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Una storia vinicola tra Greve in Chianti e Panzano
Un’alta collina tra Greve in Chianti e Panzano, ospita la tenuta Vecchie Terre di Montefili. In questo luogo dove la storia, la natura e la tradizione enologica si intrecciano da sempre, è iniziata l’avventura straordinaria che ha unito il destino di tre amici statunitensi appassionati dell’Italia, Nicola Marzovilla, Frank Bynum e Tom Peck Jr. Dalla loro passione per il microcosmo di Montefili, i suoi panorami, i suoi vigneti e dal loro rispetto per la natura, nascono prodotti di eccellenza, premiati e riconosciuti a livello internazionale, un successo ottenuto anche grazie alla loro enologa Serena Gusmeri. Qui vi vogliamo raccontare della tenuta, dell’enologa, per poi presentarvi due vini entrambi espressioni di solo Sangiovese, dalla pregiata fattura.
Vecchie Terre di Montefili
Vecchie Terre di Montefili si colloca sulla cima della collina panoramica Monte Fili, di origini antichissime da cui prende il nome. Si estende per una superficie vitata di 12,5 ettari nel comune di Greve in Chianti, al confine delle UGA (Unità Geografica Aggiuntiva) del Chianti Classico di Panzano e Montefioralle. Dal 1995 fa parte del bio-distretto di Panzano, primo distretto biologico italiano che esprime la volontà di ricercare la sostenibilità da parte dei viticoltori aderenti, rafforzando la forza della collettività. I suoli hanno peculiarità uniche dovute alla presenza di tre distinte lingue di roccia madre composte da galestro, marne di alberese e quarzo feldspatico in un sito collinare che permette un clima idoneo soleggiato, ventilato e con buona escursione termica.
Comunicare il Chianti Classico, i loro IGT Toscana, come Vigna nel Bosco attraverso un approccio innovativo e sostenibile alla produzione, è l’obiettivo alla base della filosofia produttiva di questa realtà.
Per questo ogni parcella è davvero unica, è considerata un viaggio alla scoperta della sua migliore espressione. La vinificazione di ogni singolo vigneto avviene separatamente per permettere a quella zona specifica di esprimere il suo potenziale. L’obiettivo primario è produrre vini che riflettano la vera essenza delle uve della singola parcella, delle condizioni climatiche dell’annata, del suolo di appartenenza e, così facendo, rispettare il terroir d’origine, la natura, i suoi tempi ed i suoi incantevoli elementi per le future generazioni.
Serena Gusmeri ha sempre avuto una profonda connessione con la natura. Cresciuta ai piedi delle Alpi in simbiosi con la natura, ha trascorso la sua infanzia coltivando un orto e prendendosi cura delle galline nel cortile di casa. La sua passione per la viticoltura l’ha portata a studiare a Verona e a completare il master a Milano, con una parentesi di ricerca tesistica in Australia. Dopo gli studi ha trascorso degli anni tra la Franciacorta e la Campania, due esperienze che le hanno permesso di apprendere che ogni vigneto è unico e plasmato dall’ecosistema circostante. Entrata a far parte di Vecchie Terre di Montefili nel 2015, ha da subito applicato la sua filosofia enologica, con la comprensione e il rispetto delle singole parcelle di terra, dove il terreno, l’esposizione e la storia influenzano il carattere delle uve.

In cantina, privilegia fermentazioni spontanee e lunghi invecchiamenti in botti di media-grandi dimensioni per permettere al vino di esprimere appieno le caratteristiche del terroir. Lei ritiene che il ruolo dell’enologo sia quello di facilitare il percorso naturale dall’uva al vino. Il suo approccio rispettoso nei confronti della natura, le sue scelte e la sua dedizione hanno contribuito al successo di Montefili, segnando una nuova fase di crescita per Vecchie Terre di Montefili.
Due etichette ottenute entrambe da solo Sangiovese
Chianti Classico Gran Selezione Docg 2019
Da una vigna di Sangiovese, impiantata nella metà degli anni ’80, su suoli di Alberese, a 500 metri d’altitudine, trae origine quest’etichetta. In vinificazione la fermentazione avviene spontanea, con lieviti indigeni e macerazione in acciaio, per poi maturare per 24 mesi in botte di rovere grande, seguiti da un ulteriore affinamento in bottiglia di 12 mesi.
Dopo una tonalità rubino ha un naso dove dopo le frutta piccola di amarene, ribes, prugna matura, per poi sfumare su cannella, chiodi di garofano, liquirizia, noce moscata, seguiti da macchia boschiva con le sue erbe aromatiche e a chiudere eucalipto. Al sorso ha struttura, tannini setosi, equilibrati da freschezza, è sapido, con un lungo finale dai ritorni speziati e vegetali. Un vino elegante all’assaggio che su rispecchia nella sua etichetta dalla cornice color rame coordinata con la capsula.

Vigna nel Bosco Toscana Igt 2019
Da 100% Sangiovese, un’unica vigna sita a 530 metri d’altitudine, impiantata nel 2001, su un terreno di alberese, calcare e marna. È l’unico vigneto della proprietà ad appartenere all’UGA di Montefioralle. In vinificazione vi è una fermentazione spontanea con lieviti indigeni, una macerazione in acciaio. Il vino poi matura per 26 mesi in botte di 20 ettolitri, per poi affinare in bottiglia per 12 mesi.
Dopo un colore rubino di buona luminosità, ha un naso giocato prima su ciliegie, mirtilli, poi pesca e albicocca, a seguire spezie dolci dalla noce moscata allo zenzero, con una chiusura balsamica. Al palato ha struttura, tannini setosi con freschezza a equilibrare, per una beva elegante, persistente, dal piacevole retrogusto di spezie dolci e frutta. A presentarlo un’etichetta elegante e understatement al tempo stesso, che invita a scoprire la sua pregevole fattura.









