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GiuColVino.it varca le frontiere per approdare al Concours International de Lyon
Noi, due firme di GiuColVino.it, abbiamo partecipato come giurate professioniste, in rappresentanza dell’Italia, al Concours International de Lyon edizione 2025. Tanti i preparativi organizzativi prima di partire, tanti i sacrifici di tempo e trasferimenti, sapendo però che ci avrebbe accolto una città straordinaria: Lione capitale mondiale della gastronomia, con una storia di sommellerie secolare, dove la macchina organizzativa mastodontica del Concours International del Lyon ha reso speciale l’esperienza. A posteriori ne è valsa davvero la pena.
Concours International de Lyon
Eravamo tra i cento giurati di 39 nazionalità differenti riuniti nel maxi polo fieristico di Lione in occasione della 16^ edizione del Concorso Internazionale svoltasi come sempre nel mese di marzo. La dimensione internazionale di questo concorso si conferma, in quest’edizione, con 54 paesi rappresentati tra cui la Francia, l’Italia, la Spagna, la Germania, la Georgia, poi la Cina, il Giappone, il Canada, il Guatemala e il Brasile.
Attorno a tavoli rigorosamente circolari ci siamo confrontati con altri tre giurati di differenti nazioni radunati attorno ad un unico scopo: degustare il vino e giudicarlo secondo la propria esperienza.
Sotto gli occhi attenti del Commissariato Generale, si sono degustati 5333 campioni di vino che sono stati giudicati da giurati professionisti internazionali e, in un concetto tipicamente francese, da “amatori francesi” di provata esperienza. L’insieme dei campioni è stato degustato nel rispetto del regolamento del Concorso e con il vaglio della certificazione ISO9001.
Lo svolgimento del concorso
Premi e medaglie
In entrambe le giornate i due vini giudicati migliori in ogni tavolo sono stati ri-degustati al termine di ogni giornata in abbinamento al ricco buffet offerto ai giudici partecipanti. Alla fine delle due giornate sono stati assegnati 34 trofei consegnati ai migliori vini di ogni paese partecipante e quasi 1740 medaglie suddivise tra Oro e Argento ai produttori francesi e internazionali che hanno partecipato con l’invio dei campioni. La dirigenza è formata dal Presidente Philippe Lefebvre, a cui ci siamo presentate e abbiamo raccontato del nostro lavoro con GiuColVino.it, Frédéric Schaaf Presidente onorario, oltre che Presidente dell’Associazione dei Sommelier di Lione e delle Alpi del Rodano, oltre a Victor Gomez Direttore della manifestazione. Abbiamo conversato sia con Lefebvre che con Gomez confrontandoci sul comune denominatore: il vino di qualità anche italiano e la manifestazione sapientemente diretta.

In entrambe le giornate di questa edizione siamo state assegnate per medesima nazionalità, a tavoli differenti. A parere nostro abbiamo trovato un’organizzazione impeccabile per la mole dei campioni gestita, il rispetto delle temperature di servizio, il supporto operativo a ogni tavolo dei colleghi sommelier, oltre all’accoglienza per nulla scontata, e disponibilità a fare rete di Lefebvre e Gomez della dirigenza.
Primo giorno
Il primo giorno sono state assegnati a Giovanna 15 vini del Pays D’Oc delle ultime annate, piacevoli ma non esaltanti, e poi, per fortuna, altri 15 rossi italiani tra cui due etichette di Sforzato della Valtellina del 2020 che hanno ottenuto entrambi la Medaglia d’oro. Si tratta de Il Monastero e del San Domenico, dalle differenti maturazioni: il primo in barriques da 12 a 15 mesi, il secondo tra barriques e botte grande per 18. Entrambi sono al palato complessi, con tannini maturi, di grande eleganza e persistenza. Monica ha avuto il primo giorno 15 Sauvignon Blanc dal mondo, questo ha consentito davvero una comparazione dello stesso vitigno in terroirs e tecniche enologiche aziendali completamenti differenti come Messico, Austria, Spagna, Francia e altri ancora costituendo una vera e propria orizzontale di grande pregio giungendo a quasi 93 punti su 100.
Di questi il vincitore della giuria è stato Domaine Nicolas Gaudry con un Pouilly Fumé Champ de Cri dell’annata 2023, un Sauvignon Blanc con certificazione HVE ad alto valore ambientale. Seguiti da una batteria di 15 Gamay francesi.
Secondo giorno
Il secondo giorno Giovanna invece ha avuto prima vini di Bordeaux piuttosto giovani ma promettenti. Nella seconda sessione 15 vini della Montagne de Saint-Emilion. Tra questi ha vinto Michel Coudroy con il- Château Haut Langlade del 2024 ottenuto da merlot, cabernet franc e cabernet sauvignon. Il secondo giorno Monica ha degustato prima 15 vini bianchi spagnoli tra cui Albarino, Airen, Xarel.lo, seguiti poi da 15 tra Carignano e Grenache francesi. Il vincitore della giuria è stato Domaine du Joncas Denominazione Terrasses du Larzac annata 2023 da uve shiraz, garnacha negra e cinsault noir, biologico. Interessanti i nostri stessi tavoli di giurati: francesi, tedeschi, spagnoli, turchi e moldavi.
Confronto internazionale

È stata per entrambe un’esperienza di confronto internazionale sia con la dirigenza, lieta di avere le sottoscritte tra le professioniste italiane, dell’Associazione Donne del Vino, a far parte della giuria, oltre a tutti gli altri giurati italiani e non, ben vagliati dal Comitato Direttivo molto tempo prima della manifestazione. Senza dimenticare che le degustazioni, rigorosamente alla cieca in ogni sezione, ci hanno confermato un livello medio-alto delle produzioni francesi. Di spicco il livello per la sessione dei vini italiani per Giovanna, e molto alto il livello dei Sauvignon del mondo di Monica, trovando poi anche i Gamay freschi e di corpo leggero.
Essi rappresentano la principale varietà del Beaujolais coltivata a Nord di Lione così come le due sessioni spagnole di varietà autoctone spagnole tutte da scoprire e ammirare come l’Airèn robusto e resistente alla siccità dei climi caldi della Mancha. O scoprire lo Xarel.lo della Catalogna in versione ferma e non solo negli spumanti Cava. Grande spinta di acidità, in perfetto equilibrio con gli zuccheri.
Le degustazioni dei vini di Bordeaux e della Montagne de Saint-Emilion del secondo giorno di Giovanna erano solo troppo giovani, la maggior parte già godibili, con qualche punta dal punteggio alto alcuni non pronti.
La città di Lione
Nell’occasione abbiamo effettuato una visita pomeridiana al centro della città, solcata dai due fiumi Rodano e Saona, passeggiando anche nel suo quartiere storico, e degustando le sue specialità gastronomiche come la tarte praline, la bugne (una frittella tipica), dei piccoli bignè o il cuscino di Lione (dolcetto di cioccolato composto da pasta di mandorle e curacao): tutte specialità tipiche di Lione. Un’esperienza da ripetere senza dubbio l’anno prossimo per continuare ad accrescere la nostra cultura internazionale del vino, il confronto prezioso tra colleghi del mondo cinesi, canadesi, giapponesi, turchi e tanti altri. Scoprire e ri-scoprire anche la magnifica città vitale di Lione con le sue delizie enogastronomiche. E noi saremo lì per raccontarvelo ancora.
Giovanna Moldenhauer, Monica Tessarolo
credit photo: @B.Tournaire








