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Cuzziol Grandi Vini, le novità del 2025

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Tempo di Lettura: 8 minuti

Qualche assaggio dal nuovo catalogo Cuzziol

Come tradizione da qualche anno Cuzziol presenta il suo catalogo a clienti e alla stampa di settore. Noi nella tradizionale sede milanese siamo andati a curiosare e vi proponiamo di seguito alcuni degli assaggi che ci hanno colpito di più. Le nostre scelte si sono basate su produttori italiani di diverse zone del nostro stivale, da un Metodo Classico siciliano a due bianchi del nord est, da una selezione di rosato del Salento a due rossi tra l’Alto Adige e la Valtellina.

Questa azienda leader della selezione e distribuzione di vini in Italia, esordisce quest’anno con un nuovo logo volto a riflettere al meglio i valori che la contraddistinguono, volendo al tempo stesso reinterpretare il marchio storico, conservandone la forza e l’identità, rinnovandolo con un linguaggio grafico più contemporaneo.

Luca Cuzziol, Amministratore Unico, dichiara:

“Il 2024 ha rappresentato un punto di svolta, con la definitiva uscita dal periodo post-Covid e un ritorno a una normalità che ci ha messo alla prova. Nonostante le difficoltà del contesto internazionale, la solidità del nostro modello ci permette di guardare a quest’anno con fiducia e determinazione”.

La nostra selezione di assaggi Cuzziol Grandi Vini

Riofavara

Nasce a Ispica nel 1920. Da sempre dedicata alla coltivazione della vite, quest’azienda a conduzione familiare trova negli anni il giusto equilibrio fra ricerca scientifica e tradizione vitivinicola siciliana. Siamo nel cuore della Val di Noto, dove si dislocano le contrade viticole di più consolidata reputazione: dalle evidenti matrici vulcaniche intorno alla cantina fino alla costa, tra Marzamemi e l’oasi di Vendicari, dove la trama dei suoli sabbiosi si fa più che mai sottile e poi nell’entroterra, su terreni calcarei, leggeri e chiari, di un bianco talora abbagliante. 

L’azienda possiede circa 16 ettari distribuiti in 6 appezzamenti: l’impegno in vigna è costante e attento, con un approccio sostenibile e biologico per la coltura, senza forzature, limitando volutamente la produzione a favore della qualità. In cantina si utilizzano moderne tecnologie e recenti tecniche di vinificazione nel rispetto delle tradizioni locali e della sostenibilità. Tutto questo rende Riofavara, un assoluto punto di riferimento nel panorama enologico ragusano.

Metodo Classico Extra Brut Dop Sicilia 2022 

Ottenuta da 60% Grillo, 20% Moscato Giallo, 10% Grecanico, 10% di antiche varietà dimenticate Rucignola, Cutrera, Recunu, coltivate su suoli a medio impasto con sub-strato calcareo e di tessitura fine. Successivamente alla raccolta manuale, le uve subiscono una pressatura soffice che estrae il mosto fiore. Terminata la prima fermentazione, la messa in bottiglia, affina in un ambiente a temperatura costante dove rimane per almeno 12/14 mesi. Dopo il dégorgement la bottiglia viene lasciata riposare per qualche altro mese. 

Esordisce con un giallo paglierino, bollicine fini, persistenti, poi al naso ha profumi complessi, con sfumature di gesso, una leggera nota di pietra focaia, seguita da quella iodata. Al palato è sapido, particolarmente fresco, cremoso, elegante e piacevole, di buona lunghezza con un finale iodato.

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Metodo Classico Extra Brut Dop Sicilia 2022

Bellutti / Weinberghof

Weinberghof si trova a Termeno, sulla strada del Vino, ed è qui che Christian Bellutti, classe 1980, vinifica le uve ottenute dai tre ettari di proprietà del suo piccolo maso. Il suo è uno stile preciso con vini netti, eleganti e freschi, che rispecchiano il carattere delle singole varietà e dell’annata. Il suo è un lavoro realizzato con competenza e dedizione dove la moderna tecnologia e l’attenzione ai dettagli danno frutti straordinari. Membro dell’associazione dei piccoli vignaioli dell’Alto Adige, sia nella vigna come in cantina, Christian lavora per una qualità senza compromessi. Della sua produzione abbiamo scelto il suo Pinot Bianco in purezza, vinificato in acciaio.

