. In programma: banchi d’assaggio con oltre ottanta aziende da tutta Italia, masterclass esclusive e momenti di confronto con i produttori, i sommelier e i protagonisti del mondo del vino.
Le masterclass sono state vere e proprie esperienze sensoriali: dagli affascinanti old sparkling wines, fino agli spumanti oltre 120 mesi sui lieviti, guidate da Andrea Zanfi e Claudio Fonio, delegato AIS Versilia. Tra le etichette che hanno lasciato il segno, spiccano il Cerere 2011 di Serafino e l’innovativo nebbiolo spumantizzato di Parusso, entrambi capaci di coniugare struttura, eleganza e personalità. Un applauso va anche a Ricci Curbastro, che ha presentato una magnum rarissima, sorprendente per verticalità, complessità e note raffinate di frutta gialla matura, spezie e lieviti finemente evoluti.
Non è mancata una straordinaria masterclass dedicata agli Champagne, con nomi altisonanti come Roederer Collection 245, Collard-Picard Perpétuelle (affinato 12 anni), Gosset Le Cheminée 2018, e il delicato Deutz Rosé. Gran finale con un’autentica rarità: il Coteaux Champenois de Venoge, un Pinot Nero in purezza proveniente da Les Riceys, nella Côte des Bar.
A chiudere il ciclo di degustazioni, l’ultima masterclass – condotta da Giovanna Moldenhauer e Thomas Coccolini– è stata una vera celebrazione degli spumanti italiani di nicchia. Tra le chicche, il sorprendente Sheep di Il Verro (Coda di Pecora Metodo Classico), la Passerina Metodo Classico di Faraone, cremosa e lunga con un finale ammandorlato, e il Mata Rosé 100% aglianico di Villa Matilde Avallone, creato da una donna straordinaria del vino campano, Maria Ida Avallone.

Alla prossima edizione! Cheers