Pinot Bianco Alto Adige Doc 2023 

Da un vigneto sito a Caldaro a 400 metri d’altitudine su suoli con argilla, sassi e sabbia, dopo una vendemmia manuale, per la vinificazione dopo una macerazione a freddo del mosto di poche ore, viene eseguita la pressatura e la fermentazione a basse temperature. Affina sui lieviti fino all’imbottigliamento. Dopo un colore giallo paglierino carico con riflessi verdolini, ha al naso profumi fruttati che ricordano la mela verde, la pera e la frutta esotica. All’assaggio è fresco, sapido, con un finale persistente, un retrogusto giocato sulle sensazioni fruttate.

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Pinot Bianco Alto Adige Doc 2023

Masari

La Valle d’Agno si estende a Nord di Vicenza, ai confini tra le province di Verona e di Trento, su un territorio unico per la coltivazione della vite costituito da terreni protetti a Nord dalle Piccole Dolomiti. I vigneti si estendono in un ambiente di alta collina dove sono inseriti in un paesaggio naturale abbracciati da boschi e prati. Masari nasce nel 1998 quando Massimo Dal Lago e Arianna Tessari, unendo la loro passione e le loro esperienze, riprendono la viticoltura nella Valle d’Agno ricercando i vecchi vigneti e le varietà locali per coltivarli con grande attenzione e rispetto evidenziando le due anime della Vallata: quella vulcanica e quella calcarea.

La complessità dei suoli, l’attenta cura nella coltivazione biologica certificata dal 2016 e la selezione molto accurata delle uve alla vendemmia sono i pilastri su cui fondano i loro vini. 

Agnobianco Veneto Igt 2022 

Ottenuto da Riesling 60%, Durella 20%, Garganega 20%, sul versante vulcanico ricco di tufo e basalto della Valle d’Agno a 380 metri d’altitudine. Il clima pre-alpico delle Piccole Dolomiti garantisce ottime escursioni termiche fra il giorno e la notte. Dopo una raccolta manuale in cassetta La fermentazione del mosto avviene spontaneamente, grazie alla presenza di lieviti autoctoni, in contenitori d’acciaio inossidabile. L’affinamento finale ha una durata di sei mesi, in acciaio con contatto fra il vino e i propri lieviti. 

Dopo un colore giallo luminoso con riflessi verdolini, ha un naso con profumi di fiori bianchi, agrumi, mela gialla, poi erbe aromatiche e leggere sensazioni di idrocarburi. Al palato è fragrante, sapido, persistente, con rimandi di agrumi e frutta. La nota d’idrocarburo percepita al naso si svilupperà nel tempo. 

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Agnobianco Veneto Igt 2022

Garofano

Una cantina nata nel 1995 per volontà di Severino Garofano, enologo del rinascimento del Negroamaro. Nel cuore del Salento, a Copertino, rileva una proprietà di 30 ettari comprendenti i vigneti, la cantina di trasformazione e una masseria rurale. Il vitigno autoctono Negroamaro è la prima fonte di ispirazione delle principali etichette a firma Garofano, ognuna delle quali racconta una storia di autenticità e il forte legame col territorio di origine, in una porzione di Puglia caratterizzata da larghe superfici pianeggianti, dove la pietra è parte stessa del terreno e i suoli sono poco profondi. 

Oggi condotta dai figli Stefano e Renata, l’azienda si dedica a produrre vini nel pieno rispetto della vocazione del terroir: in cantina il sentimento ha valore tanto quanto la tecnica, la cultura e la professionalità. La fedeltà alle tradizioni e la riconoscenza verso una campagna generosa sono la solida base di un costante lavoro di ricerca e innovazione, attento alla sostenibilità delle scelte colturali, l’osservanza di pratiche di coltivazione naturali, in assenza del diserbo chimico. Stefano ci confida «È dalle pietre che nascono i fiori». 

Clo’ de Girofle Salento Igp Rosato 2021 

Da Negroamaro, viti ad alberello pugliese classico e cordone speronato. I grappoli raccolti a mano vengono condizionati prima della pigiatura. La macerazione senza graspi dura circa 20 ore, poi il mosto in fermentazione viene mantenuto a 15-16°C e successivamente affina in acciaio, per 3-4 mesi. 

Dopo un colore corallo intenso e luminoso, ha al naso frutti di ciliegia, poi pesca e mora matura, seguiti da erbe di macchia mediterranea e mineralità iodata. All’assaggio, essendo ottenuto da uve rosse è rotondo, con tannini morbidi, è fresco e sapido, con una coerenza aromatica, ottima lunghezza e una chiusura piacevolmente amaricante e asciutta.

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Clo’ de Girofle Salento Igp Rosato 2021

Rohregger

Stephan Rohregger ha coronato il suo sogno quando, nel 2019, è subentrato al padre Roland nella gestione dei vigneti Prälatenhof, il maso di famiglia a Caldaro. La proprietà è su 2 diverse aree: a Pianizza di Sotto, frazione di Caldaro, su terreni morenico-calcarei e ghiaiosi a 440 metri piantati a Schiava da ben 90 anni, a Pinot Grigio e a Sauvignon. La seconda parte è a Corona, sopra Cortaccia, a 800 metri su terreni ghiaiosi e calcarei, piantati a Pinot Bianco, Sauvignon e Pinot Nero. Il 2019 è stata la prima annata della gestione dei vigneti di famiglia per Stephan, enologo di grande esperienza per la sua consulenza da molti anni presso Tiefenbrunner. Affiancato da Tanja, sua moglie, si conferma tra gli astri nascenti dell’enologia alto-atesina attraverso vini fini ed eleganti, espressione del proprio terroir. Vi proponiamo la sua versione della Schiava da viti vecchie. 

Alte Reben Kalterersee Alto Adige Doc 2022 

I termini tedeschi indicano che si tratta di un Lago di Caldaro Classico da viti vecchie di Schiava, allevate tradizionalmente a pergola, dove per la posizione collinare i grappoli ricevono la luce del sole per l’intera giornata, mentre di pomeriggio la brezza chiamata Ora provvede a una buona ventilazione. In cantina un lento affinamento in vasche di cemento e in botti di tonneau conferisce al vino struttura e longevità. Dopo un colore rosso rubino chiaro, ha al naso note complesse di piccoli frutti rossi tra cui ciliegia, fragola, poi sentori di viola. Al palato ha struttura, con tannini morbidi, freschezza a equilibrare, eleganza, persistenza e un retrogusto fruttato. 

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Alte Reben Kalterersee Alto Adige Doc 2022

Tenuta Scerscé

Cristina Scarpellini, appassionata di Nebbiolo, dopo una laurea in legge a Milano, due anni a Parigi per la tesi, abbandona l’idea di una carriera forense e sceglie nel 2008 la viticoltura della Valtellina, una terra verticale che ripaga della fatica solo chi ha spirito di sacrificio e lavora con cuore e passione. Nell’anfiteatro naturale delle Alpi Retiche valtellinesi il protagonista assoluto è il Nebbiolo delle Alpi, il cui biotipo è denominato Chiavennasca. 

Un vitigno nobile, esigente, che necessita di una particolare situazione ambientale e climatica alla quale i pendii retici si prestano perfettamente. Le piante allevate a guyot godono di molta luce, pari a 1900 ore di irradiazione all’anno. Scerscé è una congiunzione ideale tra passato e presente, tra manualità tramandata e metodi contemporanei, comunque nel rispetto della tradizione. Questa giovane realtà in pochi anni ha saputo imporsi per il livello qualitativo dei suoi vini ma soprattutto per il suo forte legame con il terroir della valle.

Valtellina Superiore Valgella Riserva Docg 2019 

Da Nebbiolo, o Chiavennasca che dir si voglia, raccolto rigorosamente a mano, pigiato immediatamente dopo la raccolta. Segue la classica vinificazione naturale in rosso, con una macerazione sulle bucce di circa 30 giorni. Durante la fermentazione effettuano rimontaggi favorendo il contatto del liquido con le bucce e una maggior estrazione di colori e profumi. Matura in botti da 25 ettolitri e piccole botti da 500 litri per 23 mesi, con un assemblaggio pre-imbottigliamento, seguito da un lungo affinamento al buio in bottiglia. 

Dopo un rosso granato luminoso alla vista, ha un naso Intenso dove le note minerali ferrose iniziali sono seguite da profumi articolati di spezie, piccoli frutti rossi, sottobosco e una sensazione mentolata finale. All’assaggio ha un medio corpo, tannini setosi, freschezza a equilibrare, è fine, elegante, di bella lunghezza, con nel finale frutta matura e una nota mentolata.

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Valtellina Superiore Valgella Riserva Docg 2019

credit photo: Cuzziol Grandi Vini

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